“Patria” di Felice Farina dal 26 febbraio al cinema

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È stato uno dei film italiani più applauditi all’ultimo Festival di Venezia, con un’ottima accoglienza in proiezione stampa e l’ovazione commossa del pubblico nelle proiezioni ufficiali. Ora PATRIA di Felice Farina arriva nelle sale italiane, giovedì 26 febbraio, distribuito da Istituto Luce-Cinecittà.

Presentato in prima mondiale alle Giornate degli Autori/Venice Days, Patria è liberamente ispirato all’omonimo libro di Enrico Deaglio (edito da Il Saggiatore): uno dei saggi storici più letti e amati dell’ultimo decennio, un viaggio a perdifiato nella storia del Paese dal 1978 al 2010. Un libro-sfida di oltre 900 pagine, che sullo schermo diventa il racconto di un’unica notte, nella quale riviviamo avvenimenti indimenticabili e a volte dimenticati. E una realtà di oggi raccontata con ironia e commozione, in cui per uscire da una crisi materiale, e soprattutto dalla solitudine, forse occorre essere più di uno.

IL FILM
La fabbrica chiude e licenzia, l’ennesima nel torinese. Tre uomini, per protesta, per rabbia, per solidarietà, si ritrovano insieme una notte a occupare una torre della fabbrica. Sono Salvatore Brogna (Francesco Pannofino), operaio, Giorgio (Roberto Citran), operaio rappresentante sindacale, e Luca (Carlo Giuseppe Gabardini), impiegato ipovedente e autistico.
Tre percorsi, caratteri, visioni politiche, del tutto opposti.

Abbandonati da tutti, nella disperata attesa che arrivi qualche giornalista, forse una tv, questi tre punti di vista così diversi sul mondo ripercorrono gli ultimi trent’anni della vita del Paese, gli anni che li hanno portati su quella torre pericolosa. Dal sequestro Moro alle manifestazioni a Mirafori, dalle stragi di Mafia al terremoto in Irpinia, dai volti e le parole del mondo Fiat di Gianni Agnelli e Cesare Romiti, a quelli di Tangentopoli di Di Pietro, Mario Chiesa, Raul Gardini, e ancora Craxi, Berlinguer, Berlusconi, passando per i mondiali di calcio dell’82 e il rigore sbagliato di Roberto Baggio nel ’94. Fino alla fabbrica di questa notte.

Anni di occasioni sprecate, di speranze tradite, di crimini e stragi, di ribaltoni e giochi di potere. Li rivediamo anche noi questi anni, attraverso immagini e memorie d’archivio e, come contraltare di questa danza degli eventi, rimane il semplice buon senso di tre uomini senza alcun potere, appesi in cima ad una torre, che aspettano qualcuno, chiunque, mentre senza accorgersene costruiscono un’amicizia.

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