Patrizia Cirulli rilegge in chiave acustica l'album "E già" di Battisti

Patrizia Cirulli rilegge in chiave acustica l'album "E già" di Battisti

La cantautrice PATRIZIA CIRULLI rilegge in chiave acustica l’album “E già” di Lucio Battisti, con il contributo di 14 grandi artisti/chitarristi tra...

La cantautrice PATRIZIA CIRULLI rilegge in chiave acustica l’album “E già” di Lucio Battisti, con il contributo di 14 grandi artisti/chitarristi tra cui Mario Venuti, Fausto Mesolella, Pacifico, Carlo Marrale, Luigi Schiavone. Martedì 27 novembre il concerto di presentazione  del disco presso l' Auditorium Parco Della Musica di Roma. Il disco è disponibile in tutti gli store digitali (e fisicamente all’evento) ed è nato da un’idea di Franco Zanetti (Rockol) e realizzata da Francesco Paracchini (L’Isola che non c’era) per celebrare il trentennale di “E già”, il quindicesimo album di Lucio Battisti uscito nel 1982, l’unico ad essere stato composto insieme a Velezia, l’acronimo di Grazia Letizia Veronese, moglie e compagna di Battisti fin dai primi anni Settanta.

foto patrizia cirulli

Questi gli artisti che hanno partecipato al disco: Fausto Mesolella, Mario Venuti, Pacifico, Fabrizio Consoli, Paolo Bonfanti, Carlo Marrale/Simone Chivilò, Giorgio Mastrocola, Giuseppe Scarpato, Carlo De Bei, Andrea Zuppini/Massimo Germini, Walter Lupi e Luigi Schiavone.

PATRIZIA CIRULLI ha rivisitato in chiave semi-acustica le 12 canzoni che compongono l’album, sicuramente il più controverso e discusso della discografia battistiana, unico intermezzo tra la collaborazione con Mogol e quella con Pasquale Panella. Intorno a lei, e alla sua splendida voce, si sono riuniti 14 grandi artisti-chitarristi italiani a cui è stato affidato un brano ciascuno, per un disco che spiazzerà pubblico e addetti ai lavori e dal risultato finale straordinario, diametralmente opposto all’originale (peraltro all'avanguardia per l'epoca) che fu così carico di tastiere, sintetizzatori e campionatori grazie alla produzione di Greg Walsh.

Via quindi l’elettronica, scegliendo invece come unico strumento la chitarra e i vari generi/stili che ogni musicista ha portato con la sua creatività e il suo background (chitarra elettrica, acustica, 12 corde, classica, fingerstyle, rock, country, blues, ecc.). “Qualcosa che vale” non è un classico tributo a Battisti, ma piuttosto un tentativo, riuscito, di entrare nelle atmosfere che generano quei testi, colorandoli di suoni avvolgenti e intensità emotiva…

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