Da sabato 6 aprile andranno in onda gli ultimi episodi inediti della seconda stagione di “Person of Interest” la serie ideata da J.J. Abrams (Lost, Alias, Fringe) e da Jonathan Nolan (Il cavaliere oscuro). Tra le guest star della seconda stagione si fanno notare due bellissime donne, la mora Sarah Shahi già vista in “The L Word”, “Fairly Legal” e “Chicago Fire” che interpreta Samantha Shaw, un’agente senza paura, sexy e spiritosa, membro in un’organizzazione segreta paramilitare che rintraccia ed elimina i terroristi prima che agiscano. La Shashi comparirà dall’ep.21 e ha dichiarato: ”Conosco molto bene Jonathan Nolan e quando mi hanno offerto il ruolo nello show non ho saputo proprio dire di no.” L’altra bellissima è la supermodella ceca Karolina Kurnicovà che nella serie interpreterà se stessa.
Inoltre, Mark Pellegrino (Lost), Julian Sands (24, Smallville), Gloria Votsis (White Collar) e Carrie Preston (True Blood) che nella vita reale è sposata con Michael Emerson ed interpreterà il ruolo di una vecchia fiamma di Mr Finch.
La serie si è aggiudicata un People's Choice Award nel 2012. Oltre alla coppia Abrams-Nolan, la produzione esecutiva è curata da Bryan Burk e Greg Plageman. La colonna sonora è composta da Ramin Djawadi. Le riprese sono avvenute interamente a New York. Linda Cardellini e Lola Glaudini sfilano da guest-stars, mentre Barack Obama compare in immagini d'archivio nel 15esimo episodio della prima stagione. Tim Goodman ha commentato sul "San Francisco Chronicle" che "si tratta di una serie diversa, sulla quale c'è da mettere la firma a priori se Abrams e Nolan parlano di privacy e paranoia, giustizia e vendetta"; Ken Tucker, su "Entertainment Weekly", ha chiosato: "riesce nel contempo a sconvolgere, tranquillizzare, emozionare e divertire"; Mike Hale del "New York Times" ha puntato sulla coppia Caviezel-Emerson: "vederli insieme è uno spasso!".
I nuovi episodi di “Person of Interest” mantengono come sfondo socio-culturale il cambiamento dell’America dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 e narrano una mondo governato telematicamente nel quale sia possibile prevenire i crimini. Se nella prima stagione la serie faceva perno sulla dicotomia sociale e politica sicurezza vs libertà personale, considerato uno dei “mantra” da cavalcare nel post Torri Gemelle fino alla recente campagna elettorale a “stelle e strisce”, nella seconda stagione J.J. Abrams e Jonathan Nolan fanno emergere un ulteriore dilemma filosofico e scientifico: è possibile l’intelligenza artificiale? I computer possono essere dotati di coscienza e di pensiero proprio? E poi ancora, siamo così dipendenti dalla tecnologia (internet, sociale network, cellulari, tablet…) da permettere l’azzeramento della privacy?
La seconda stagione si contraddistingue per uno scatto di plot che Oltreoceano ha sbancato in termini di ascolti e critiche. La macchina ideata dal milionario e genio informatico Mr. Finch (Michael Emerson) inizia a prendere decisioni in autonomia, senza essere comandata da una persona, selezionando i numeri di previdenza sociale delle “person of interest” che l’ex agente della Cia John Reese (Jim Caviezel) deve scovare puntata dopo puntata per prevenire i crimini. Secondo le parole di Michael Emerson questo è un vero punto di svolta della serie ”penso che nessuno abbia mai immaginato che il software fosse in grado di sviluppare un attività indipendente”.
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