"Senza entrare nel bosco delle parole e nella trappola della retorica, vi do l’unico consiglio per gustare questo disco: prendete il fiato, trattenetelo e buttatevi giù fino in fondo.": questa è la presentazione di "Genteinattesa", il nuovo disco di Piero Sidoti, fatta da un nome della musica italiana che non ha bisogno di presentazioni: Lucio Dalla. Proprio ieri la Fondazione Giorgio Gaber ha reso noto che Piero Sidoti è uno dei due vincitori che prenderanno parte alla sesta edizione del Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber, in programma il 23 e 24 luglio 2010 alla Cittadella del Carnevale di Viareggio. Dell'artista friulano è da oggi nei negozi il primo album "Genteinattesa", una galleria di ritratti in musica di personaggi anonimi che stazionano nell’incertezza e affidano alla fertilità dell’immaginazione disincantata la linea della loro resistenza ingegnosa. Al Festival Gaber Sidoti proporrà anche alcune scene e canzoni che fanno parte di Particelle, spettacolo che traccia il ritratto di una generazione; al centro la comica odissea di un giovane del Duemila, superesperto di tutto e di niente, costretto come tanti allo slalom tra mille scollati lavori di ripiego. Info su www.giorgiogaber.it. Nel frattempo lo si può sentire dal vivo oggi 1 giugno S. Daniele del Friuli (UD) – Parco del Castello e giovedì 10 giugno Venaria (TO) – Reggia.
"Genteinattesa" - da leggersi così, tutto d’un fiato- è il primo disco del cantautore di Udine Piero Sidoti. E’ prodotto da Produzioni Fuorivia e distribuito da Egea Music su etichetta Odd Times Record. E’ disponibile dal mese di maggio 2010. Il Cd ha gli arrangiamenti di Antonio Marangolo e nel bel libretto che lo accompagna i bei disegni di Gianluca Buttolo. E’ introdotto da un commento del giornalista Massimo Cotto e dalla presentazione entusiasta di Lucio Dalla che ebbe modo di conoscere Piero al Premio Recanati nel 2004, apprezzandolo al punto da mettere a disposizione il suo studio personale per la registrazione di 3 brani presenti nel disco (“La Venere nera”, “La conta di Caino” e “La rapina”). Su alcune tracce si riconoscono gli interventi dell’amico e attore Giuseppe Battiston.
"Genteinattesa" è un titolo vagamente beckettiano. Rimanda a persone anonime che stazionano nell’incertezza, aspettando che arrivi il loro treno-Godot. E intanto, in quella pausa di sospensione, affidano alla fertilità dell’immaginazione disincantata la linea della loro resistenza ingegnosa. Più che vivere al centro, è gente comune che sopravvive ai margini e proprio lì, in quelle periferie dell’animo e della società, affina una propria particolare sensibilità, capace di rubare alle cose attimi unici di emozioni e pensieri, per piccole storie quotidiane intrise di irripetibile originalità umana. In 12 tracce si disegna una galleria irresistibile di ritratti umani, con personaggi defilati, rimossi, disattesi: la prostituta di “venere nera”, un vecchio ballerino in disarmo, un acrobata, un prigioniero, un musicista, un giovane precario a vita. Quasi un concept album,-debitore, in molti tratti della tradizione del “teatro canzone”- sui disagi e le contraddizioni di una generazione e di un’epoca.
Piero Sidoti fa il professore di matematica e scienze a Udine, è una persona normale e arriva al suo primo vero disco all’età di 42 anni. Ci arriva tardi, inutile negarlo, ma la sua storia comincia molto prima e i riconoscimenti importanti non sono mancati, a cominciare dalla vittoria al Premio Recanati (oggi Musicultura) e dagli apprezzamenti di importanti rappresentati del mondo della musica italiana. Ci arriva tardi, a voler sintetizzare, perché Piero è una persona coerente, che non ama i compromessi né le facili scorciatoie. E noi che siamo dei pazzi sognatori glielo produciamo perché siamo rimasti conquistati dalla bellezza intensa del progetto, dalla sua voce grave e al tempo stesso limpida e anche perché lo sentiamo quasi come un dovere morale, nonostante i tempi duri e bui.
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