"L'occhio della luna" è l'esordio di Roberta Di Lorenzo, cantautrice che ha visto la benedizione di Eugenio Finardi. Proprio Finardi ha infatti prodotto l'album uscito il 22 marzo per EF Sounds/Raiser-The Music Essence/distribuzione Egea. La talentuosa cantante - che ha compiuto gli studi classici a Termoli per poi trasferirsi a Firenze e al DAMS di Torino - ha quindi in partenza la garanzia di un grande della musica che, si può dire, ha anche curato la sua formazione sin dal 2007, anno in cui la selezionò in un'audizione. Cosa dire di Roberta Di Lorenzo, il cui "occhio della luna" è lanciato dal singolo "Antigone"? Vocalità intensa che svela lunghi anni di studio. Testi che mostrano un’acuta visione del mondo al femminile. Originalità musicale accompagnata da notevoli doti di pianista e chitarrista. Insomma, una nuova e interessante voce del panorama cantautorale italiano. “Proprio quando sembra che la canzone d’autore abbia ormai affrontato ogni argomento, esplorato ogni anfratto dell’animo umano – dichiara Eugenio Finardi –, arriva una canzone che apre nuove prospettive. Quando ho ascoltato "Circe" sono stato immediatamente colpito dalla sua profonda femminilità." "In pochi versi Roberta Di Lorenzo è riuscita a farmi sentire l’eterna condanna della donna che riesce facilmente a trasformare gli uomini in porci ma mai nel dolce pirata dei suoi sogni”, conclude Finardi. Le canzoni di Roberta sono, come quadri di Hopper, finestre surreali aperte sull’animo femminile, senza sconti né illusioni consolatorie. E se per un maschio italiano può essere sconcertante l’esito del primo appuntamento di "Corollario", intenerisce la capacità di descrivere un amore ormai decennale in "Ai tuoi occhi". In tutte le canzoni dell’album si percepisce questa visione tutta al femminile dell'"Occhio della luna", che si esprime con una cifra stilistica molto personale, spesso lontana dal solito schema strofa-ritornello-strofa.
"Vento di Costiera", "Felicità apparente", "Faccia" ogni canzone ritrae una sfaccettatura della complessa emotività della donna d’oggi, non limitandosi alla sfera sentimentale ma esplorandola a tutto tondo. Come nel singolo "Antigone" dove indaga il complesso rapporto tra etica privata e legge del potere. Finardi, che appare in voce solo nel brano di apertura "Anima dolce liquida", ha scelto insieme a Roberta di vestire le sue canzoni di sonorità acustiche inusuali: archi, plettri, chitarre elettriche usate come strumenti classici, e il minimo necessario di batteria e percussioni. Un mondo sonoro volutamente lontano dagli stilemi imperanti, ma di grande sensibilità, grazie anche a ospiti di prestigio come Pierangelo Negri, primo violino della Filarmonica della Scala, il compositore Vittorio Cosma, Giorgio Cordini, Tony De Gruttola, Pino Nicolosi che si aggiungono al quartetto che abitualmente accompagna Finardi (Max Carletti, Federico Ariano, Paolo Gambino e Stefano Profeta) e agli archi del Quartetto "Edodeda" (già con Muse, Jovanotti, Ruggeri, Bersani, Grignani, Vibrazioni). Non da ultimo il tocco magico per l’artwork curato dallo storico Studio Convertino & Designers di Milano.
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