Il mese di giugno si apre con due appuntamenti internazionali di grande importanza per le politiche agricole e alimentari del pianeta, che negli ultimi mesi hanno guadagnato grande spazio sui media di tutto il mondo a causa della improvvisa impennata dei prezzi delle principali materie prime, che si sta traducendo in aumenti dei generi alimentari più diffusi e consumati e in un concretissimo e drammatico rischio fame per milioni di persone. Di questo si parlerà a Roma, da oggi a giovedì, alla Conferenza di Alto Livello della Fao (dedicata, appunto, alla sicurezza alimentare nel mondo, con particolare riferimento alle sfide del cambiamento climatico e della bioenergia). Il secondo appuntamento è invece per giovedì 5 giugno, a Lussemburgo: il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei Paesi membri dell’Unione Europea avvierà un dibattito sul tema dell’autorizzazione degli Ogm in Europa. Mai come in questo momento la pressione dei sostenitori delle coltivazioni geneticamente modificate è stata forte: approfittando della crisi alimentare planetaria, gli Ogm vengono proposti con insistenza come la soluzione ai gravi problemi globali.
La coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm commenta, attraverso il suo portavoce Roberto Burdese:
«I due importanti appuntamenti di questa settimana potrebbero essere tappe decisive per liberare definitivamente la strada agli Ogm oppure per affermare una volta per tutte che solo un’agricoltura libera da Ogm può offrire soluzioni alla grave crisi alimentare che si è aperta negli ultimi mesi ma che ci accompagnerà per molti anni a venire. Solo rafforzando un modello agricolo e alimentare che torni a porre al centro la sovranità alimentare, e che sia fondato principalmente sui bisogni delle comunità locali, sul giusto mix tra saperi tradizionali e innovazione, sulla biodiversità, si possono dare risposte efficaci alle crescenti esigenze alimentari del pianeta. Questo tipo di agricoltura è l’unico in grado di garantire un aumento globale della produzione senza aumentare ingiustizie, discriminazioni sociali, inquinamento e danni all’ambiente. Questo tipo di agricoltura è incompatibile con l’utilizzo di sementi geneticamente modificate, che favoriscono invece un sistema agricolo e alimentare del tutto simile a quello che ci ha portato alla grave crisi che ci troviamo oggi ad affrontare. Lo dimostrano le difficoltà che stanno attraversando molte agricolture – specie nel sud del mondo – dove gli Ogm sono stati proposti anni fa come una miracolosa ricetta e oggi manifestano invece tutti i loro limiti (economici, ambientali, sociali). Lo dimostrano i tanti casi di agricolture libere da Ogm che su tutto il pianeta, e in particolare in Italia e in Europa, fondano la propria ricchezza sul patrimonio di biodiversità e su una sempre maggiore attenzione per le produzioni biologiche. Le 32 organizzazioni, che, nell’ambito della Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm, rappresentano milioni di cittadini e imprese, si augurano che sia il vertice Fao di Roma sia il meeting dei Ministri dell’Ambiente UE a Bruxelles prendano piena coscienza della necessità di supportare un’agricoltura sostenibile e di piccola scala».
A Lussemburgo, su iniziativa di Francia e Italia, si farà il punto sullo stato delle autorizzazioni di varietà transgeniche e su come superare lo stallo in cui l’UE si trova ormai da tempo, dal momento che i Ministri non riescono a raggiungere una maggioranza qualificata (favorevole o contraria) e le decisioni vengono così prese dalla Commissione Europea che – non rispettando né il volere della maggioranza dei cittadini europei, né le indicazioni dello stesso Parlamento Europeo – concede parere positivo all’introduzione delle varietà transgeniche.
Il Commissario all’Ambiente Stavros Dimas porterà la proposta di respingere le coltivazioni di due varietà di mais (BT11 e 1507) e riaprirà la discussione sulla patata Amflora e sulla moratoria all’importazione promossa dall’Austria nei confronti di altri due granturchi precedentemente approvati (MON810 e il T25).
«Speriamo – conclude Burdese – che i Ministri dell’Ambiente dell’UE agiscano nel rispetto dell’agricoltura europea e dei suoi consumatori, respingendo le richieste di autorizzazione per le nuove varietà e accogliendo positivamente la moratoria promossa dall’Austria».
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