Sono all’osso, l’esplosivo psichobilly de Il Pan del Diavolo

Musica

Sono in due. Percuotono le loro chitarre e la gran cassa come menestrelli d’altri tempi con in testa il folk e il blue grass riveduti e corretti con un’attitudine punk. Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), stravede per loro. Davide Toffolo li ha voluti fortemente nel roster dell’etichetta La Tempesta. Dopo un Ep accolto con grande interesse dalla stampa arriva il disco d’esordio, ‘Sono all’osso’. Chi sono?

Si chiamano Pan del Diavolo, al secolo Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, e nascono in quel di Palermo nel 2006. L’intenzione è chiara sin da subito, proporre un sound decisamente atipico con testi non propriamente concilianti. Strumenti prediletti, grancassa (Pietro, anche voce e chitarra) e chitarra a 12 corde (Gianluca), per ritornare a una sonorità che fonde il rockabilly con il country, aggiungendo un cantato (italiano, per fortuna) decisamente aggressivo e più vicino al parlato. Tra le loro influenze dichiarate, Ghigo Agosti, Luigi Tenco, Lux interior e Fred Buscaglione (ma non è da escludere una sintonia con Hayseed Dixie e i mitici Leningrad Cowboys). Per essere una band così giovane, fa impressione ricordarli in apertura di Gnarls Barkley e Sergent Garcia (Italia Wave Love Festival 2008) e soprattutto ai Gogol Bordello di Eugene Hatz. ‘Sono all’osso’ è il loro primo album (La tempesta/Venus) che segue l’EP ‘Il Pan del Diavolo’ del 2008, riprendendone i testi surreali e amplificando le sonorità della grancassa, aggiungendo anche una vocalità più marcata in alcuni cori. Una progressione artistica assolutamente da non sottovalutare, se si considerano schegge di energia pura come ‘Coltiverò l’ortica’ (EP) o ‘Bomba nel cuore’ (‘Sono all’osso’), un minuto e ventisei secondi che mantengono quanto il titolo promette, ‘Il centauro’, ‘Università’ o la titletrack stessa. Insomma, dodici tracce esplosive testabili digitalmente su RockIT http://www.rockit.it/album/12395/il-pan-del-diavolo-sono-allosso. Lo ‘psichobilly’ de Il Pan del Diavolo ha realizzato tanto già in due anni: speriamo non bruci le tappe.

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