Terremoto in Emilia Romagna, il punto

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Alle ore 4.04 della notte del 20 Maggio una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.0 sulla scala Richter sconvolge un’area di circa 500 km quadrati nel settore centrale della Pianura Padana compreso tra i comuni di Mirandola ad est e la città di Ferrara ad ovest. Il terremoto viene preceduto da uno sciame sismico iniziato la sera del 19 Maggio e seguito da uno sciame sismico (ancora attualmente in corso) che fa registrare centinaia di scosse di cui 2 di magnitudo superiore al 5.0 e 6 di magnitudo superiore al 4.0. L’epicentro del terremoto si colloca nei pressi del comune di Finale Emilia ad una profondità di circa 6 km.

Il sisma viene avvertito in gran parte del nord Italia, in Toscana, nelle Marche ed in Umbria. Si tratta di un terremoto molto superficiale, un terremoto superficiale ha due aspetti più significativi, uno positivo ovvero che l’onda sismica si attenua rapidamente in superficie con la distanza dall’epicentro ed uno negativo, le zone immediatamente vicine all’epicentro registrano danni particolarmente ingenti perché la scarsa profondità dell’evento non attenua l’energia del terremoto.

Qualcosa di analogo accade già nel 2009 a L’aquila con la differenza che l’epicentro in quel caso si trovò quasi al di sotto del capoluogo abruzzese. Per intenderci se il terremoto del 20 Maggio si fosse verificato al di sotto della città di Ferrara o di Modena si sarebbero contati migliaia di colli e centinaia di morti. Per quanto riguarda l’aspetto geologico, la sismicità della zona è ben nota anche se eventi cosi potenti si sono difficilmente verificati nella storia della regione, per un terremoto simile bisogna andare indietro fino all’anno 1570.

Sotto la Pianura padana esiste infatti un vasto sistema di faglie relative alla compressione che l’Appennino esercita sia verso la placca Adriatica che verso le Alpi, faglie camuffate in superficie dai sedimenti di pianura, le faglie più antiche si trovano nella zona di Bologna mentre le faglie più recenti nella zona di Ferrara, sono appunto queste faglie più recenti che hanno generato il terremoto del 20 Maggio.

Dal punto di vista edilizio, eccetto i crolli verificatisi in strutture antiche, storiche come vecchi monumenti, chiese e torri stupiscono senz’altro i crolli dei capannoni industriali, crolli inammissibili in una società moderna. Fortunatamente la gran parte delle strutture in cemento armato però ha resistito. Questo terremoto si inquadra per intensità ai primi posti dei terremoti più recenti d’Italia.

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