"The Mentalist", la serie che ha riportato in auge l'intuito nelle indagini a discapito della detection scientifica, trasloca armi ed intuizioni del suo protagonista da domani (13 settembre) su Retequattro. L'appuntamento è per ogni martedì alle ore 21.10 con l'inedita terza stagione. Al centro del terzo ciclo del serial: il rapporto sempre più "personale" tra il protagonista Patrick Jane (interpretato dall'ex muratore Simon Baker) e Teresa Lisbon (Robin Tunney), nonchè i cameo di Morena Baccarin e Megan Gallagher. Nonostante riporti in auge l’intuito alla Colombo o alla Ellery Queen, “The Mentalist” è in qualche modo la serie più “rivoluzionaria” degli ultimi anni. Quella che fa vincere l’indagine deduttiva su quella scientifica. Non per niente la serie ha detronizzato, dopo anni di egemonia, il primato di “CSI”, spingendo i critici americani a decretare che si tratti della rivincita dell’Uomo sulla Scienza. Con i suoi 19 milioni di spettatori, è stato il programma – non solo tra le serie tv – più visto delle ultime stagioni a “stelle e strisce”. Ma è anche stata indicata come la serie del nuovo corso, del nuovo millennio, del post-elezione di Obama: il ritorno ad un racconto più “umano”, più sensibile e meno caratterizzato dalla scientifica e dai…numbers.
Patrick Jane (Baker), forte del suo spirito di osservazione fuori dal comune, in passato si faceva passare per medium. La sua vita cambia radicalmente quando un serial killer, Red John, stermina la sua famiglia, moglie e figlioletto, dopo che Jane lo sbeffeggia pubblicamente in tv. Nonostante la tragedia famigliare, Jane ha un forte senso dell’umorismo e dell’ironia grazie ai quali porta avanti con insolita leggerezza complicate indagini criminali.
Jane viene ingaggiato come consulente presso il California Bureau of Investigation di Sacramento, in California, per risolvere i casi più intricati, quelli in cui neanche le piastrine del DNA riescono a far luce. I compagni di squadra lo guardano dapprima con circospezione, così strambo e fuori dalle regole, talvolta fastidioso, rude e un tantino aggressivo…
Teresa Lisbon (Robin Tunney - Law and Order, Prison Break) ha 36 anni ed è a capo della squadra di investigatori che dirige con serietà e distacco. In molte occasioni è esasperata dal comportamento di Jane anche se riconosce le sue abilità nel risolvere i casi e oltre alla stima professionale prova anche una certa attrazione nei suoi confronti.
Grace Van Pelt (Amanda Righetti – The O.C., North Shore) ha solo 25 anni ed è la neofita del gruppo: nei confronti del protagonista nutre molta curiosità, perché crede nei medium. Kimball Cho (Tim Kang – I Soprano, The Office, Monk, Ghost Whisperer, Law and Order) e Wayne Rigsby (Owain Yeoman – The Nine, Terminator: The Sarah Connor Chronicle) completano il team; il primo appoggia Patrick dichiaratamente, il secondo subisce il fascino della giovane Van Pelt.
Red John, che non si vede praticamente mai, diventa il fil rouge del telefilm, "parte integrante del lato oscuro di Patrick Jane", secondo l'ideatore Bruno Heller. “Watch closely” (Guarda da vicino), questo è lo slogan con cui il marketing della CBS ha promosso The Mentalist negli Usa. Ma “guarda da vicino” è anche un gioco di parole per introdurre l’attore che interpreta il ruolo del protagonista: Simon Baker, uomo dall’indubbio fascino che ha già conquistato le platee femminili d’oltreoceano e ora si appresta a riscuotere consensi in Italia.
Biondo, sguardo intenso e penetrante, fascino dell’australiano emigrato a cercar fortuna in America. E proprio qui, dopo passaggi in ruoli minori (nel film "L.A. Confidential") e il debutto da protagonista nella serie The Guardian, l’ha effettivamente trovata con l’exploit nel film "Il diavolo veste Prada".
L’ideatore della serie, Bruno Heller (già mente della coproduzione Rome, firmata Hbo-Bbc), al momento dei casting cercava “qualcuno come Cary Grant, qualcuno che si muovesse e sembrasse grazioso perché la gente in realtà diffida delle persone troppo cerimoniose e serviva una caratteristica del genere: e Simon è ed ha tutte queste cose”. E gran parte del successo della serie, che in America ha raggiunto picchi di 19 milioni di telespettatori, attestandosi attorno ad una media di 16 milioni, è dovuto proprio a Simon Baker che è per The Mentalist quello che George Clooney è stato per E.R. Solo che è biondo…
Il canale CBS, dopo alcuni esperimenti fallimentari con le ultime serie tv, ha voluto puntare sul sicuro con The Mentalist, che segna un ritorno alle origini del genere poliziesco. Infatti l’ideatore Bruno Heller ha delineato un carattere alla Colombo piuttosto che alla Sherlock Holmes e a differenza dei drammi polizieschi di ultima generazione, in stile CSI, le indagini si risolvono con l'intuito e non più attraverso le analisi al microscopio.
Che sia una nuova svolta? Se l’è chiesto anche il New York Times che ha scritto: “Quando CSI ha preso il via nel 2000 ha mitizzato la medicina legale e ha profondamente influenzato molti telefilm rivali. Ha anche cambiato il modo in cui il pubblico percepiva il lavoro della polizia, accrescendo enormemente irrealistiche aspettative”. Così la serie ha inaugurato un cambio di trend al grido di “meno dna e più intuizione!”
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