UFI Filters presenta il filtro gasolio per il nuovo Iveco Daily

UFI Filters presenta il filtro gasolio per il nuovo Iveco Daily

Il nuovo commerciale leggero di Iveco, che si preannuncia essere un successo di vendite per la casa italiana, monterà in primo equipaggiamento sulle...

Il nuovo commerciale leggero di Iveco, che si preannuncia essere un successo di vendite per la casa italiana, monterà in primo equipaggiamento sulle motorizzazioni 2.0 e 2.4 a gasolio un inedito ed innovativo filtro sviluppato da UFI Filters, destinato a diventare una pietra miliare della filtrazione dei moderni motori. Il filtro, sviluppato nei laboratori di Ricerca & Sviluppo della multinazionale italiana, oltre a possedere tutti i requisiti richiesti dal capitolato Iveco (in fatto di efficienza filtrante, effetto di separazione dell’acqua dal gasolio, capacità di carico e potere di accumulo) è arricchito da una serie di sensori elettronici che ne implementano le funzioni di base in maniera molto interessante e che, ed è qui la grande novità del prodotto, sono tutti integrati in un unico gruppo. L’idea di sensori integrati in un unico gruppo fa di questo filtro un prodotto unico, innovativo e che oggettivamente segna un passo in avanti nella tecnologia della filtrazione automotive. E’ ancora presto per dire se altri costruttori dopo Iveco vorranno equipaggiare i loro veicoli con filtri di questo tipo, ma quello che è certo è che UFI Filters è già pronta per soddisfare le future richieste.

La tecnica del filtro La cartuccia filtrante ha un’anima cava per ospitare una sonda metallica di forma cilindrica, vero e proprio cuore del sistema. Si tratta di un gruppo di sensori collocati lungo la superficie esterna di tale cilindro, che rilevano in ogni istante lo stato del filtro relativamente ad alcuni parametri e che comunicano tali misure alla centralina di controllo.

Il gruppo di sensori rileva innanzitutto la temperatura: dato, questo, molto importante poiché, quando la temperatura atmosferica è bassa, anche il gasolio tende a raffreddarsi. Se, infatti, la sua temperatura scende al di sotto di una determinata soglia, si possono formare per coagulo delle paraffine che, entrando in circolo, hanno la capacità di ostruire il circuito di alimentazione e bloccare completamente il flusso di carburante al motore. Quando il sensore rileva che il gasolio in circolo è troppo freddo, invia un segnale alla centralina del motore che di rimando fa inviare delle scariche elettriche a delle piastre metalliche sottilissime collocate sempre lungo il cilindro del gruppo sensori. L’eccitazione elettrica scalda le piastre che cedono parte del calore prodotto al gasolio .

Un secondo sensore misura la presenza d’acqua: se l’acqua che si accumula grazie alla capacità del filtro di separarla dal gasolio supera la soglia di corretto funzionamento del filtro stesso, una spia avvertirà il guidatore che è giunto il momento di drenarla dall’apposito rubinetto di spurgo. Un terzo sensore, infine, segnala quando il filtro è esausto; il gruppo di sensori viene quindi sfilato e riutilizzato, mentre tutto il resto, cartuccia più guscio esterno, viene eliminato (sono materiali smaltibili al 100%).

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