Vacanze: scatta l'ora "x" e ci si affretta a fare le valigie. Il periodo estivo, infatti, è tradizionalmente caratterizzato, più di ogni altra stagione, da un numero elevatissimo di persone che si mettono in viaggio per superare distanze a volte estremamente lunghe. E‘ noto da tempo che per chi viaggia a lungo a 8000 metri la soglia della cabina pressurizzata è l'inizio di un altro mondo, non proprio accogliente per il nostro organismo, basti pensare al rischio di trombosi venosa profonda (TVP), meglio conosciuta come „sindrome da classe economica“.
Nella realtà tuttavia la TVP non è “un’esclusiva” delle alte quote e può insorgere anche a seguito dell’uso di altri mezzi di trasporto. Esistono infatti fattori predisponenti identici ed indipendenti dal mezzo di locomozione usato, rappresentati dalla immobilità e dalla sua durata, dalla posizione seduta rannicchiata, dall’eventuale assunzione di alcool e di farmaci sedativi. Ecco quindi che una più corretta definizione di questa patologia potrebbe essere quella di “trombosi venosa del viaggiatore”.
Sotto accusa, infatti, l’immobilità prolungata e lo stretto spazio dei mezzi di viaggio usati che lasciano ai viaggiatori ben poche possibilità di muovere le gambe. Si può formare, così, un trombo nelle vene delle gambe, che può staccarsi e diventare un embolo, con gravissime conseguenze.
Ma ci si può mettere al riparo da eventuali rischi adottando semplici accorgimenti. Le precauzioni sono importanti già prima di intraprendere il viaggio soprattutto per chi presenta fattori di rischio, come interventi chirurgici, traumi, storia di trombosi venosa profonda famigliare oppure soffre di affezioni cardiocircolatorie. In questi casi può essere utile consultare il medico sull’opportunità di una terapia profilattica anticoagulante o assunzione di bassi dosaggi di acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’Aspirina). L’Aspirina, infatti, ha dimostrato di prevenire la trombosi perché è in grado di bloccare la produzione di trombossano, una sostanza che favorisce l’aggregazione delle piastrine predisponendo alla formazione di trombi.
Altri piccoli accorgimenti pratici vanno seguiti proprio durante gli spostamenti. Così se il viaggio supera le sei ore, la parola d’ordine - raccomandano gli esperti - è muoversi: per ogni ora di viaggio bisogna camminare almeno 3-4 minuti. Inoltre suggeriscono di non sedersi con le borse tra le gambe, di muovere il più possibile gli arti, anche quando si sta seduti, e di non tenerli accavallati per più di dieci minuti. Chi soffre di varici e gonfiori alle gambe, dovrebbe indossare calze elastiche. Addormentandosi, è consigliato tenere le gambe allungate e non flesse. E’ fondamentale bere molta acqua (almeno un litro e mezzo) e moderarsi, invece, con alcolici, caffè e salatini. Buona norma, inoltre, indossare abiti comodi e larghi, con scarpe morbide, possibilmente con i lacci, in modo da regolare la forma alle esigenze del piede.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!