Con VITA DI PI (Life of Pi) il regista Ang Lee crea un originale evento cinematografico seguendo la vicenda di un ragazzo che sopravvive a un naufragio e affronta un viaggio epico all’insegna dell’avventura e della scoperta. Durante il suo viaggio in balia del mare, il giovane stringe un legame sorprendente e imprevisto con un altro sopravvissuto… una temibile tigre del Bengala.
Tratto dall’omonimo libro che ha venduto oltre sette milioni di copie ed è rimasto per anni nelle classifiche dei bestseller, VITA DI PI si svolge in tre continenti, in due oceani, nell’arco di molti anni, in un vasto universo ricco d’immaginazione. La visione di Ang Lee, abbinata agli straordinari effetti 3D, ha trasformato un romanzo a lungo considerato non trasponibile sul grande schermo in un audace e sorprendente connubio di narrazione grandiosa e temi forti e provocatori.
Da quando ha intrapreso il progetto quasi quattro anni fa, Ang Lee si è impegnato per creare una visione singolare dell’indimenticabile storia dell’autore Yann Martel, fatta di coraggio, perseveranza, ispirazione e speranza. Il film ci accompagna lungo l’incredibile avventura di un ragazzo, caratterizzata da forti emozioni e profonda spiritualità, momenti strazianti e trionfali, scene ricche di umorismo e d’ispirazione. Nel narrare la storia di Pi, il regista amplia i confini delle più recenti e innovative tecnologie cinematografiche. Con VITA DI PI la scienza e l’arte cinematografica compiono un balzo in avanti, così come è avvenuto in passato con gli effetti visivi di “Titanic”, con il rivoluzionario 3D di “Avatar” e con il lavoro CGI de “L’alba del pianeta delle scimmie” (Rise of the Planet of the Apes), che ha conferito una gamma emotiva e una profondità senza precedenti al personaggio di Cesare. Analogamente a Cesare, il Richard Parker di VITA DI PI è un personaggio pienamente realistico e gli spettatori non dubiteranno che si trovi realmente sulla scialuppa di salvataggio insieme a Suraj Sharma, l’interprete di Pi.
VITA DI PI rappresenta la prima incursione di Lee nel cinema 3D, anche se il regista aveva immaginato il film in questo formato molto prima che “Avatar” trionfasse nelle sale. Egli usa il 3D per ampliare lo spessore del film, facendo partecipare il pubblico al viaggio fisico di Pi e avvolgendolo nelle emozioni della storia. “Volevo che l’esperienza cinematografica fosse unica come il libro di Yann Martel”, ha dichiarato Lee, “e questo significava realizzare il film in un’altra dimensione. Il 3D è un nuovo linguaggio cinematografico che, in VITA DI PI, contribuisce a immergere gli spettatori nel mondo emotivo del personaggio e approfondisce la scala epica dell’avventura”.
VITA DI PI inizia e finisce a Montreal con l’autore che, in cerca dell’ispirazione, s’imbatte nella storia incredibile di Piscine Molitor Patel (Pi a 17 anni di età è interpretato da Suraj Sharma, mentre il personaggio contemporaneo è interpretato da Irrfan Khan e l’adolescente delle scene iniziali del film da Ayush Tandon). Piscine, che tutti conoscono come Pi, cresce a Pondicherry, in India, durante gli anni ‘70, e conduce una vita serena. Suo padre (Adil Hussain) possiede uno zoo e Pi trascorre le giornate tra tigri, zebre, ippopotami e altre creature esotiche. Il ragazzo ha le sue teorie riguardo alla fede e alla natura umana (e animale) ma, dopo avere tentato di fare amicizia con una tigre del Bengala di nome Richard Parker, impara dal padre una dura lezione sui rapporti tra uomini e animali. “La tigre non è tua amica!” tuona il Signor Patel. “Gli animali non pensano come noi e chi trascura questo fatto viene ucciso!”. Pi non dimenticherà mai questa lezione, che ha un impatto profondo sulla sua insaziabile curiosità nei confronti del mondo e, poi, sul viaggio in cui si troverà coinvolto.
Il mondo di Pi viene scosso dai cambiamenti di vasta portata che accadono nel suo paese e, quando il ragazzo ha diciassette anni, il padre e la madre (interpretata da Tabu) decidono di emigrare in cerca di una vita migliore. Il trasferimento promette nuove avventure in un mondo nuovo, ma comporta per Pi anche l’abbandono del suo primo amore. Avendo deciso di trasferirsi in Canada, i genitori di Pi chiudono lo zoo, preparano i bagagli (che comprendono alcuni animali dello zoo) e s’imbarcano su una nave giapponese, dove incontrano un perfido chef francese (Gérard Depardieu). Durante la notte, quando la nave è al largo, l’impetuosità della natura che tanto piace a Pi si trasforma all’improvviso in una tragedia. La nave affonda, ma Pi miracolosamente sopravvive e si trova alla deriva in pieno oceano Pacifico su una barca con un inaspettato compagno di viaggio: Richard Parker.
Quando inizia la loro avventura, la feroce tigre, la cui vera natura è chiaramente impressa nella memoria di Pi fin dai tempi dello zoo di famiglia, è per il ragazzo un nemico mortale. Poi, man mano che va avanti la convivenza, Richard Parker diventa la migliore speranza di Pi nella ricerca di un modo per tornare a casa. Il loro legame è rafforzato da un’altra esperienza in comune: entrambi conoscono poco il mondo reale ed entrambi sono stati allevati dallo stesso maestro: il padre di Pi. Ora, ad entrambi non resta nulla di quel passato, se non loro stessi.
I due naufraghi affrontano difficoltà inimmaginabili, tra cui la furia grandiosa e la maestosità della natura, che sferzano la piccola scialuppa. Una tempesta particolarmente violenta diventa per Pi un’esperienza spirituale che lo porta a domandarsi quale destino Dio abbia in serbo per lui. “Ho perso tutto! Mi arrendo! Cosa vuoi di più?”, Pi inveisce contro il cielo. Ma, nonostante tutto, il ragazzo non perde mai la speranza e prova gioia per le cose semplici, come un vecchio manuale di sopravvivenza o il conforto che deriva dalla bellezza dell’oceano: la bioluminescenza dalle sfumature cangianti degli incredibili banchi di pesci volanti, i blu scintillanti delle onde e una megattera lucente che emerge dalle profondità oceaniche.
Grazie all’utilizzo del 3D, gli spettatori si trovano accanto a Pi e a Richard Parker, e vivono momenti straordinari e visivamente stupefacenti insieme a loro, immersi come non mai in un’avventura epica intrecciata a un percorso spirituale ed emotivo.
Il viaggio cinematografico è iniziato con l’amato libro di Yann Martel, uno dei maggiori eventi letterari dell’ultimo decennio. Il romanzo ha vinto il prestigioso Man Booker Prize ed è rimasto nella classifica dei bestseller del New York Times per oltre un anno.
Il produttore Gil Netter, che ha un proficuo rapporto con la Fox 2000 Pictures, ha portato il libro alla responsabile della produzione della società, Elizabeth Gabler, che ha acquistato i diritti per la Fox nel 2002. Netter è stato attratto immediatamente dalla storia che, come afferma: “Ha tutto ciò per cui si va al cinema e che non si trova da nessun’altra parte”. Insieme, Netter e la Gabler hanno sviluppato e alimentato il progetto per vari anni, fiduciosi che la storia per la quale nutrivano tanta passione sarebbe alla fine diventata un grande film.
Hanno poi aspettato di trovare il regista giusto per abbracciare le formidabili sfide e opportunità del progetto. Come spiega Netter: “Ang Lee è un artista con il quale da tempo aspiravo a lavorare, dotato del talento magico e della maestria necessari per intraprendere questo progetto”.
Elizabeth Gabler aggiunge: “Questo è un film grandioso e Ang è un visionario al quale piacciono le sfide che offrono l’opportunità di esplorare nuovi territori. Analogamente a Pi e a Richard Parker, i timori iniziali di Ang per le difficoltà all’apparenza insormontabili si sono trasformati in un trionfo”.
Martel, un altro ammiratore dell’opera di Ang Lee, afferma: “Ang è stato la scelta perfetta perché sa realizzare film emotivamente forti. I suoi progetti spaziano dai film minori e intimi a quelli grandiosi e spettacolari. Da ‘Ragione e sentimento’ - Sense and Sensibility a ‘I segreti di Brokeback Mountain’ - Brokeback Mountain fino a ‘Tempesta di ghiaccio’ - The Ice Storm e ‘La tigre e il dragone’ - Wo hu cang long, il suo lavoro è incredibilmente vario. Ed è questo che serviva per VITA DI PI, dramma intimo di un ragazzo che perde la famiglia e deve affrontare sfide inimmaginabili in un’ambientazione imponente. Realizzare tutto ciò dal punto di vista cinematografico, mantenendo intatto il cuore emotivo della vicenda, è stato straordinariamente complicato, ma Ang e il suo team avevano la conoscenza, la determinazione e la creatività per riuscire nell’impresa”.
Osservare il suo libro prendere vita è stata un’esperienza inebriante per Martel, che osserva: “Life of Pi è stato tradotto in quarantadue lingue. Vederlo rappresentato come film è stato quasi come fosse la quarantatreesima traduzione. Il linguaggio del cinema è universale e vedere la storia sullo schermo è stato emozionante”.
David Magee è stato scelto per il complesso lavoro di adattamento dell’opera di Martel, che coniuga profondità e magia con avventure epiche e un’introspezione profonda. Lo sceneggiatore aveva letto il libro per puro piacere poco prima di essere coinvolto nel progetto e, quando gli è stato assegnato l’incarico, si è domandato come sarebbe riuscito a tradurre la storia per il grande schermo. La chiave è stata semplicemente di narrare una storia su una storia. “Nel libro Pi narra la sua storia all’autore, proprio come Ang ci racconta una storia attraverso il film”, afferma Magee.
“Da una prospettiva più ampia, VITA DI PI è una storia di speranza”, aggiunge Lee. “Sotto diversi aspetti, rappresenta il valore della narrazione e il valore della condivisione delle storie”.
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