Sarà disponibile da domani in tutti i negozi fisici e digitali Anatomia di uno schianto prolungato, il nuovo album di Willie Peyote. Il disco, composto da 11 brani tra cui i singoli Burrasca e Kodak, vede la partecipazione di nomi importanti della scena italiana come Brunori Sas, Noemi e Jekesa. L'artista torinese presenta così la sua ultima fatica, confermando la capacità di unire cantautorato, rap ed energia critica nelle sue produzioni.
Il nuovo lavoro arriva dopo un percorso artistico costellato di riconoscimenti ed esperienze come la partecipazione a Sanremo con Grazie ma no grazie e la recente incursione nel documentario Elegia Sabauda. Anche nel nuovo album, curato insieme allo storico collaboratore Stefano Genta, Peyote continua a proporre testi dalla forte carica sociale, uno sguardo ironico sul presente e sonorità che spaziano dalla ballata acustica alla contaminazione con funk, soul e rap anni Novanta.
Anatomia di uno schianto prolungato sarà disponibile in diverse versioni: digitale, CD standard, LP con poster, LP colorato autografato e numerato con poster e CD autografato, questi ultimi acquistabili in esclusiva nello store Universal Music.
Tra i brani spiccano la già citata Burrasca, in cui Peyote abbandona temporaneamente la sua vena più cinica per una riflessione intima - abbiamo bisogno di avere qualcuno accanto a cui aggrapparsi quando il mare è in burrasca, quando il mondo intorno fa paura -, e la malinconica Mi Arrendo insieme a Brunori Sas: un grande onore - ha raccontato Willie - condividere questo brano con il cantautore che forse meglio di tutti rappresenta l'incontro tra la musica indie e la grande tradizione italiana, un vero e proprio punto di riferimento per me nel panorama italiano.
L'essenza e gli intenti del disco vengono così descritti dall'autore: "ANATOMIA DI UNO SCHIANTO PROLUNGATO ha una ispirazione cinematografica, è anche un po' un ossimoro perché in fondo viviamo in un periodo pieno di contraddizioni in cui tutto sembra andare verso la fine senza mai arrivarci davvero, si parla di fine delle ideologie, tramonto della civiltà occidentale, crollo del sistema capitalistico, morte del pianeta e talvolta addirittura estinzione della razza umana ma poi, pur difronte ad un costante evidente peggioramento, tutto rimane ancora in piedi. La parola anatomia invece, oltre a richiamare a titoli cinematografici, vuole anche indicare la metafora della lenta e inesorabile "caduta" del corpo umano nel processo di invecchiamento che si manifesta dal superamento dei 40 anni in poi, affiancando al discorso generale quello particolare e personale dell'autore".
L'album sarà presentato con una serie di eventi negli store Feltrinelli di Milano (15 maggio), Bologna (16 maggio), Roma (17 maggio), Napoli (18 maggio), Bari (19 maggio) e con un incontro al Capodoglio di Torino (20 maggio), dove oltre ai firmacopie sono previste sessioni di talk e una speciale performance acustica. Durante gli appuntamenti, Willie Peyote e il produttore Stefano Genta racconteranno la nascita e i retroscena del disco, condividendo con il pubblico curiosità e aneddoti.
Il nuovo progetto porta in sé anche l'esperienza accumulata durante la realizzazione di Elegia Sabauda, un documentario che offre uno sguardo autentico sulla quotidianità di Peyote tra musica, amicizie e passione per Torino e il Toro, senza rinunciare alle prese di posizione scomode e a una narrazione ironica e coerente.
In autunno, Willie Peyote sarà protagonista di un Club Tour 2026 che toccherà le principali città italiane: Nonantola (Vox, 10 ottobre), Milano (Fabrique, 20 ottobre), Molfetta (Eremo Club, 23 ottobre), Napoli (Casa della Musica, 24 ottobre), Bologna (Estragon, 27 ottobre), Firenze (Teatro Cartiere Carrara, 30 ottobre), Roma (Atlantico, 31 ottobre), Venaria Reale (Teatro Concordia, 3 novembre) e Padova (Hall, 7 novembre). I concerti offriranno l'occasione per ascoltare dal vivo i brani del nuovo album e le tracce che hanno segnato la crescita di uno degli autori più originali e riconoscibili del panorama contemporaneo italiano.
Willie Peyote, nato a Torino nel 1985, si conferma ancora una volta artista trasversale e innovativo, capace di fondere sonorità diverse e approfondire con lucidità e ironia le contraddizioni della società di oggi.
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