Il nome scelto per il primo gioiello ‹made in love›, Ecojewel, già lo definisce. Vuole sedurre nel profondo, fare tendenza nel mondo del lusso e suggerire un’azione etica in favore dell’ambiente e di una nuova qualità della vita. Nel processo creativo, moda, tradizione, linguaggio digitale, memorie, visione del futuro, frequentazione di arte e design. E la ricerca di un design organico, che richiama armonie e ritmi naturali, che dà la sensazione di aver finalmente trovato ciò che si cercava da tempo. Il design sostenibile, l’attenzione al dettaglio, la cura nelle lavorazioni (grazie alla maestria degli artigiani italiani) rendono ecojewel unico. Sopra a tutto, la consapevolezza aesthetica della questione ambientale. «Da tre generazioni in gioielleria, conosco i sacrifici chiesti alla terra per fornirci le materie prime necessarie alla nostra attività», dice Luca Ghelardi Tarducci, ideatore del brand. «Il rispetto delle materie prime, l’attenzione alla loro diversità e varietà, ai luoghi di origine, storia, poteri, significati e la mia esperienza mi permettono di puntare al cambiamento, con la creazione del primo Ecojewel.»
ecojewel è prodotto in Italia nel massimo rispetto dell’uomo e dell’ambiente, con materie preziose riciclate (oro e argento da gioielli e recuperi di lavorazioni) ed ecogem (materiale svizzero di sintesi con le stesse caratteristiche fisico chimiche delle pietre naturali).
Tutte le attività dell’azienda sono a impatto zero. Ecojewel è ‹made in love›, non un territorio fisico ma un sentimento universale, senza confini. È l’amore alla sorgente della vita. I Giardini di ecojewel si aprono al pubblico con la prima collezione, Hibiscus, ispirata al fiore delicato che rappresenta la bellezza fugace, l’incanto di un istante omaggio da colpo di fulmine.
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