Per la sperimentazione, le auto di prova sono state dotate di sistemi di comunicazione V2V che ne trasmettono la posizione, la direzione di marcia e la velocità. I sistemi IPM a bordo sono in grado di identificare la presenza di un incrocio e la traiettoria degli altri veicoli in avvicinamento. Suggerisce, quindi, a ogni veicolo, la velocità ottimale da mantenere per consentirne un passaggio in sicurezza.
Alla guida dei veicoli di prova c’è un conducente, ma è previsto che anche i veicoli a guida autonoma possano beneficiare di questa tecnologia. Automatizzando il comportamento dei veicoli nei pressi degli incroci, si potrebbe pensare a un futuro caratterizzato da strade diverse, prive di semafori o segnaletica dedicata. Oggi i veicoli a guida autonoma operano in modo indipendente, utilizzando le tecnologie dei sensori e i dati cartografici di bordo. Un domani potranno anche essi trarre beneifcio dalle tecnologie di comunicazione V2V e vehicle-to-everything (V2X).
La tecnologia IPM si basa su altre tecnologie, sviluppate da Ford e dai suoi partner, per le auto connesse, nell’ambito del progetto UK Autodrive, supportato dal governo britannico e finanziato con oltre 20 milioni di sterline.
Tra le tecnologie presentate nel progetto, della durata di 2 anni e che si concluderà questa settimana, sono presenti l’Intersection Collision Warning, che avverte i conducenti di potenziali incidenti in prossimità di un incrocio, e il Green Light Optimal Speed Advisory (GLOSA), una tecnologia che utilizza le informazioni sui tempi del semaforo ottenute da un’unità di raccolta dati, posta a bordo strada e indica al conducente la velocità di crociera da mantenere per riuscire a incontrare sempre il semaforo verde.
https://www.youtube.com/watch?v=CfAFtNAoaPA
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