Tra il genuino e divertente “Basilicata coast to coast”, il film (opera prima) con il quale ha guadagnato diversi premi cinematografici, e la sua seconda fatica da regista, intitolata “Una piccola impresa meridionale” nelle sale ad ottobre, l'attore, dalla verve comica un po' guascona e disincantata, trova il tempo di infilarci anche il teatro ed un nuovo spettacolo. Il protagonista è Rocco Papaleo, primo ospite, sabato 3 agosto al Giardino degli Aranci (alle 21.30) della XVI edizione di Giffoni Teatro, con “Meridionando”.
Per la prima volta sul palco del teatro dei picentini, l’istrione lucano si cimenterà in un esperimento di teatro-canzone, tra storie buffe e romantiche, gag surreali e racconti poetici, qualche rap “non troppo incalzante” e storie buffe. Filo conduttore, a teatro come al cinema, sarà il suo Sud Italia, una rilettura tutta personale per raccontare attraverso melodie e storie le persone e le cose che lo hanno ispirate, aneddoti personali e poesie. Uno spettacolo che è anche l’occasione per svelare il suo vero “amore”.
“Amo il cinema, ma ho bisogno del palcoscenico – spiega Papaleo – Chiedetevi cosa vuole un attore dal teatro. Vuole che quando prende una pistola e spara i vostri cuori abbiano un sussulto. E quando muore vuole che soffriate perché non potrete più vederlo. Fino alla sera seguente. E se invece della pistola prende una chitarra, spera che le note si accordino ai vostri sentimenti. Chiedetevi ora cosa vuole il pubblico. La gente ha bisogno di commuoversi. La vita spesso non ha scopo, si svolge ovunque, arbitrariamente di nascosto. A teatro ogni azione buona o cattiva ha le sue conseguenze. Il teatro ha la forza del presente, è mentre sta accadendo, è vivo e ha bisogno di una cosa sola: della vita Per questo la vita ha bisogno del teatro”.
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