Inizia a Montreal la doppia trasferta in America del Team Panasonic Toyota Racing

Con il Gran Premio del Canada a Montreal, la Formula 1 affronta la prima parte dell’ormai tradizionale trasferta nel continente americano, che comprende...

Con il Gran Premio del Canada a Montreal, la Formula 1 affronta la prima parte dell’ormai tradizionale trasferta nel continente americano, che comprende il successivo Gran Premio degli Stati Uniti a Indianapolis. L’impegno è piuttosto gravoso, perché si tratta di spostare uomini, mezzi e materiali di supporto su lunghe distanze con una sola settimana di intervallo tra una corsa e l’altra. Il Gran Premio del Canada si corre su una pista ricavata sull’isola di Notre-Dame, nel bel mezzo del fiume San Lorenzo. Dietro ai box c’è il bacino nel quale si disputarono le gare di canottaggio nel corso delle Olimpiadi del 1976. Tutto il piccolo mondo della Formula 1 è contento di recarsi a Montreal, una città molto accogliente che riserva sempre un cordiale benvenuto al Gran Premio e ai suoi protagonisti. La pista è intitolata a Gilles Villeneuve ed ha caratteristiche particolari, con lunghi rettilinei che permettono il raggiungimento di velocità molto elevate, intervallati da varianti e tornanti. Le frenate sono molto impegnative, con accelerazioni che mettono in luce le qualità dei motori. In vista della gara a Montreal, il team Panasonic Toyota Racing ha curato in modo particolare l’impianto frenante. Sulle TF107 debutterà inoltre una configurazione aerodinamica studiata per i circuiti che richiedono un carico medio-basso. La giornata di prove del venerdì sarà dedicata alla messa a punto dell’aerodinamica e dei freni, così come alla valutazione delle gomme su una superficie dell’asfalto che ha generalmente una bassa aderenza. L’obiettivo principale della squadra e dei piloti è quello di conquistare un buon piazzamento, e in ogni caso dei punti utili per la classifica in entrambi i campionati. Per ottenere questo risultato il primo obiettivo è conquistare delle buone posizioni sulla griglia di partenza al termine delle prove di qualificazione.

Jarno Trulli

Il pilota italiano è molto determinato in vista del Gran Premio canadese: “Lo scorso anno sono andato a punti a Montreal dopo una delle mie più belle corse del 2006. Il mio obiettivo è ripetermi e sono fiducioso del fatto che possiamo ottenere un buon risultato. Il Gran Premio del Canada mi piace molto, perché l’ambiente a Montreal è bellissimo. Quanto alla pista, è particolare e richiede molto ai freni. Le caratteristiche del tracciato sono comunque completamente diverse da quelle di un altro circuito cittadino come Montecarlo”.

Ralf Schumacher

Schumacher ha buoni ricordi della pista di Montreal: “In Canada ho vinto nel 2001 e sono stato secondo nel 2003. La pista è per me una delle più belle del campionato, con la difficoltà di avere lunghi rettilinei seguiti da forti frenate che mettono in difficoltà la vettura. La squadra sa bene cosa è necessario per essere competitivi e ha preparato una configurazione aerodinamica completamente diversa rispetto a quella impiegata a Montecarlo. Abbiamo lavorato molto negli ultimi tempi e mi aspetto un buon risultato in Canada”.

Pascal Vasselon, direttore generale del reparto telai

“A Montreal portiamo per la prima volta la nuova configurazione aerodinamica che abbiamo preparato per le piste con basso e medio carico. Abbiamo nuove ali davanti e dietro, con altri piccoli particolari che sono stati cambiati. Useremo la nuova aerodinamica anche a Indianapolis nel Gran Premio in programma la settimana successiva. La pista di Montreal è molto dura per i freni e abbiamo disegnato nuovi condotti di raffreddamento dei dischi che dovrebbero inoltre migliorare a loro volta l’efficienza aerodinamica della vettura”.

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