Quasi quarant’anni dopo la guerra in Vietnam, gli Stati Uniti sono nuovamente coinvolti in un conflitto drammatico. In Iraq. La logica del ritiro Anthony Arnove sostiene la tesi dell’immediato ritiro delle truppe e respingendo i diffusi argomenti a favore dell’occupazione, mostra come, a quattro anni dall’inizio della guerra, la presenza degli Stati Uniti e delle forze della coalizione sia la fonte principale dell’instabilità e delle sofferenze del popolo iracheno. Mettendo in discussione l’idea che Gorge W. Bush sia mai stato veramente interessato all’esportazione della democrazia in Iraq così come il punto di vista condiviso da molti che sarebbe più pericoloso un abbandono prematuro del paese, Arnove esplora le vere ragioni dell’invasione.
Dimostra come continuare a occupare l’Iraq sia una strategia ampiamente irrealistica e temeraria che sta rendendo il mondo intero un luogo pericoloso in cui vivere. Una voce pacifista autorevole, un ragionamento appassionato e categorico che sottolinea la necessità di un’azione comune, continua e capillare, che coinvolga i militari, le loro famiglie, le comunità colpite dalla guerra e le associazioni a sostegno delle popolazioni civili. Completano il testo la prefazione di Howard Zinn, storico e attivista, autore del celebrato Vietnam: the Logic of Withdrawal del 1967, e una postfazione aggiornata dell’autore che analizza gli sviluppi più recenti della politica statunitense in Medio Oriente.
L’autore: Anthony Arnove è una figura di spicco fra gli intellettuali americani impegnati per la pace nel mondo e la difesa dei diritti civili.
Insieme a Howard Zinn è il curatore della raccolta di interviste Terrorism and War (2002) e di Voices of a People’s History of the United States (2004). È inoltre autore del saggio Iraq Under Siege: The Deadly Impact of Sanctions and War (2003). I suoi articoli sono pubblicati da Financial Times, The Nation, In These Times, Monthly Review e Z Magazine.
In libreria dal 13 luglio pagine 224 – 15,00 euro
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