Irpinia sepolta e abbandonata

Irpinia sepolta e abbandonata

Il gelo siberiano che dai primi di Febbraio attanaglia la nostra penisola ha letteralmente scosso la pacifica esistenza della popolazione Irpina.

Il gelo siberiano che dai primi di Febbraio attanaglia la nostra penisola ha letteralmente scosso la pacifica esistenza della popolazione Irpina. Da Nusco a Zungoli moltissime strade sono rimaste bloccate dalla neve, isolando intere famiglie nelle piccole frazioni e nelle località più lontane dai centri urbani principali. Scuole chiuse ormai da 10 giorni e cominciano a scarseggiare anche cibo, acqua e rifornimenti nei negozi. Se i 10 centimetri di neve di Roma hanno occupato a caratteri cubitali le prime pagine dei quotidiani, nulla è stato detto ne scritto sulle situazioni di drammaticità che stanno vivendo i comuni dell'alta Irpinia, sepolti in diversi casi da spessori di neve superiori ai 2 metri con punte anche di 3 metri al di sopra dei 1000m di altitudine. Gran parte delle strade statali sono percorribili su una sola corsia restando impraticabili per gli autobus e i mezzi pesanti. Si rabbrividisce dinnanzi all’indifferenza delle Istituzioni, chiamate in soccorso ripetutamente. Protezione civile, esercito e Regione non hanno dato ascolto all’appello dei nostri sindaci. Solo la Provincia, l’Anas e il Volontariato, in tutte le sue forme, hanno dato manforte ai nostri concittadini. Cresce di ora in ora, il disappunto dei sindaci dell’Alta Irpinia, pronti a dimettersi se non ci saranno provvedimenti, ed è sempre più forte il rammarico nei confronti della lontananza di Napoli dalle zone interne della Campania. Le misure attuate, con sforzo, dalle amministrazioni locali non sono più sufficienti. I disagi restano alti e se continuerà a nevicare interi paesi saranno ben presto in ginocchio. Lunga la lista dei danni: tetti crollati, palazzine evacuate per scopo precauzionale, animali allo sbando, problemi idrici dovuti ad un malfunzionamento di carattere elettrico a un serbatoio dell’acquedotto pugliese, che hanno fatto scarseggiare l’acqua in vaste aree del territorio, persone rimaste isolate e senza viveri, scuole e uffici chiusi per giorni…e l’elenco potrebbe continuare. Un intero sistema si è fermato e nessuno ha mosso un dito per farlo ripartire. Soltanto grazie alla fitta rete di volontariato ed agli interventi delle Forze dell’Ordine, sono state evitate vere e proprie tragedie. Questa emergenza è l'evidente risultato di un sistema di controllo territoriale inesistente in cui paradossalmente alle linee adsl ed alle moderne tecnologie telematiche si affiancano infrastrutture risalenti agli anni '50 o persino precedenti. Oggi e dalla grande nevicata del 1956, nulla è cambiato, a dispetto dei vanti di un Italia che si inserisce nei G8 e che pretende da tutti i suoi cittadini, senza alcuna esclusione, sacrifici e continui tributi per assicurarsi questo privilegio. Ma l'Irpinia non è privilegiata in questi giorni, l'Irpinia giace isolata evocando le drammatiche situazioni di ritardo negli interventi di soccorso subito dopo il terremoto del 1980. Quei soccorsi che divennero una macchina organizzata che prese il nome di protezione civile. Ebbene, se la suddetta organizzazione nacque proprio in Irpinia e grazie all'Irpinia, oggi di quella macchina di intervento qui non c'è traccia alcuna.....

Irpinia sepolta e abbandonata

Discussione 0

I commenti vengono moderati prima di essere pubblicati.

Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!