Trapani, il blu del mare, il profilo delle Egadi all’orizzonte, il blu del cielo con un’intensità tipica del Sud aprono le porte di questa Sicilia, di una delle provincie più suggestive dell’isola: ricca di contrasti nei colori e nel paesaggio, racconta la storia dei popoli che l’hanno dominata. La Salerno-Reggio Calabria, lo Stretto di Messina e l’autostrada A20 per Palermo sono la via più lunga, ma certo, è il percorso che scendendo verso sud permette al viaggiatore di entrare in un mondo tanto complesso quanto affascinante. La destinazione giustifica il lungo viaggio per godere delle luci che questa terra regala a ogni ora del giorno. Giochi di riflessi e colori che le Saline di Trapani e Paceco, insieme con quelle di Mozia, offrono in una tavolozza mozzafiato nelle calde giornate estive quando il candore del sale contrasta con l’intensità del mare. Un itinerario che, dalle porte della città sulla costa, scende verso Marsala e Mazara del Vallo percorrendo l’antica ‘via del sale’. La salina è una delle attività caratteristiche del trapanese: la storia ricorda come la raccolta del sale fosse già conosciuta dai Fenici che ne fecero fiorente commercio. Oggi, quella di Trapani, è una delle ultime in funzione in Sicilia. Il suo prodotto è particolarmente apprezzato e ricercato. Percorrendo la Strada Provinciale 21 e seguendo le indicazioni per la Torre di Nubia, costruzione difensiva del 1600, si giunge nel cuore della salina di Trapani e Paceco dove, volendo, si può visitare il Museo del Sale. Un antico mulino costruito tra le vasche di produzione del sale all’interno di un’area protetta ma con libero accesso ai turisti. In collaborazione con il WWF è possibile prenotare le visite per conoscere, con la guida di esperti, la storia della salina, la fauna e la flora che arricchiscono questo ambiente.
Luci, riflessi e colori che lasciata la costa (da non perdere una visita alle scogliere di Capo Granitola e l’ottocentesco Faro di Kartibubbo, dopo Mazara del Vallo) hanno sfumature e intensità diverse appena si scopre l’entroterra. Il giallo delle stoppie prende il posto del blu del mare, il verde ricorda quanto sia forte il legame con l’agricoltura, resta immutato il colore del cielo. Un azzurro cupo, profondo, che ammanta il panorama; il sole di luglio arroventa ogni costruzione e ravviva lo splendore delle antiche vestigia. “All’estremità di una valle lunga e larga, isolato in vetta a una collina e insieme cinto da rupi, domina lontano un’ampia distesa di terra, ma solo un breve tratto di mare. Il paese d’intorno è immerso in una fertilità malinconica, tutto coltivato, eppure quasi privo di abitazioni umane”. Viaggio in Italia, di J.W.Goethe.
Percorrendo la Diramazione A29 Trapani-Alcamo, lasciata l’autostrada all’uscita di Segesta, dopo pochi chilometri della Strada Provinciale 57, sul Monte Bàrbaro si mostra, maestoso e ben conservato, il Tempio di Segesta. Lo storico greco Tucidide narra della fondazione di quest’antica città per opera di profughi troiani, che qui insediati presero il nome di Elimi, ad oggi misterioso popolo. Documenti certi fanno risalire le prime edificazioni della città di Segesta al IV secolo a.c.
Un viaggio che Peugeot 4007 permette anche in un fine settimana. Luci e colori della Sicilia sono però così intensi da lasciare nella memoria l’immagine di una terra meravigliosa dove il tempo sembra essersi fermato.
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