Processing Decay esplora la possibilità di un incontro tra il mondo organico della natura, soggetto irrimediabilmente alla decomposizione, e il mondo inorganico della tecnologia, basato, invece sulla sua immobilità. Mondi che raramente si incontrano tra loro, ma che hanno una caratteristica in comune: il tempo. Questo lavoro si propone di esplorare la possibilità di un incontro tra queste due realtà, traducendo i loro processi nella lingua universale per i fenomeni: il suono.
L'istallazione consiste in una complessa rete di chip logici al silicio nella quale viene introdotta materia organica, qui rappresentata da semplici foglie di lattuga.
Nel corso, di ore, giorni, settimane… quest'ultima degrada, subisce un processo di inevitabile rovina, influenzando lentamente il comportamento del sistema e del suo output sonoro. L'accuratezza e precisione della tecnologia digitale è così forzata a tenere in considerazione l'inevitabile, lenta decomposizione della materia organica. Processing Decay è stato ideato da Leonardo Amico, un giovane Interaction Designer di Fabrica.
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