Un antico ordine è chiamato a combattere creature malefiche tra le strade fredde e umide di una Londra mai così bella. Londra, 1886: nel diretto (e congiunto) interesse della Compagnia delle Indie Orientali, un antico Ordine, i cui membri vengono chiamati “Cavalieri”, si occupa di tenere a bada un continuo susseguirsi di sommosse da parte dei ribelli. E’ un’epoca tumultuosa, intrisa di grandi cambiamenti, alcuni di essi particolarmente “feroci”.
Tra una sommossa e l’altra, Galahad, protagonista dell’avventura, comincia a sospettare che ci sia qualcosa di più di semplici ribelli. Capirà di aver ragione quando dovrà vedersela con i primi Lycan, creature mezzosangue mostruose, pronte a divorare qualsiasi cosa intralci il loro cammino. Per combattere queste creature, L’Ordine dei Cavalieri fa ricorso ad una sostanza conosciuta come Linfa nera, un vero e proprio elisir di lunga vita, capace di guarire ferite mortali. Il racconto alla base della nuova creazione di Ready-at-Dawn è stato scritto da Ru Weerasuriya; prende vita attraverso una Londra cupa, fredda e umida, meravigliosamente disegnata a schermo in tutta la meraviglia garantita dall’alta definizione. Che sia un infuocato tramonto ad infiammare il cielo denso di nerissime nubi, o che sia la più accecante delle fiamme di un edificio ormai distrutto a sfiorare le volta celeste, resterete allibiti nell’ammirare questo vero e proprio prodigio della grafica: si tratta senza dubbio della vetta più alta toccata da un videogame sulle ultime console. La qualità delle textures è altissima, il sistema di illuminazione dinamica pure e lo schermo viene inondato da una marea di oggetti e dettagli da togliere il fiato. Anche se alcuni scenari mostrano, purtroppo, una certa staticità, nonché un ridotto campo visivo. Fortunatamente, però, anche quando l’orizzonte si espande il motore grafico non mostra incertezze. Incertezze che invece possiamo rilevare nel gameplay, fortunatamente non tali da rovinare l’esperienza videoludica. The Order è fondamentalmente uno sparatutto in terza persona, a là Uncharted, per intenderci (ma con toni molto più cupi). Il titolo presenta l’ormai classica formula della copertura forzata nell’attesa di poter esplodere il proprio fuoco contro i nemici. Questi ultimi sono gestiti da un’IA che non convince del tutto anche ai livelli massimi di difficoltà. Si nota soprattutto una fastidiosa tendenza del nemico ad uscire allo scoperto sempre dallo stesso punto, nonostante sia ormai sotto il nostro fuoco incessante. Volendo accettare questo compromesso, c’è da sottolineare una cura nella diversificazione del feeling delle armi davvero notevole. Utilizzare un fucile o una pistola cambia davvero tutto, sia in termini di gameplay (ovviamente) che in quanto a feeling del sistema di controllo (come detto). Aggiungete a tutto ciò il fatto che gli sviluppatori hanno saputo magistralmente sfruttare alcune invenzioni di Tesla per dar vita a delle armi a dir poco originali. Il ritmo del gioco si alterna tra fasi di sparatoria particolarmente concitate (dovute anche al fatto di svolgersi in spazi molto ristretti) agli ormai conosciuti Quick-Time Event, ovvero quei particolari momenti di gioco nei quali bisogna premere quel preciso pulsante in quel dato momento. Il tutto viene sapientemente miscelato a scene d’intermezzo atte a portare avanti una trama articolata, appassionante, che saprà stregarvi dall’inizio alla fine. Proprio in quanto a trama, è bene precisare che il preciso scopo di Ready-at-dawn, con questo The Order 1866, è quello di dar vita ad una nuova serie; non tutti i dettagli del racconto vengono infatti svelati, non tutti gli intrecci vengono “sciolti”, lasciando al giocatore quel senso di “incompiuto” che si riverserà, puntualmente, nel fattore “Hype” ai primi screenshot che compariranno in giro per il web in relazione al secondo (praticamente certo) capitolo della saga. Il comparto audio è di altissimo livello: i suoni sono particolareggiati per ogni tipo di arma e contesto ambientale, mentre la colonna sonora sa interpretare - aggiungendo spessore – tutte le situazioni che sfileranno via a schermo, tra una sparatoria ed un intermezzo filmato. Il doppiaggio italiano, però, è purtroppo meno convincente di quello inglese.
The Order 1866, complice una longevità non proprio da urlo (circa 7 ore) appare come un capolavoro soltanto sfiorato; strabiliante nel comparto grafico, eccezionale per quel che concerne la trama ed i suoi relativi intrecci, meno impressionante dal punto di vista del gameplay puro, dove ad una meccanica classica da Third Person Shooter si oppone un uso invadente (a seconda dei gusti del giocatore, ovvio) di scene d’intermezzo e sezioni un po’ troppo guidate. Ma è impossibile negare che il nuovo lavoro dei ragazzi di Ready-at-Dawn sia profondo, curato, pieno di stile e dal sicuro futuro. Una nuova, emozionante saga, ha preso vita nell’universo PlayStation (in esclusiva)... non farne parte sarebbe un delitto!


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