< <Ma dici a me?... Ehi, con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui>>. L’ex marine Travis Bickle fa pratica con la pistola parlando a sé stesso davanti allo specchio: è la scena madre di “Taxi Driver”, il cult movie che inaugura il nuovo ciclo di “Actor’s Studio” (dall’8 ottobre, ogni lunedì, in prima e seconda serata). Parte da qui, l’omaggio di Iris ad uno dei maggiori interpreti del panorama mondiale: il doppio premio Oscar Robert De Niro.
Con “Taxi Driver”, il regista Martin Scorsese denuncia gli scempi della guerra in Vietnam raccontando con il suo inconfondibile realismo, le allucinazioni del sociopatico e alienato tassista Bickle. Assieme a De Niro - che, per calarsi al meglio nella parte, studia le malattie mentali e lavora come tassista nei sei mesi antecedenti le riprese - anche una tredicenne Jodie Foster, che con questa interpretazione entra di diritto nell’olimpo hollywoodiano (per lei, nomination agli Oscar come Miglior attrice non protagonista). Palma d’Oro a Cannes nel 1976, “Taxi Driver” è dedicato alla memoria del compositore Bernard Hermann (“Psycho”), scomparso prima dell’uscita del film nelle sale.
La serata prosegue, con “Angel Heart-Ascensore per l’inferno” (1987). Diretto da Alan Parker e tratto dal racconto di William Hjortsberg “Falling Angel”, il noir è ambientato in una languida e misteriosa New Orleans degli anni Cinquanta. Con l’attore, nel ruolo più “diabolico” della sua carriera, il protagonista Mickey Rourke e l’allora moglie di Lenny Kravitz, Lisa Bonet.
Robert De Niro in "Taxi Driver" e "Angel Heart" su Iris
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