Affrontare oltre 170 chilometri e 10.000 metri di dislivello continuo rappresenta una delle prove sportive più dure al mondo. L'UTMB Mont-Blanc, l'evento regina del trail running internazionale, vede tra i protagonisti di quest'anno Ruth Croft, Martina Valmassoi, Ben Dhiman e Rod Farvard, tutti supportati dalla tecnologia Amazfit Cheetah 2 Ultra.
L'allenamento dei migliori trail runner del mondo ha raggiunto nuovi livelli di intensità e precisione, grazie a carichi settimanali di preparazione che sono arrivati fino a 22 ore di corsa e 12.000 metri di dislivello positivo. I dati raccolti dagli atleti con il nuovo smartwatch Amazfit mostrano quanto sia cambiata la preparazione rispetto agli anni passati. Un ruolo centrale è stato assegnato al potenziamento muscolare: almeno il 20% dell'allenamento è dedicato alla forza, aiutando a prevenire infortuni e migliorare la gestione della fatica.
Ruth Croft, vincitrice dell'UTMB 2025, racconta: Io e il mio allenatore abbiamo deciso che non fosse necessario modificare radicalmente la preparazione. Quello che stavamo facendo produceva risultati e funzionava bene. Tuttavia, questa volta abbiamo scelto di dedicare maggiore attenzione al potenziamento muscolare. Questo lavoro mi ha resa sensibilmente più forte e maggiormente capace di gestire il carico di allenamento. La scorsa stagione, a un mese dall'UTMB, stavo affrontando diversi problemi, tra cui un infortunio all'anca. Nel 2026, invece, sta andando tutto bene. Il mio allenamento è stato molto costante e mi avvicino alla gara davvero soddisfatta della mia condizione.
Martina Valmassoi e Ben Dhiman hanno optato per strategie di allenamento personalizzate, sempre con attenzione all'ascolto del corpo. Martina, reduce da piccoli infortuni cronici, ha scelto di non aumentare la quantità di corsa, ma di focalizzarsi sulla forza: A causa di alcuni infortuni cronici e degli errori commessi in passato, ho dedicato più tempo al potenziamento muscolare senza aumentare il volume della corsa. Sarebbe stato troppo rischioso per il mio corpo.
Ben Dhiman, secondo nel 2025 e atleta residente sulle Alpi francesi, ha vissuto il volume di allenamento più alto della sua carriera: 107 ore a gennaio, 95 a febbraio e 105 a marzo, alzando il carico del 30% rispetto all'anno precedente e riducendo del 50% le sessioni ad alta intensità. A luglio ha sfiorato i 12.000 metri di dislivello settimanale, alternando trail di montagna, corse collinari e sedute sul tapis roulant.
La tecnologia Amazfit Cheetah 2 Ultra è stata fondamentale grazie alla funzione Training Balance, che permette agli atleti di calibrare in tempo reale il giusto rapporto tra forza e resistenza e adattare i carichi di lavoro. In gara, lo smartwatch consente di monitorare passo, frequenza cardiaca, altitudine e dislivello positivo, oltre a fornire una navigazione dettagliata del percorso.
Le strategie in gara sono differenti. Rod Farvard, dopo il nono posto del 2025, punta su un approccio aggressivo, restando nel gruppo di testa fin dalle prime battute: Voglio correre con decisione e rimanere con il gruppo di testa che si formerà nelle prime fasi della gara. Sono pronto. Non ho paura né della sfida né delle possibili conseguenze di questo approccio.
Sul display, Farvard terrà sotto controllo distanza, passo, frequenza cardiaca e la mappa, strumenti ormai imprescindibili per una gara che supera la durata di una giornata intera. Martina Valmassoi invece gestirà le energie adottando un ritmo più prudente e prevedendo promemoria regolari per nutrirsi ogni 30 minuti.
Meteo, nutrizione e imprevisti restano le incognite più insidiose. Rod Farvard sottolinea: Le esigenze nutrizionali cambiano con la temperatura. Seguire rigidamente un piano può portare ad assumere troppi o troppo pochi carboidrati oppure a gestire male l'idratazione. Bisogna conoscere il proprio corpo ed essere pronti ad adattarsi in tempo reale.
Persino per Ruth Croft la flessibilità è la chiave: Bisogna essere consapevoli che potrebbe arrivare un momento in cui diventa necessario cambiare strategia. È quello che mi è successo sul percorso dell'UTMB Mont-Blanc nel 2025. A Les Contamines ho deciso che il mio unico obiettivo sarebbe stato sopravvivere alla notte. A volte, la decisione più intelligente consiste nel riconoscere quando è il momento di abbandonare il piano originale e adattarsi a ciò che si ha davanti. Alla fine, quella scelta potrebbe rivelarsi la migliore. Quindi bisogna avere un piano, ma senza innamorarsene troppo.
L'UTMB Mont-Blanc del 2026 si conferma così non solo una sfida sportiva ma anche tecnologica, con la preparazione e la strategia portate a un livello di personalizzazione e controllo senza precedenti, grazie al contributo della nuova generazione di wearable sportivi.
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