Rafforzare il ruolo delle dimore storiche come motore di sviluppo sostenibile dei territori italiani e rilanciare il turismo culturale: questi gli obiettivi strategici del protocollo d'intesa appena firmato tra l'Anci e l'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), sottoscritto dal presidente Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e dalla presidente nazionale di ADSI, Maria Pace Odescalchi.
L'accordo mira a riconoscere le dimore storiche come parte essenziale dell'identità culturale italiana e leva per la crescita economica e sociale dei piccoli comuni e delle aree interne. Sono previste iniziative congiunte per integrare questi patrimoni nei piani turistici locali, promuovere la creazione di itinerari tematici, organizzare eventi culturali e sviluppare progetti condivisi con scuole, università e volontariato culturale, coinvolgendo attivamente le comunità.
L'accordo tra Anci e ADSI - dichiara il Presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato promuovere un turismo lento e di qualità per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne; dall'altro sensibilizzare i Comuni ad adottare, laddove possibile, politiche di semplificazione e agevolazione fiscale per chi custodisce questo patrimonio. Vogliamo che palazzi, ville e giardini storici siano sempre più integrati nella vita delle comunità, diventando tappe imprescindibili di itinerari culturali che valorizzino l'intera filiera territoriale, dai musei civici alle eccellenze artigiane. Proteggere queste realtà e la memoria storica significa investire nel futuro economico e sociale dei nostri territori.
Anche la presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi, ha sottolineato il valore di tale collaborazione, collegandolo direttamente ai dati: La collaborazione con Anci nasce in modo naturale: i dati dell'Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato evidenziano infatti che il 30% delle dimore storiche si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti. In questi contesti, esse svolgono un ruolo fondamentale non solo nella tutela del patrimonio culturale, ma anche nella vitalità economica e sociale delle comunità locali. La firma di questo Protocollo rappresenta un passo significativo per valorizzare le dimore storiche come presìdi culturali e motori di sviluppo territoriale, con l'obiettivo di metterle a sistema, sostenerle e integrarle nelle strategie di sviluppo locale e turistico, a beneficio dell'intero Paese.
L'Associazione Dimore Storiche Italiane rappresenta circa 4.500 soci proprietari di immobili storici e si pone l'obiettivo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull'importanza di tutelare e valorizzare questo patrimonio, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili.
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