Arriva Astroboy, robot dal cuore di bambino

Arriva Astroboy, robot dal cuore di bambino

Esce oggi nelle sale Astro Boy, la storia che descrive le origini di un supereroe. Nel futuristico mondo di Metro City, una splendente metropoli che si...

Esce oggi nelle sale Astro Boy, la storia che descrive le origini di un supereroe. Nel futuristico mondo di Metro City, una splendente metropoli che si trova nel cielo, il brillante scienziato dott. Tenma decide di creare Astro Boy, affinché prenda il posto del figlio tragicamente scomparso. Lo scienziato programma la sua creatura con i più alti valori e con le migliori caratteristiche umane possibili, ma la dota anche di straordinari super poteri. Ben presto, però, Astro Boy mostra di non essere in grado di soddisfare le aspettative del padre e il piccolo Robot deve affrontare la dura realtà di non essere umano… Astro Boy cela dentro di sé il Nucleo Blu, una fonte di potere fatta di energia positiva blu, ragione per la quale è ricercato dalle truppe del Presidente Stone, la cui ossessione è quella di mettere le mani sul Nucleo, per usarlo sul suo robot, il “Peacekeeper”, che contrariamente al suo nome è stato inventato per essere usato come arma per dominare la Terra. Nel tentativo di fuggire alle forze armate, Astro Boy si schianta sulla superficie della Terra. Il terribile Peacekeeper, che per ordine del presidente, è stato dotato della pericolosa energia negativa che scaturisce dal Nucleo Rosso, ha perso il controllo e sta causando devastazioni terribili per tutta Metro City. Astro Boy decide di tornare determinato ad aiutare i cittadini, a contrastare il Peacekeeper e a salvare Metro City, che rischia di schiantarsi sulla Terra. E’ una battaglia campale, in cui tutti gli elementi della storia troveranno una loro conclusione. Astro Boy accetterà la sua duplice natura di bambino mezzo uomo\mezzo robot e comprenderà il suo destino di salvatore dell’umanità. Solo di rado un personaggio dei cartoni animati ha avuto un impatto così forte e duraturo sulla cultura popolare internazionale come è accaduto con Astro Boy. Questo piccolo robot apparve per la prima volta nel 1951, nelle pagine del leggendario manga (fumetto giapponese) dell'altrettanto leggendario mangaka (fumettista) Osamu Tezuka, divenendo immediatamente un’icona. Nel 1963, Astro Boy fu protagonista di una serie televisiva in bianco e nero prodotta in Giappone. Con i suoi grandi occhi espressivi, Astro Boy divenne lo standard per una nuova forma di animazione divenuta celebre con l’appellativo di ‘anime’. In quello stesso anno, la serie originale debuttò anche negli Stati Uniti, dove ottenne subito uno strepitoso successo. Nel 1982 venne trasmessa una nuova serie televisiva, seguita nel 2003 da un’altra serie Americana. Quest’ultima andò in onda in 40 paesi, tra cui Giappone e Stati Uniti. Fu trasmessa dai canali WB e Cartoon Network, ottenendo il primo posto nella sua fascia oraria per ben due anni consecutivi. La storia di Astro Boy e le sue tematiche, (lo sradicamento, la necessità di sentirsi di appartenere a un luogo) hanno profondamente toccato il regista David Bowers (Giù per il tubo). “Astro Boy è una storia senza tempo nella tradizione di Pinocchio o Oliver Twist”, spiega. “E’ una fiaba Dickensiana, ma allo stesso tempo è anche molto moderna. Astro Boy è un robot\bambino creato per prendere il posto del figlio di uno scienziato morto in tragiche circostanze. Il padre, però, capisce che il robot non potrà mai veramente prendere il posto di suo figlio. Astro Boy, che pensava di essere umano, scopre la sua vera natura e da lì in poi perde il controllo della sua vita. Ripensando ai film che ho amato e che mi hanno influenzato nel corso degli anni, mi rendo conto che il primo film che abbia mai visto al cinema è stato Pinocchio”, La preoccupazione principale per tutti coloro che hanno partecipato al film era rimanere fedeli all’originale Astro Boy aggiornandolo per il pubblico del 21° secolo, come spiega la produttrice Maryann Garger. “Astro Boy è un tesoro nazionale in Giappone. E’ il loro Mickey Mouse. Volevamo ispirare quella stessa emozione e quella stessa passione anche nel pubblico Occidentale. L’obbiettivo dei designers del film era riuscire a creare un mondo diverso da qualsiasi altra cosa che il pubblico abbia mai visto. Gran parte dell’ispirazione per il mondo di Astro Boy deriva dal lavoro di Isamu Noguchi, il famoso artista e architetto giapponese-americano del 20° secolo. Il lavoro compiuto da Noguchi in termini di astrazione è stata per loro fonte di ispirazione e spiega l’uso di forme semplici, create utilizzando le più avanzate tecniche disponibili nel campo della computer lighting, del texturing e del computer modeling. I risultati vanno ben oltre le navi spaziali o le macchine volanti visti in molti film del 20°secolo. I designers hanno anche attinto dal Giappone per gli ambienti del film. Si sono ispirati al lavoro dell’artista del 19° secolo Katsushika Hokusai come punto di partenza. Hokusai utilizza un approccio molto semplice nella creazione di paesaggi, eliminando il disordine visivo in favore della distillazione fino alla sua essenza di un’immagine. A prestare le voci ai personaggi del film, Silvio Muccino (Astroboy), Carolina Crescentini (Cora) e il Trio Medusa (Robotski, Sparx, Mike il Frigo) Il film è prodotto da Imagi Studios (TMNT), uno studio di animazione con base a Hong Kong, che possiede le sue strutture creative, di sviluppo e di produzione a Los Angeles, oltre ad un ufficio a Tokyo. “Imagi può contare su dei grandi artisti provenienti da tutto il mondo e dotati di una grande passione”, spiega Bowers. “Molte delle persone più creative con cui abbia mai lavorato nell’ambito di altri studios lavorano lì. Ero emozionato all’idea di tornare a lavorare assieme a Maryann Garger, che ha co-prodotto Giù per il Tubo”. La sceneggiatura del film è stata scritta da Bowers e da Timothy Harris, uno scrittore stagionato, sceneggiatore di successi come 'Una Poltrona per Due' e 'Un Poliziotto alle Elementari', oltre che del blockbuster Space Jam. “Quando i bambini andranno al cinema a vedere Astro Boy, spero che per loro sarà un’esperienza fantastica”, conclude il regista. “Ma quando usciranno dalla sala, voglio che questa esperienza possa espandersi nelle loro vite di tutti i giorni. E’ proprio questo che è Astro Boy in Giappone, vorrei tanto che fosse così anche negli Stati Uniti”.

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