C'è fibra di Infracom nella rete del GARR

i rinnova la partnership fra Infracom e il Consortium GARR: anche quest’anno il Gruppo Infracom è presente con una propria area espositiva in qualità di...

i rinnova la partnership fra Infracom e il Consortium GARR: anche quest’anno il Gruppo Infracom è presente con una propria area espositiva in qualità di golden sponsor del convegno del GARR: “e-Infrastrutture per lo sviluppo”, significativamente organizzato a Catania (18-19 maggio), città-ponte fra l’Italia (e quindi il resto dell’Unione Europea) e un mondo mediterraneo, che va dal Nord Africa al Medio Oriente e che ha esigenza di moderne reti di connessione per diventare nei fatti un tutt’uno col sistema dei ricercatori e dei docenti europei. La rete dell’Università e della Ricerca Scientifica Italiana sviluppata dal GARR per la connessione di università, centri di ricerca, scuole e altri enti pubblici (accademie, centri di formazione e cultura, musei, biblioteche, conservatori etc), si avvale di banda erogata da Infracom sulla propria dorsale in fibra ottica, estesa per oltre 6.300 km sul territorio nazionale. L’accesso alla rete offerto da Infracom garantisce agli enti altissime disponibilità di banda trasmissiva, sicurezza totale e un accurato controllo di qualità.

“E’ molto importante per noi rafforzare nel tempo questa collaborazione con il GARR”, commenta Francesco Bandinelli, Responsabile della Business Unit TLC di Infracom. “Partecipare alla realizzazione di una rete pubblica non commerciale, per il mondo accademico e la ricerca scientifica, come quella messa in atto dal Consortium, significa essere coinvolti in un progetto di larghissima portata innovativa, che trasporta sul network risultati e soluzioni tecniche che saranno alla portata del settore commerciale solo fra alcuni anni. In tal modo GARR, accanto alla sua missione istituzionale, svolge anche un importante ruolo di ‘incubatore tecnologico’”.

“La partnership che abbiamo stabilito con Infracom è un positivo esempio di collaborazione pubblico-privato” – commenta Enzo Valente, Direttore del GARR - “che dovrebbe diventare prassi nel nostro Paese. Solo in questo modo, infatti, è possibile colmare il digital divide che ancora affligge numerosi ambiti del settore pubblico italiano e, al contempo, creare una dimensione di reti della ricerca in grado di connettere studiosi e docenti di tutta Europa e di tutto il Mediterraneo, al di là di ogni barriera ancora esistente a livello culturale e politico”.

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