econdo il sondaggio Online Fraud Report del mese di gennaio 2010 condotto da RSA, la divisione di sicurezza di EMC, c’è una maggiore diffidenza nell’utilizzare i servizi di online banking rispetto alla possibilità di accedere ai siti di social networking. Infatti, il report ha rilevato che l’86% degli intervistati è più preoccupato che i propri dati vengano rubati da siti di online banking piuttosto che di social networking (80%). Come è noto, l’online banking offre la possibilità di entrare in banca - direttamente dall’ufficio o da casa - per fare transazioni e bonifici, visionare l’estratto conto, controllare il saldo e ricevere informazioni sempre aggiornate. Uno sportello virtuale che mette a disposizione dei clienti servizi innovativi che si trasformano in reali vantaggi per quanto concerne la gestione del proprio conto. Ma a fronte dell’incontestabile beneficio di questa conquista tecnologica, vi è la crescente preoccupazione che in questo modo ognuno di noi sia la possibile vittima di frodi online. Gli istituti finanziari possono interagire con i propri clienti attraverso molti canali di comunicazione - online, telefonicamente, tramite dispositivi mobili o grazie agli sportelli automatici. Uno degli intenti dell’indagine condotta da RSA era quello di scoprire quale fosse l’approccio - tra quelli citati - che suscita le maggiori preoccupazioni ed è emerso che sono proprio le operazioni bancarie via Internet a destare più inquietudine tra gli utenti.
E’ evidente che le informazioni personali trafugate attraverso l’online banking siano maggiormente appetibili rispetto a quelle di altri siti e ben l’80% degli intervistati asserisce che le banche dovrebbero attuare forme di sicurezza che vanno al di là dei tradizionali nome utente e password, ovvero la cosiddetta strong authentication. In questo caso, il 72% degli intervistati si sentirebbe più disposto a condividere informazioni personali. Gli stessi pensano inoltre che sia compito degli istituti bancari preoccuparsi di effettuare un monitoraggio dei conti online e tra questi, ben il 90% dice di volere che il controllo venga effettuato anche sulle transazioni. Le possibili preoccupazioni legate alla privacy che continuano a rappresentare un problema in Europa in realtà non incidono molto su questo discorso: quando si tratta di sicurezza, i consumatori sono disposti ad accettare il monitoraggio continuo delle operazioni che svolgono purché venga garantita la tutela dei propri conti finanziari. Complessivamente il dato non varia significativamente da regione a regione, nonostante le diverse percezioni di privacy e sicurezza riscontrate nelle varie aree.
Preoccupazioni e conseguenti esigenze di maggior sicurezza si possono riscontrare anche tra gli utilizzatori del mobile banking: il 49% dice di sentirsi sicuro e solo l’11% “molto sicuro”. Tali “ansie” possono essere probabilmente dovute al fatto che la popolazione di questo tipo di utenti è ancora nuova e in crescita e non vi è consapevolezza delle minacce che possono essere perpetrate con questa modalità di utilizzo. Il timore per l’incolumità dei propri dati suscitato da online e mobile banking rispetto ai più tradizionali metodi di interazione - come l’utilizzo di servizi bancari telefonici o di sportelli bancomat - è risultato dunque sicuramente maggiore.
Grazie al sondaggio, RSA ha rilevato infine che fiducia e volontà di effettuare transazioni online sono chiaramente correlate. Quando è stato chiesto ai consumatori se una maggiore sicurezza potesse far aumentare la loro fiducia, il 92% ha risposto positivamente, con un 53% che ha affermato che si sentirebbe notevolmente più sicuro, mentre il 39% “solo un po’ di più”!
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