Nel 1996 Citroën rivoluzionò il segmento delle compatte sportive con l'arrivo della Saxo VTS 16 valvole, spinta da un motore 1.6 litri da 120 CV e un peso di soli 935 kg. La ricetta vincente di questa piccola francese era semplice ma efficace: un rapporto peso/potenza straordinario e un telaio agile, preciso e divertente. Il risultato fu una delle piccole sportive più apprezzate della sua generazione, capace di offrire prestazioni entusiasmanti e una guida sincera, ma mai proibitiva.
Le origini della Saxo VTS affondano nella storia della Citroën AX, lanciata nel 1986. Le versioni AX Sport e AX GTi erano amate proprio per la loro maneggevolezza e l'eccezionale rapporto peso/potenza. Quando nel 1996 debuttò la Saxo, dapprima come modello di accesso e poco dopo nella variante sportiva VTR (90 CV), la vera erede della AX GTi si concretizzò nella Saxo VTS: il motore 1.6 16v TU5J4, capace di 120 CV, rappresentava la massima espressione delle prestazioni nel segmento.
Dietro la linea della Saxo VTS c'è anche il talento di due celebri designer: Donato Coco, autore delle forme generali, e il giovane Gilles Vidal, allora alle prime armi, responsabile del body kit sportivo. Il kit si caratterizzava per passaruota allargati integrati nelle minigonne, paraurti pronunciati ed elementi funzionali ma mai eccessivi. Il risultato era una sportiva autentica ma discreta, con dettagli come badge 16V, cerchi in lega dedicati e scarico cromato che suggerivano il potenziale nascosto sotto il cofano.
Il motore TU5J4 rappresentava il cuore pulsante della VTS, con 120 CV a 6.600 giri/min e un limitatore fissato a 7.300 giri/min. Associato a un cambio manuale a 5 marce, con rapporti corti e una massa estremamente ridotta, consentiva alla Saxo VTS di raggiungere i 205 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 30 secondi. Ma più delle cifre a colpire era il dinamismo del telaio: avantreno preciso, servosterzo calibrato e retrotreno reattivo, con freni anteriori autoventilanti che completavano un pacchetto destinato al puro divertimento.
Nel corso degli anni la gamma Saxo sportiva si ampliò. Dopo il debutto della VTS 16v, arrivarono motori più accessibili (da 90, 100 e 75 CV) mantenendo sempre lo stile e l'efficacia del telaio. Nel 1999 arrivò il restyling con frontale ridisegnato, fari a mandorla e cofano bombato: la VTS si modernizzò senza perdere la sua anima, proseguendo la produzione fino al 2003 nello stabilimento di Aulnay-sous-Bois.
La Saxo VTS si impose anche nel mondo delle gare. Dalla Saxo Cup ai rally e al rallycross, fino alle gare su ghiaccio, la piccola Citroën dimostrò di essere una vera protagonista. Le competizioni monomarca con regolamenti accessibili e l'obbligo di motori di serie resero la VTS una scuola di pilotaggio per tanti giovani talenti. Nomi come Patrick Henry, Yoann Bonato, Marc Amourette e Pierre Llorach si sono formati al volante della Saxo, mentre nel 2001 Sébastien Loeb e Daniel Elena conquistarono il titolo mondiale Junior WRC con la Saxo Super 1600.
Oggi, 30 anni dopo il suo debutto, la Citroën Saxo VTS è diventata un autentico oggetto da collezione. Gli esemplari in buone condizioni sono sempre più rari, ricercati da appassionati che percorrono lunghe distanze pur di possederne uno. Il suo nome continua a comparire nelle liste partenti dei rally regionali, segno di una straordinaria longevità meccanica e di un DNA sportivo sempre attuale.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!