anDisk svela un avanzato flash file system per solid-state drives (SSDs) che incrementa notevolmente le performance e l’affidabilità delle applicazioni di calcolo. Chiamato ExtremeFFS, questo sistema di gestione della memoria flash di nuova generazione – che è in grado di accelerare l’attuale velocità di scrittura random fino a 100 volte – sarà incluso nei prodotti SanDisk a partire dal 2009. In un discorso tenuto a Los Angeles durante il WinHEC 2008, Rich Heye, senior vice president e general manager per la Solid-State Drive (SSD) Business Unit di SanDisk, ha presentato la ExtremeFFS insieme a due metri di valutazione – vRPM and LDE – che possono aiutare gli utenti finali a giudicare le memorie SSD. vRPM permette di confrontare le performance tra una SSD e un hard disk drive (HDD) o un’altra SSD, mentre LDE calcola la durata di vita delle SSD. Perché le SSD offrano ottime prestazioni su Windows Vista, raggiungendo e superando, quindi, le funzionalità degli HDD, è necessaria una nuova tecnologia di gestione della memoria flash, che acceleri la velocità di scrittura e la resistenza delle SSD. “Le memorie SSD rivoluzioneranno la modalità di client storage, ma sono necessari nuovi benchmark che permettano loro di essere trattate in maniera diversa rispetto agli HDD” afferma Heye.
Nel 1994 SanDisk ha presentato TrueFFS™, importante flash file system utilizzato dai principali produttori di telefonia mobile. TrueFFS è stato incorporato nella precedente versione di Windows e selezionato come PCMCIA FTL per le sue prestazioni, scalabilità e basso overhead. Quando SSD è utilizzata con Windows Vista, necessita di una grande numero di scritture random che si contrappongono all’accesso sequenziale. “La discordanza tra le dimensioni dei blocchi è notevole” afferma Heye.
Extreme FFS
Per massimizzare le prestazioni di scrittura random, SanDisk ha sviluppato il sistema di gestione della memoria flash ExtremeFFS. Quest’ultimo funziona su un algoritmo page-based, cioè senza un’associazione fissa tra location fisica e logica: quando viene scritto un insieme di dati, la SSD li memorizza nella posizione più comoda ed efficiente. Il risultato è un miglioramento nelle performance di scrittura random – fino a 100 volte – oltre che una maggiore resistenza generale.
ExtremeFFS incorpora un’architettura interamente non-blocking in cui tutti i canali NAND possono agire indipendentemente: è infatti possibile leggere alcuni file mentre si sta scrivendo su altri o ancora quando si stanno cancellando altri dati spostandoli nel cestino. Un altro elemento chiave dell’ExtremeFFS è l’utilizzo basato sulla localizzazione del contenuto, che permette al sistema di gestione della memoria flash di “apprendere” le categorie utilizzate dall’utente e localizzare i dati in tempi rapidissimi, massimizzando così le prestazioni e la resistenza del prodotto. “Questa caratteristica potrebbe non mostrarsi nei benchmark, ma crediamo che sia la cosa migliore da fare per i consumatori finali” dichiara Heye.
Nuovi metri di valutazione per misurare performance e resistenza
La performance degli hard disk drive è misurata in RPM (revolutions per minute), pertanto anche le memorie SSD hanno bisogno di un semplice metro di riferimento in grado di valutare le prestazioni del prodotto. virtual RPM (vRPM) permette agli utenti di confrontare in modo facile e accurato le SSD con gli HDD o con altre SSD quando vengono utilizzate con un PC, afferma Haye “vRPM è in grado di rispondere alla domanda: con che velocità deve funzionare un HDD per raggiungere lo stesso grado di performance di una SSD utilizzata in un client PC?” Heye ha pronosticato che l’anno prossimo le performance delle SSD saranno di quattro volte superiori rispetto a quelle attuali e circa sei volte maggiori rispetto a quelle degli ultimissimi HDD da 2,5 pollici.
Commentando il vRPM, Joseph Unsworth, research director di Gartner, ha dichiarato: "C’è stata una inondazione di prodotti SSD con diversi livelli di qualità che hanno creato inutili aspettative e grande confusione sia nei consumatori sia nelle aziende. Il mercato si basa su comuni metodi di valutazione che possono articolare in modo chiaro il valore di una memoria SSD. Simili basi strumentali sono l’ideale nel guidare la comprensione degli utenti finali e facilitano la conseguente adozione di tali prodotti, grazie anche ad un inevitabile calo di prezzo”.
Oltre a vRPM, SanDisk ha proposto il Long-Term Data Endurance (LDE), che semplifica il calcolo della resistenza, introducendo – per la prima volta sul mercato - un semplice numero da utilizzare per valutare la resistenza a lungo termine. “E’ come misurare l’aderenza di una gomma al battistrada” dichiara Heye. I maggiori competitor PC OEM e SSD hanno recensito e commentato la proposta iniziale di SanDisk, e SanDisk ha sottoposto una proposta e un white paper a JEDEC, lo sviluppatore principale di standard per il mercato dei dischi allo stato solido.
LDE è uno strumento in grado di indicare il numero totale dei dati scritti e memorizzati in tutta la vita di una memoria SSD. SanDisk testerà LDE sui suoi futuri prodotti SSD per PC e “incoraggia tutti gli altri a seguire il suo esempio”, aggiunge Heye.
Per quanto riguarda l’impatto che LDE può avere sull’adozione delle memorie SSD, Greg Wong di Forward Insight ha dichiarato “LDE offre un modo semplice di comparare le memorie SSD e determinare, basandosi sui pattern di utilizzo delle applicazioni, quali drive siano più adatti per certe applicazioni. La grandezza di LDE è la sua capacità di misurare la resistenza e rappresentarla utilizzando un’immagine comprensibile. Un metro comune è necessario per facilitare l’adozione delle memorie SSD”.
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