Si è svolto a Milano “Imagine Italy: Changing the Game”, l’appuntamento annuale promosso da Ericsson Italia che ha riunito rappresentanti di operatori, istituzioni, imprese e partner tecnologici con un obiettivo condiviso: accelerare la transizione digitale e rafforzare la competitività del Paese. Nell’anno in cui la connettività mobile si conferma leva strategica per la crescita economica, il dibattito ha posto il 5G Standalone al centro della trasformazione industriale italiana.
Andrea Missori, Presidente e Amministratore Delegato di Ericsson Italia, ha aperto i lavori sottolineando il valore della connettività mobile avanzata per lo sviluppo del Paese. “La connettività mobile avanzata è la chiave per la crescita economica e industriale del Paese. Il 5G Standalone segna il passaggio da un modello di rete ‘best effort’, uguale per tutti, a un modello sartoriale, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ciascun servizio. Non si tratta più solo di velocità in downlink, ma di bassa latenza, maggiore capacità in uplink, gestione dinamica degli oggetti in movimento, geolocalizzazione accurata, oltre a resilienza e massima sicurezza. Queste caratteristiche aprono la strada a nuovi servizi, nuovi modelli produttivi e opportunità di crescita. Colmare il divario tecnologico che separa oggi l’Europa – e in particolare l’Italia – da Stati Uniti e Asia è fondamentale per permettere alle imprese italiane di accedere a tecnologie avanzate e trasformarle in un vantaggio competitivo concreto. Servono politiche industriali, visione, ambizione, ed il coraggio di cambiare le regole, insieme.”
Il 5G Standalone è descritto come la piattaforma in grado di rivoluzionare i modelli di business e i processi industriali, ponendosi alla base di una nuova fase di sviluppo economico. A oggi, solo 163 operatori mobili nel mondo (circa il 26%) hanno annunciato investimenti nel 5G Standalone e appena 80 hanno già lanciato servizi di questo tipo, su un totale di 345 reti 5G operative a livello globale. L’Europa resta indietro: oltre il 90% dei dispositivi 5G Standalone si concentra infatti in Cina, India e Stati Uniti.
Nel corso della giornata, i partecipanti hanno evidenziato la necessità di agire su tre leve fondamentali per rendere il 5G un motore di sviluppo industriale per l’Italia: regole, ecosistema collaborativo e tecnologia avanzata.
In primo luogo, un intervento sul piano regolatorio che consenta di aggiornare le norme e orientare gli investimenti verso le infrastrutture; poi una sinergia industriale che rafforzi la collaborazione tra operatori, imprese e istituzioni, creando un ecosistema locale competitivo; infine, un impegno tecnologico per portare le reti 5G Standalone alla piena operatività, abilitando soluzioni e applicazioni su misura per i settori produttivi.
L’era dell’intelligenza pervasiva e dell’economia dell’uplink delineata durante l’evento segna un cambio di paradigma. Con l’affermarsi dell’intelligenza artificiale generativa e dei sistemi autonomi connessi, la priorità sta progressivamente passando dal downlink – cioè il consumo di contenuti – all’uplink, la trasmissione verso la rete. Veicoli, robot, dispositivi industriali, occhiali intelligenti e agenti digitali genereranno quantità crescenti di dati in tempo reale, che richiederanno infrastrutture mobili di nuova generazione, come il 5G Standalone e, in prospettiva, il 6G.
Durante “Imagine Italy: Changing the Game” hanno portato il proprio contributo numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e industriale, tra cui Karin Höglund, Ambasciatrice di Svezia; Raffaele Fitto, Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea; Laura Aria, Commissario AGCOM; Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM; Benedetto Levi, Amministratore Delegato di Iliad; e Max Gasparroni, Chief Technology Officer di Fastweb + Vodafone.
L’incontro ha confermato come la connettività mobile avanzata sia un’infrastruttura strategica per la rinascita economica e industriale dell’Italia. Il 5G Standalone emerge non solo come traguardo tecnologico, ma come base su cui costruire una nuova stagione di crescita, sostenuta da regolamentazione moderna, collaborazioni industriali e innovazione continua.