Parla Isabella Marsilio: la professoressa accoltellata a Roma si racconta

Parla Isabella Marsilio: la professoressa accoltellata a Roma si racconta

Isabella Marsilio, la docente aggredita a Roma da uno studente, racconta il dramma vissuto e smentisce le accuse circolate sui social. Le sue parole di perdono.

Isabella Marsilio, la professoressa della scuola media Giovanni Verga di Roma aggredita venerdì scorso da un suo studente, rompe il silenzio e racconta in prima persona il drammatico momento vissuto in classe. "Erano le 9.20 del mattino, io avevo già fatto l'appello e il ragazzo risultava assente. Vedo aprire la porta e compare lui. Lo vedo entrare indossando un casco da ciclista, occhiali bianchi con le lenti trasparenti e dei guanti. Il suo sguardo era proprio fisso su di me. All'improvviso alza la mano sinistra e comincia a spruzzare sul mio viso lo spray al peperoncino. Dopo alza la mano destra nella quale impugnava il coltello e comincia a colpirmi. Ha sferrato tre colpi, ripetutamente uno dietro l'altro. Per cui istintivamente porto la mano sulla zona e ritirandola mi sono accorta che era completamente ricoperta di sangue".

Fondamentale l'intervento di un altro studente, che ha avuto il coraggio di fermare l'aggressore: "Se quell'altro alunno non fosse intervenuto, non so, forse avrebbe potuto anche colpirmi ancora" ha dichiarato con emozione la docente.

Marsilio conosceva da tempo l'aggressore, un ragazzo di terza media, e ammette di aver notato piccoli segnali di disagio: "Un piccolo cambiamento l'ho notato lo scorso anno, in seconda media. Ho avuto modo di convocare la famiglia, erano abbastanza consapevoli di qualche piccolo malessere che il ragazzo poteva nutrire e coltivare in sé".

Colpisce soprattutto la consapevolezza della professoressa di trovarsi davanti a un atto premeditato: "Sono rimasta davvero scioccata nel vedere con quanta determinazione, lucidità e pianificazione un ragazzo di 13 anni possa aver organizzato tutto questo".

La docente si è trovata al centro di una violenta ondata social che l'ha vista passare da vittima a carnefice. "Sono stata davvero triturata sui social, evidentemente perché non mi è stata concessa la libertà di avere una pagina Facebook con post o qualche piccola dichiarazione che ha disturbato parte dell'utenza".

Nonostante tutto, Marsilio continua a sentirsi serena: "Devo dire che mi sento molto in pace con la mia coscienza, non credo di dovermi rimproverare assolutamente nulla, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista personale. Io ho dichiarato da più parti che ho perdonato e che perdono il ragazzo. Questo però mi costringe anche a dichiarare che il ragazzo, a questo punto e dopo i fatti accaduti, non va lasciato solo".

Rivolge infine parole di comprensione al suo aggressore: "Al ragazzo vorrei dire: non avere paura a tornare davanti a me, gli direi: cercami, vieni a trovarmi. Da me non potrai avere altro se non una parola di conforto e parole di dispiacere nell'aver visto quante brutte cose avevi dentro". Ai genitori del giovane sottolinea l'importanza di una presa di coscienza profonda, mentre a chi sui social l'ha attaccata non risponde: "Tutto quell'odio che mi hanno riversato sopra non c'entrava assolutamente niente con quanto era accaduto".

Marsilio esprime anche profonda gratitudine al ragazzo che le ha salvato la vita: "Devo molto a quel ragazzo e appena lo incontrerò gli darò un abbraccio con tutto il mio affetto e la mia gratitudine perché è vero: probabilmente, se non fosse intervenuto, l'epilogo sarebbe stato sicuramente un altro".

Infine, la professoressa prende posizione contro le accuse di aver pronunciato frasi discriminatorie: "Vorrei smentire queste parole davvero crudeli che non rispondono assolutamente a ciò che è il mio pensiero".


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