Un'estate nella Dublino di fine anni Novanta, tre amiche inseparabili e un'età di passaggio delicata: debutta su RaiPlay dal 26 settembre Ready or Not, film d'esordio della regista irlandese Claire Frances Byrne e scritto da Lynn Ruane. Premiato con il Michael Dwyer Discovery Award al Seattle International Film Festival e presentato in anteprima mondiale al Dublin International Film Festival, il film racconta il passaggio cruciale tra infanzia e adolescenza, dove le pressioni della comunità e le dinamiche di potere tra i generi iniziano a emergere con forza.
Ambientato nella periferia operaia di Dublino nel 1998, Ready or Not segue la dodicenne Katie e le sue amiche Danny e Sarah, unite da sogni, paure e il desiderio di cambiare un futuro che sembra già scritto. Il racconto inizia tra partite di calcio e spensieratezza, ma un episodio inatteso - il migliore amico di Katie, Steo, le chiede un bacio - segna l'inizio di un rito di passaggio verso un mondo adulto che le ragazze sentono ancora lontano.
Man mano che l'estate avanza, sotto la superficie leggera emergono pressioni della comunità, aspettative legate al genere e dinamiche di potere che rendono il confine tra gioco e pericolo fragile e incerto. Un evento durante una festa rompe l'equilibrio tra le tre amiche, portandole a reagire in modi diversi: tra rabbia, silenzio e negazione. Il film affronta così il tema del consenso e dei confini personali, raccontando ciò che spesso rimane non detto attraverso gesti, sguardi, silenzi e le sottili pressioni quotidiane.
La sceneggiatura è firmata dall'attivista, politica e scrittrice Lynn Ruane, già autrice del bestseller People Like Me, qui al debutto alla scrittura per il cinema. Ready or Not è un coming-of-age che sceglie di osservare l'adolescenza senza idealizzarla né demonizzarla: la regista Claire Frances Byrne - nota per i suoi cortometraggi selezionati in festival internazionali - adotta uno stile basato sull'osservazione, con la macchina da presa vicina alle ragazze e una narrazione che punta a costruire un'intimità autentica. Molte delle scene più intense nascono da improvvisazione e dalla fiducia maturata tra il cast durante le riprese.
Anche la scelta stilistica contribuisce all'immediatezza del racconto: la camera a mano, la luce naturale e la ricostruzione della Dublino working-class degli anni Novanta, restituita senza nostalgia attraverso ambienti e abiti reali, evitano qualsiasi idealizzazione dell'epoca. Ready or Not si distingue così come un ritratto autentico e toccante di un'età fragile, reso universale dalla capacità di raccontare il non detto e i cambiamenti interiori che segnano la fine dell'adolescenza.
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