In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Tgcom24, Sabrina Misseri ripercorre le tappe fondamentali della vicenda che la vede coinvolta e di come è cambiata la sua vita in cella. “Spero di reggere fino in fondo – spiega - ho letto tutti gli atti processuali, ho letto qualche libro. La mia vita è cambiata completamente. Ti colpisce qualcosa della quale non ti sai dare una ragione, è peggio di una malattia che ti viene improvvisamente ma che almeno puoi riuscire a spiegarti perché”.
Riguardo poi a Ivano Russo, il ragazzo del quale Sabrina era invaghita e che sarebbe il presunto movente dell’omicidio di Sarah Scazzi, dice: “Nessuna ossessione. Ivano mi piaceva, ero attratta da lui, avrei voluto avere una storia con lui, niente di più e niente di meno. Eravamo e siamo rimasti amici.
Non ho mai nascosto nulla a nessuno; i nostri amici sapevano benissimo quale era la reale natura dei nostri rapporti, erano venuti a conoscenza anche dei dettagli più intimi e riservati, non c'erano segreti. Ho sentito e continuo a sentire al dibattimento tante assurdità su questo rapporto, sulla mia gelosia morbosa per Ivano, per Sarah, su presunti violenti litigi, ogni piccola cosa è stata gonfiata oltre ogni ragionevole contatto con la realtà”.
Per l'accusa, la conferma del fatto che la figura di Ivano sia il movente è nel fatto che in paese iniziava a girare la voce della serata hot in auto dei due giovani. Ma Sabrina smentisce seccamente. "L'episodio al quale si fa riferimento - precisa - non è avvenuto a giugno ma ad agosto 2010. Sarah non c'entra niente in ordine alla sua diffusione e glielo dissi chiaramente ad Ivano con il quale mi ero lamentata della mancanza di riservatezza. La responsabilità maggiore è di mio cugino Claudio, per quella sua incorreggibile abitudine di intromettersi nei fatti degli altri, di assumere un ruolo che non gli compete e che anche in questo caso non gli era stato richiesto".
E sul suo rapporto con la cuginetta Sarah, Sabrina dice: “Era per me una sorellina minore. Stava sempre con me, quando lavoravo, la sera quando uscivamo con gli amici, era attaccata a me, faceva anche la doccia insieme a me. Io le ho solo voluto bene. Su questo non dovrebbero esserci dubbi, era noto a tutti, e lo ha confermato anche zia Concetta”. “Mi capita spesso di pensare a Sarah. Tutti i ricordi che ho di lei sono intatti. Mi vengono in mente tanti piccoli episodi della nostra vita”.
Se un giorno verrà assolta, Sabrina non ha dubbi: “Tornerò ad Avetrana – spiega – non dovrei essere io a nascondermi”.
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