Su Sky il docufilm su Giulio Regeni: una storia di dolore, giustizia e memoria

Su Sky il docufilm su Giulio Regeni: una storia di dolore, giustizia e memoria

Arriva su Sky Documentaries il docufilm su Giulio Regeni, con testimonianze inedite dei genitori. Un viaggio nel dolore e nella ricerca della verità.

La storia di Giulio Regeni approda in prima visione su Sky Documentaries il 20 maggio alle 21.15, in streaming su NOW e disponibile on demand, con il docufilm vincitore del Nastro d'Argento della Legalità 2026. Diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, Giulio Regeni - Tutto il male del mondo è il primo documentario che ricostruisce la vita e il tragico destino del giovane ricercatore italiano attraverso le parole dirette dei suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, e dell'avvocata Alessandra Ballerini che li ha affiancati nella lunga battaglia giudiziaria.

Il docufilm ripercorre dieci anni di una delle vicende più sconvolgenti della cronaca italiana e internazionale, raccontando il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni, ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. Dal momento della scomparsa di Giulio il 25 gennaio 2016, durante l'anniversario della Rivoluzione di Piazza Tahrir, fino all'avvio nel 2024 del processo contro quattro agenti della National Security egiziana, il film indaga con delicatezza e intensità il dolore e la sete di giustizia dei familiari, pronti a sfidare la dittatura militare egiziana guidata da Abdel Fattah al-Sisi.

Giulio Regeni aveva solo ventisette anni. Cresciuto a Fiumicello Villa Vicentina in una famiglia dallo spirito viaggiatore, affronta un percorso di studi internazionale: Collegio del Mondo Unito in New Mexico, laurea a Leeds, master a Cambridge e dal 2014 dottorando nella stessa università. Nel 2015 arriva al Cairo per una ricerca sui sindacati egiziani, in un Egitto attraversato da profonde tensioni dopo l'instaurazione della dittatura militare. La sua scomparsa scuote prima la famiglia e poi l'opinione pubblica mondiale, fino al tragico ritrovamento del corpo: Ho visto sul suo volto tutto il male del mondo, dirà la madre Paola al momento del riconoscimento.

Il racconto del documentario si sviluppa secondo le parole del regista Simone Manetti: Il docufilm non è un film d'inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle. Una storia privata che si intreccia progressivamente con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano. Il repertorio è utilizzato come una vera e propria macchina del tempo: non come commento o ricostruzione ex post, ma come esperienza del presente, capace di restituire gli eventi mentre accadono. Accanto al repertorio mediatico e giuridico, il film fa uso di un repertorio generico - o found footage - di luoghi, azioni e immagini quotidiane, che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione, non per spiegazione. La narrazione non procede per rotture o accelerazioni. Non arrivano mai delle ondate. Il film avanza come una marea lenta e costante: ogni sequenza aggiunge un livello, costruisce tensione per accumulo e persistenza.

Giulio Regeni - Tutto il male del mondo offre uno sguardo profondo e umano, raccontando il coraggio di due genitori nella ricerca della verità e consegnando alla memoria collettiva la storia e la lotta del loro figlio.

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