Straordinario successo di pubblico per la seconda edizione dello Sponz Fest di Vinicio Capossela

Straordinario successo di pubblico per la seconda edizione dello Sponz Fest di Vinicio Capossela

Il monumento nazionale della musica sociale Giovanna Marini, accompagnata dalla stretta collaboratrice Francesca Breschi, con un emozionante concerto al...

Il monumento nazionale della musica sociale Giovanna Marini, accompagnata dalla stretta collaboratrice Francesca Breschi, con un emozionante concerto al tramonto nel suggestivo scenario del casello San Tommaso di Calitri, ha chiuso il 31 agosto - tra canzoni legate alla ferrovia, canti anarchici, di lavoro, di resistenza e la commozione del pubblico - lo Sponz fest 2014 “ Mi sono sognato il treno”.

Straordinario successo di pubblico per la seconda edizione dello Sponz Fest di Vinicio Capossela - foto 1 Soddisfatto Vinicio Capossela, ideatore e direttore artistico della manifestazione, che ha ringraziato le tantissime persone che hanno reso possibile la realizzazione della seconda edizione del festival mettendosi volontariamente a disposizione di un’idea di comunità.

Cala così il sipario sullo Sponz fest 2014, un viaggio lungo undici giorni che dall’alba del 20 agosto al tramonto del 31, con musica, arte, parole, seminari, laboratori per bambini, passeggiate ed incontri culinari, ha attraversato i paesi irpini che hanno aderito al progetto, promosso dal Comune di Calitri, con la collaborazione dei Comuni di Aquilonia, Andretta, Cairano, Conza Della Campania, Lioni, Monteverde, Morra de Sanctis, Teora.

Un piccolo grande miracolo e un successo strepitoso di pubblico se si considera che migliaia persone di tutte le età sono arrivate da ogni parte d’Italia alla scoperta degli splendidi paesaggi e dell’autenticità delle “terre dell’osso” dell’alta Irpinia e dell’ospitalità dei suoi abitanti, riscoprendo un senso di comunità ormai perduto e la bellezza che sta nelle piccole cose, nelle serenate, nei sonetti improvvisati dal barbiere Giovanni Sicuranza, nella lezione sulla minestra maritata di zia Ietta, nelle installazioni collettive di Mariangela Capossela con le donne calitrane sedute a parlare della loro condizione di vedove bianche. Perché, come dice Vinicio, “ è nel piccolo che si nasconde il gigantesco”.

Straordinario successo di pubblico per la seconda edizione dello Sponz Fest di Vinicio Capossela - foto 2

 Straordinaria l’attenzione e la partecipazione del pubblico agli incontri con alcuni dei protagonisti di maggior rilievo della scena culturale italiana e non: Dan Fante, Antonello Caporale, Enrico De Angelis, Paolo Nori, Remo Ceserani, Enrico Fierro, Toni Ricciardi, Vincenzo Costantino Cinaski, Franco Bassi, Chicco Salimbeni, Luigi Mascilli Migliorini, Giampiero Galasso, Giovanni Rinaldi, Massimo Bottini, Erberto Petoia, Mario Dondero, Emiliano Giancristofaro, Alfonso Nannariello, Lea Tommasi, Valerio Corzani, Paolo Prato, Paolo Speranza, Cico Casartelli. La sola serata del 30 agosto con il concerto di Vinicio Capossela e la Banda della Posta ha richiamato a Calitri oltre 10,000 persone. Scoppiettante il finale a sorpresa, con i giochi di prestigio del mago Wonder, i duetti improvvisati di Neri Marcorè, i balli di Sabrina Impacciatore e le gag del tenore Ciccillo di Benedetto, cui Vinicio ha dedicato la canzone “Al veglione”. Una memorabile notte bianca dell’intero paese con i vicoli del centro storico che hanno risuonato di musica fino alle 9.00 del mattino. Indimenticabili le serate del festival alla stazione di Conza, l’ipnotico concerto dei tuareg del Mali Tinariwen, con le note del deserto che si espandevano nel vuoto della ferrovia, la sera dei racconti sui binari, o quella dedicata al treno in musica, “La lunga notte del treno” a cui hanno partecipato più di 10 artisti diversi, da Otello Profazio con la sua “mannaggia agli ingegneri che hanno inventato il treno” a Robyn Hitchok con la sua “I often dream of trains”, a Vinicio Capossela con i suoi inediti legati al treno, fino ad arrivare al deserto di Tucson nella chitarra di Howe Gelb.

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Impossibile non ricordare il concerto surf western dei Guano Padano al lato dell’incantevole ponte di ferro del casello di San Tommaso, illuminato ad arte per l’occasione, e il post concerto, con il sorprendente spettacolo burlesque-medicine man del mago Christopher Wonder. E poi ancora gli echi del rebetiko dalle chitarre di Dimitris Mistakidis, le note cretesi di Labis Xylouris danzate dalle Compagnia Tarantarte, o la proiezione integrale ( 5 ore) de “Il tempo dei Gitani” nell’ambito del Calitri Sponz Film Fest, sul grande schermo della Torre di Nanno di Calitri, con una cinquantina di cinefili a guardare il mastodontico capolavoro di Kusturica fino alle 4.00 del mattino. Molto apprezzata dal pubblico anche la sezione Sponz Arti curata da Mariangela Capossela con le installazioni di riconosciuti artisti contemporanei del calibro di Adrian Paci, Claudia Losi e della stessa Mariangela.

Lo Sponz si conferma essere un festival originale e fuori dagli schemi, dall’alto profilo culturale che ha la sua migliore risorsa nella spontaneità di quanti lo hanno preparato e di quanti ne hanno preso parte. Da menzionare la straordinaria collaborazione degli abitanti del luogo che hanno aperto le loro case a forestieri e artisti. E il pubblico, attento e rispettoso, che ha fatto sì che non si sia verificato alcun incidente o atto di vandalismo. Il tema dello sposalizio su cui era stato incentrato la scorsa edizione dello Sponz fest , è stato affrontato quest’anno dal Calitri Sponz Film Fest, primo concorso internazionale di cortometraggi cinematografici sull’unione, un festival nel festival che ha riscosso un enorme consenso di pubblico. A celebrare il rapporto tra cibo e unione sono stati gli incontri del mezzogiorno (il cuoco Carmelo Chiaramonte e la cucina dell’amore, Marco Cervetti e la cucina della separazione, Luigi Tecce e la vite maritata, Alfonso Nannariello e le cannazze da sposalizio). Grandissimo successo ha ottenuto anche la grotta “La Frasca” dove vini e primizie del Carso si sono sposati con i loro omologhi irpini sotto l’attenta direzione dell’oste Diego Sorba.

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