Austerità creativa degli anni ’40 e rigida purezza di un lontano medioevo giapponese, in una contaminazione continua tra linee, volumi e codici creativi. Uno sguardo nostalgico e retro che rilegge iconiche dark lady vestite di chemisier hyper femminili o tubini total black con raffinate trasparenze in pizzo. Le contaminazioni proseguono con gli effetti materici usati per gli ampi cappotti oversize sottratti al guardaroba maschile dei militari e per i giubbini minimal che sembrano ricordare le armature dei samurai. Il gioco della collezione - tra rigore e sensualità - alterna tessuti tradizionali a materie tecniche presentando uno straordinario equilibrio tra jersey stampato all over, un panno di lana stampato - sia per gli esterni che per gli interni – e l’eleganza estrema del pizzo couture o del sablé di seta. Le interpretazioni dei designer sono quelle di un inverno che punta agli estremi, anche nei colori: sfumature della terra che passano dal ruggine, al beige, dal marrone all’ocra, senza dimenticare i toni in stile bellico del grigio e del nero.
A-lab Milano, tra rigore e sensualità
Austerità creativa degli anni ’40 e rigida purezza di un lontano medioevo giapponese, in una contaminazione continua tra linee, volumi e codici creativi.
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