Alda Merini, un sito per ricordare l'Ape Furibonda

Alda Merini, un sito per ricordare l'Ape Furibonda

«Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta.

«Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono». Sono parole forti. Parole a tratti dure ma materne fino al midollo. E d'altronde sono le parole di una madre poetessa, per la quale "Più bella della poesia è stata la mia vita", per ricordare un'opera del 2003 pubblicata da Einaudi. Nata a Milano di marzo, e per di più il giorno in cui sboccia annualmente la primavera, Alda Merini trova con il sito curato dalle quattro figlie il giusto compendio commemorativo - parliamo di compendio perché naturlamente la sua poesia rimane immortale. Il sito, giunto pressoché in concomitanza con quello che sarebbe stato il suo settantanovesimo compleanno, è stato fortemente voluto dalle quattro figlie, nonostante l'eco ancora presente della notizia della scomparsa, avvenuta a Milano il 1° novembre 2009. Il sito ha una grafica e un'interfaccia semplice, il cui perno è l'inscindibilità della donna/madre dalla donna/poetessa, nonostante le parole forti riportate in esergo. Particolarmente emblematica ne è la sezione biografica. Emanuela, Barbara, Flavia e Simona compongono una ricostruzione puntuale della vita della madre alternando la loro esperienza personale, la voce della madre stessa - nell'intervista autobiografica rilasciata a Cristiana Ceci nell’autunno del 2004 - , foto e naturalmente le poesie, che in ogni caso completano liricamente il mosaico biografico. Come per esempio i versi di "Genesi", che inaugurano la sezione dedicata al rapporto con il marito Ettore Carniti.

Ricche sono anche le sezioni "Poesie" e "Media", dove da una parte sono raccolte tre pagine di aforismi e versi tra i più noti e belli della poetessa milanese, come "La terra santa" ('Lì dentro eravamo ebrei/ e i Farisei erano in alto/ e c'era anche il Messia confuso dentro la folla:/ un pazzo che urlava al Cielo/ tutto il suo amore in Dio.) o "Ape regina" (io sono innamorata di un aedo,/ sono innamorata del cosmo tutto,/ sono piena d'amore/ sono l'ape regina/ col ventre gonfio dei due golfi perfetti). In alcuni casi sono presenti supporti multimediali in cui è la Merini stessa a declamare i suoi versi. Dall'altra parte, nella sezione media, una grande raccolta di articoli e video in cui la poetessa milanese è protagonista. Si evince chiaramente la sua grande versatilità, l'ironia, la passione per la musica. Ma anche le grandi interviste (da Mollica a Chiambretti), il rapporto speciale con artisti come Giovanni Nuti o Simone Cristicchi. Non manca una sezione dedicanta agli eventi legati al ricordo di Alda Merini. Ma ci vogliamo fermare qui. Si potrebbe parlare a lungo della sua poesia, delle sue pubblicazioni e della sua carriera, della sua esperienza in manicomio e della fase mistica. Pensiamo tuttavia che la cosa migliore per continuare a ricordare, scoprire o riscoprire la figura di questa poetessa sia proprio scoprire il sito - http://www.aldamerini.it/ - in cui a parlare è la sua voce, attraverso ciò che sapeva fare meglio, quei versi partoriti "intingendo il calamaio nel cielo" e attraverso l'amore devoto e sincero delle quattro figlie.

Alda Merini, un sito per ricordare l'Ape Furibonda

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