Andrea Pazienza disegna Prévert

FandangoModa

È l’estate del 1972, ANDREA PAZIENZA ha 16 anni appena compiuti, e ritorna sul suo Gargano per le vacanze estive. Quello appena trascorso è stato un anno di grazia. A Pescara, dove ha frequentato il terzo anno di liceo artistico, il suo vitalismo ed il precoce talento hanno avuto modo di manifestarsi in tutto il loro sbalorditivo potenziale. In quei mesi vissuti lontano da casa Andrea ha costruito un rapporto amicale e paritario con i suoi docenti, la loro stima gli è valsa l’ingresso negli ambienti niente affatto asfittici della “provincial art”, e di lì a poco il coinvolgimento nell’esperimento del neonato Laboratorio d’Arte Comunale Convergenze, di cui diventerà uno dei protagonisti.
Andrea Pazienza disegna Prévert
È nel luglio agosto del ’72, o nell’agosto-luglio come preciserà lo stesso Andrea in calce ad una tavola come a voler scardinare la piatta consequenzialità temporale, che Andrea munito di un pennarello e di un album da disegno in formato A3 decide di confrontarsi con uno dei mostri sacri del 900, JACQUES PRÉVERT. In 17 tavole si animano su quei fogli A3 componimenti della sua opera: “Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièces teatrale “Entrate e uscite”.

Ed è così che un giovanissimo Pazienza e Jacques Prévert si incontrano: due artisti ugualmente popolari e anarchici, sperimentali e vernacolari, violentemente antiborghesi e iper-romantici, audaci e fortemente comunicativi.

In questa opera assolutamente inedita che Paz dedica al suo insegnante Sandro Visca (il mitico VISCA, poi ritratto in mille altre caricature, e nelle primissime storie di Andrea, fino agli omaggi in Pentothal e Zanardi), lo sperimentalismo grafico, la visionarietà e la capacità narrativa raggiungono una maturità sbalorditiva. Sono tavole dense e complicate, realizzate eppure con un tratto semplice, essenziale. Andrea traendo linfa da Prévert rappresenta l’orrore, la violenza, lo stupro, senza perdere mai di vista l’utopia e la bellezza attraverso un segno comico-grottesco, iperbolico. Molti i suoi modelli figurativi: i Jacovitti e Disney, le avanguardie, e anche quel Heins Edelmann di “Yellow submarine”, di cui qui vediamo riprodotta la icona di Ringo Starr, in mezzo a Snoopy, barbudos guerriglieri, capitalisti in cilindro, l’Uomo Mascherato, uomini-pipa… Paz ha saputo mettere in scena un immaginario insieme antico e attualissimo, fatto di personaggi pubblici, entità fiabesche, oggetti animati, mezzi busti, citazioni, frammenti, Magritte e Alice…

Cos’hanno in comune Prévert e Pazienza? Il primo, dopo aver attraversato il secolo, si è spento proprio nel 1977, quando il talento dell’altro con Pentothal e sulla scia della contestazione raggiungeva la sua consacrazione. Paz morì tragicamente appena 11 anni dopo, simbolo di una generazione che, come scrisse Tondelli, “non ha mai realmente, creduto a niente, se non nella propria dannazione”, anche se questa dannazione ha saputo raccontarla con leggerezza, fantasia e senso del comico.

In ogni tavola di Pazienza e in ogni verso di Prévert percepiamo sempre questo amore “così violento, così fragile, così tenero così disperato” per tutto ciò che il Potere e le Maschere sociali negano. Il quaderno originale di Andrea e gli ingrandimenti delle tavole saranno esposti in una mostra a San Benedetto del Tronto dal 25 luglio al 3 settembre 2009, nella bella PALAZZINA AZZURRA sul lungomare.

Vedrete sfilare maschere di maschere che nascondono il vuoto (memorabile la maschera da “fiala puzzolente”), donne funeree e ghignanti, uomini tristissimi e ottusi, un intero universo, rutilante e ripugnante, pieno di caos e candore. Generazioni diverse potranno “godere” la poesia di due autori che si rivolgono a tutti, e in modo diretto.

L’esposizione, organizzata da MICHELE PAZIENZA e curata da BARBARA DI CRETICO, è stata realizzata grazie al contributo del Comune di San Benedetto del Tronto, Assessorato alle politiche culturali e ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno e della Regione Marche.

L’ingresso alla mostra è gratuito; gli orari di apertura sono i seguenti: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 18 alle 24.

Con l’occasione sarà presentato il libro/catalogo (in vendita per la mostra) pubblicato da Fandango Libri, curato da GIOVANNI FERRARA e con la prefazione di FERNANDA PIVANO, in uscita a novembre. Il testo contiene le 17 tavole che illustrano i tre componimenti di Jacques Prévert: “Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièces teatrale “Entrate e uscite” con i testi del poeta in italiano e in francese (56 pag. euro 20).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *