Il Presidente Francesca Menarini è stata ospite questa mattina della trasmissione di Radio Uno "Radio anch'io". "Stiamo vivendo un finale mozzafiato per tutto il campionato, sia in vetta che nel fondo classifica e anche per l'accesso alle coppe europee: è ancora tutto da decidere, quindi penso sia un bellissimo campionato. Noi ci giochiamo una grossa fetta di salvezza domenica a Bergamo, dove andremo abbastanza sereni avendo cinque punti di vantaggio sull'Atalanta, che però, come si è visto nelle ultime settimane e anche sabato contro l'Inter nonostante la sconfitta, è fortissima e ci darà molto filo da torcere". Il tasso tecnico delle squadre in lotta per non retrocedere è particolarmente alto quest'anno. "Sono coinvolte squadre con un potenziale tecnico elevato, a sorpresa anche formazioni che l'anno scorso hanno vissuto stagioni molto buone, come Lazio, Udinese e la stessa Atalanta, ragione per cui la quota salvezza quest'anno è molto più alta rispetto allo scorso campionato: non credo ci si salvi con meno di 42 punti. Complessivamente, c'è una maggiore qualità tecnica e non a caso è capitato anche che le cosiddette "piccole" abbiano fatto risultato con le big del campionato".
Quando il Bologna potrà vivere una stagione più tranquilla? "Vorrei rispondere con un'unica parola: presto. Però anche quest'anno speravo di godermi le ultime giornate di campionato con meno ansia rispetto, per esempio, a ieri pomeriggio. Non è così, il calcio riserva anche delle sorprese (l'abbiamo visto anche ieri sera, con la Roma battuta in casa dalla Sampdoria). Ci sono cali tecnici, cali di pressione, cali di intensità: non s'è mai visto un andamento costante per tutto il campionato da parte di una squadra né si vedrà mai. Quanto al Bologna, in ogni campionato ci si presenta con buoni propositi poi capita di ritrovarci a soffrire: mi auguro in futuro di poter vedere un Bologna più sereno, è una promessa che faccio anche ai tifosi". A cosa si deve la flessione del Bologna nelle scorse settimane? "Le ragioni possono essere tante. Raggiunti i 35 punti, più di un mese fa, ci siamo fermati: è stato probabilmente un calo di tensione e di concentrazione a partire dalla partita col Siena, poi abbiamo incontrato le tre grandi del campionato e ci siamo autogiustificati e autolesionati dicendo che la sconfitta ci poteva stare, tutte cose che hanno contribuito a far tornare un po' di ansia. Quella di ieri era una partita che si doveva vincere a tutti i costi e quand'è così devi entrare in campo con un certo spirito: l'abbiamo fatto, abbiamo preso un gol che poteva tagliarci gambe e invece ho visto la squadra reagire subito e ribaltare il risultato. Mi sembra sia l'atteggiamento giusto per affrontare le prossime tre partite, a cominciare da quella, fondamentale, di domenica a Bergamo". Cosa significa per un dirigente di Serie A perdere la categoria? "Sicuramente la Serie B sarebbe un disastro sotto tutti punti di vista, a partire da quello economico, finanziario e patrimoniale: non potendo usufruire in maniera rilevante degli introiti dei diritti televisivi, il bilancio sarebbe molto più dipendente dal capitale privato e quindi dalle sostanze della proprietà. E sarebbe una delusione grandissima per la tifoseria, per la città, per chi ti ha dato fiducia: io mi sentirei la prima sconfitta se dovessi andare in B, proprio perché avrei deluso i tifosi, la piazza e chi ha creduto in me, quindi me ne assumerei la responsabilità". A proposito del futuro, ci saranno novità in società? "Abbiamo sempre detto di essere disponibili ad allargare la compagine sociale. I Menarini continueranno ad esserci, da soli o in compagnia".
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