BMW Motorrad, la storia dal 1923 al 2009

Il divieto di produzione di motori da aviazione imposto alla Germania nell’accordo di Versailles del 1919 interruppe bruscamente il successo della BMW.

Il divieto di produzione di motori da aviazione imposto alla Germania nell’accordo di Versailles del 1919 interruppe bruscamente il successo della BMW. Dapprima, gli ingegneri derivarono dall’aviopropulsore IIIa il motore bavarese M 4 A 12 come motore stazionario, anche per la propulsione di imbarcazioni, di trattori o di camion. Allo stesso tempo, l’azienda cercò nuovi campi di attività, che trovò all’inizio degli anni 20 nel settore delle due ruote: la fase di ricostruzione del dopoguerra richiedeva una certa mobilità, che fu raggiunta in maniera crescente con l’uso di motocicli. Venne dunque sviluppato un piccolo motore, un boxer a due cilindri da 500 centimetri cubici. I pistoni ed il basamento del nuovo M 12 B 15 erano in alluminio, cosa che riduceva il peso del motore a soli 31 kg. Inizialmente, il motore venne venduto a costruttori di motocicli; solo in un secondo tempo, nel 1922, la BMW decise di lanciarsi come produttore sul prosperoso mercato delle due ruote. R 32: la prima motocicletta al mondo con motore Boxer e cardano Per il motore esistente, Max Friz adottò un montaggio con i cilindri orientati trasversalmente rispetto al senso di marcia. Ciò comportava un albero cardanico longitudinale. Il cambio, anch’esso dotato di alberi longitudinali, venne comandato direttamente attraverso un giunto ad attrito, avvitando le due casse l’una all’altra. La trasmissione fra il cambio e la ruota posteriore venne realizzata con un cardano. Sul mercato, ognuna di queste particolarità, non rappresentava una novità. Max Friz fu però il primo ad unirle tutte in quella costruzione innovativa che fu la BMW R 32.

Il 28 settembre 1923, all’esposizione tedesca dell’automobile che si teneva a Berlino sul Kaiserdamm, la BMW presentò ufficialmente per la prima volta, oltre alla sua gamma di motori, anche una motocicletta di propria produzione. Fu un ingresso in scena coraggioso: i costruttori di Monaco si trovavano davanti una agguerrita concorrenza nazionale di oltre 130 costruttori di motociclette. Allo stesso tempo, con i suoi 8,5 CV e con un prezzo base di 2200 “Reichsmark”, questo mezzo era uno dei più costosi. Nonostante ciò, il successo ottenuto dimostrò che BMW aveva puntato su di un concetto giusto. Le motociclette BMW si distinguevano dalla concorrenza non solo per la superficie ridotta del gruppo motore-cambio, ma anche per il suo telaio, formato da due strutture tubolari in acciaio chiuse e disposte in parallelo. La profondità in cui era montato il motore Boxer migliorava notevolmente il baricentro e dunque anche le proprietà del mezzo. L’escursione della forcella anteriore era limitata, ma l’uso di molle a balestra comportava un certo grado di autoammortizzazione. La verniciatura in forno di colore nero scuro e le eleganti sottili linee bianche aprivano nuove dimensioni anche nella qualità delle finiture.

Primo motore da motocicletta con pistoni in lega leggera Questo aspetto fu ancora più importante per i componenti tecnici. I primi motociclisti BMW potevano affermare con orgoglio di sfruttare l’esperienza di un costruttore di motori da aviazione. Questo riguardava sia la scelta dei materiali, come l’uso di leghe leggere per i pistoni, sia la sicurezza e l’affidabilità di funzionamento, che raggiungeva livelli sino allora sconosciuti nel mondo delle due ruote. Fra il motore e il cambio non vi era nessuna delicata trasmissione a catena, nessuna catena e nessuna cinghia, nemmeno verso la ruota posteriore, e le sedi delle valvole e le molle erano incapsulate al di sopra dei cilindri, protette dunque da polvere e da olio. Insieme al circuito chiuso di lubrificazione, queste soluzioni permettevano alla moticicletta di rimanere pulita e di non richiedere eccessiva manutenzione.

Per una nuova motocicletta, e soprattutto per una nuova marca, la pubblicità migliore erano i successi in campo sportivo. Detto, fatto. Il giovane ingegnere Rudolf Schleicher si presentò alla partenza della corsa montana del Mittenwalder Steig ottenendo il 2 febbraio 1924 il miglior tempo della giornata con la sua BMW. Grazie a questo successo, egli diventò il primo vincitore nella storia motosportiva della Bayerischen Motoren Werke. Schleicher, però, non sapeva solo essere veloce, ma anche progettare e costruire; il 18 maggio 1924, tre piloti della BMW presero il via alla Stuttgarter Solitude con una testata costruita da Schleicher, la prima nel mondo delle due ruote in fusione di lega leggera, caratterizzata da valvole sospese (ohv) e incapsulate sotto un coperchio; essi furono premiati con la vittoria in tre classi. Questa nuova costruzione venne adottata anche nel 1924 nel nuovo modello sportivo R 37, che con la sua potenza di 16 CV offriva quasi il doppio della R 32.

Il telaio in acciaio pressato diventa sinonimo di “scuola tedesca” In rapida sequenza, la BMW introdusse sempre più novità, politica questa confermata dalla sempre maggiore richiesta. I telai tubolari vennero sostituiti da telai in acciaio pressato. Questa costruzione eliminò la possibilità di crepe in corrispondenza dei punti saldati a dolce e diede un aspetto massiccio. Il nuovo concetto ebbe notevole successo. Quando esso fu adottato anche da alcuni concorrenti tedeschi, all’estero questo tipo di costruzione si affermò quale “scuola tedesca di tecnica motociclistica”.

1934: la nascita della forcella telescopica Nel 1934 si presentarono sulle piste sia su strada che di fuoristrada delle motociclette BMW con una forcella anteriore completamente nuova: sottile, liscia e senza alcuna molla visibile. Questa costruzione con ammortizzazione ad olio integrata si mostrò essere perfettamente all’altezza dell’intenso uso sportivo e debuttò un anno più tardi nei nuovi modelli R12 e R17. “Senza parlare dell’aspetto esterno – nessun tubo sottile, nessuna molla esterna, nessuna valvola di lubrificazione e nessun componente attivo visibile – le forcelle sono perfette anche nella loro funzione”, fu ciò che uno dei più rinomati collaudatori scrisse su questa pietra miliare nell’industria internazionale delle due ruote.

Produzione innovativa: saldatura a gas inerte per una maggiore stabilità del telaio L’anno successivo, la R 5 fu la capostipite di una generazione di modelli completamente nuova. Dei tubi conici in acciaio trafilati con sezione ellittica erano collegati per la prima volta l’uno all’altro mediante saldatura a gas inerte, mentre la forcella telescopica offriva, quale ulteriore novità, degli ammortizzatori regolabili. Il nuovo motore da 500 cm³ disponeva di due alberi a camme e di una carcassa a tunnel monopezzo. Come prestazioni, questa nuova BMW era pienamente all’altezza delle concorrenti inglesi più veloci, che però non erano in grado di tenerle assolutamente testa in materia di comodità di marcia. Nel 1938, la BMW intensificò ulteriormente i suoi sforzi e presentò la R 51 con sospensione posteriore diritta.

Quando all’inizio degli anni ‘40 le Forze Armate richiesero un veicolo fuoristrada con trasmissione anche sulla ruota del sidecar, marce ridotte e marcia indietro, la BMW rispose con la R 75. Questa costruzione, completamente nuova, disponeva di un motore ohv da 750 cm³, telaio misto con profilato centrale e tubi di collegamento avvitati, forcella telescopica con ammortizzatore idraulico a doppia azione e il gruppo di trasmissione richiesto. All’albero di trasmissione trasversale del sidecar venne aggiunto anche un differenziale bloccante. Questo mezzo, del peso di 420 kg, era in grado di movimentare un carico di oltre 400 kg. Per quanto riguarda l’idoneità all’uso fuoristrada, questi veicoli con trasmissione sulla ruota del sidecar erano di gran lunga superiori ad un’automobile con trazione integrale. Fra il 1941 ed il 1944, la BMW costruì oltre 18.000 esemplari di R 75, conosciuta con il nome di “Wehrmachtgespann”, cioè “emozione allo stato puro”.

Nel dopoguerra la BMW riuscì a ripartire con successo grazie allo sviluppo delle sue precedenti e affermate costruzioni. Nel 1951, la R 51/3 lanciò sul mercato una nuova generazione di motori Boxer. Si fece particolare attenzione a una maggiore affidabilità e a una tranquillità di marcia ancor maggiore. La R 68 fece la sua comparsa nel 1952 quale prima “100 miglia” della BMW; grazie alla sua velocità massima di 160 km/h era una motocicletta sportiva di razza per l’uso su strada.

Punto di riferimento nella tecnica delle sospensioni: le BMW a bracci oscillanti Nel 1955 l’attenzione venne attirata da sospensioni completamente nuove. La cosiddetta “Vollschwingen” BMW, grazie alla stabilità direzionale e alla comodità delle sue sospensioni a bracci oscillanti sia sulla ruota anteriore che sulla ruota posteriore, divenne immediatamente il nuovo punto di riferimento tecnico per l’industria motociclistica. L’intera gamma di modelli, dalla monocilindrica R 26 alle Boxer-Tourer R 50 ed R 60 per non dimenticare la potente Sport-Tourer R 69, potevano essere scelte con questa innovazione. Grazie a questa soluzione, le motociclette BMW divennero ancora una volta sinonimo di massima raffinatezza tecnica in fatto di qualità e di caratteristiche su strada. Mentre in Europa la motocicletta diventava sempre meno un semplice “mezzo di circolazione”, nella metà degli anni 60, negli Stati Uniti, essa iniziò la propria carriera come veicolo per il tempo libero e come mezzo sportivo. Nel 1969, la BMW presentò una gamma di motociclette di nuovissima concezione, il cui sviluppo iniziò già a partire dal punto più basso della moto. Il motore rimase un boxer bicilindrico, ma di progettazione completamente nuova. Alle versioni da 500 e da 600 cm³ si unì il modello di punta R 75/5, destinato a coprire il segmento delle 750 che era allora al centro di particolare attenzione. Di nuovo non c’erano solo i motori, equipaggiati per la prima volta sulla R 75/5 con carburatori a pressione costante e motorino di avviamento elettrico – ma anche i moderni telai, che permettevano una particolare maneggevolezza.

R 90 S: la prima motocicletta di serie del mondo con carenatura Nel 1973 si festeggiò il 50° compleanno delle motociclette BMW con la produzione dell’esemplare n° 500.000. La R 90 S si presentò nello stesso anno con una cilindrata ancor maggiore e con un notevole aumento di potenza. La sua presentazione influì sull’intero sviluppo del mercato delle motociclette: il suo carattere sportivo venne sottolineato dalla prima carenatura montata su di una motocicletta di serie. Tre anni più tardi, nel 1976, la BMW si portò ulteriormente in avanti. Con una maggiore cilindrata e con una carenatura integrale, la Sport-Tourer R 100 RS impreziosì nel 1976 le vetrine dei rivenditori.

R 80 G/S con l’incredibile monobraccio oscillante Quattro anni più tardi, la BMW confermò nuovamente la propria fama di pioniere nel campo delle due ruote e con la R 80 G/S pose le fondamenta per un segmento di mercato completamente nuovo, quello delle enduro da viaggio di grande cilindrata. Questa motocicletta da enduro, allora senza concorrenti in fatto di cilindrata, era idonea sia ai viaggi su strada che alle brevi escursioni fuoristrada. Questa sua proprietà era dovuta fra l’altro a una straordinaria novità: il monobraccio oscillante posteriore, che la BMW denominò Monolever. La R 80 G/S e poi nel 1987 la R 100 GS con il più evoluto braccio oscillante posteriore “Paralever” divennero delle vere e proprie best-seller della gamma BMW. Ben presto, il caratteristico monobraccio oscillante venne montato anche su tutte le altre motociclette BMW.

K 100: l’innovativa quattro cilindri della BMW Nel 1983, per i moderni motori delle motociclette più potenti, i quattro cilindri e il raffreddamento ad acqua erano ormai standard. Nonostante ciò, l’ingegnere della BMW Josef Fritzenwenger riuscì, come già accaduto 60 anni prima al suo collega Max Friz, a creare un concetto tecnico del tutto individuale. Nel BMW Compact Drive System vennero mantenuti la disposizione longitudinale dell’albero a gomiti, la trasmissione diretta del cambio, realizzata ora però tramite un albero intermedio controrotante, e la trasmissione a cardano della ruota posteriore. Il motore a quattro cilindri in linea da 987 cm³ era disposto in posizione orizzontale e longitudinale nel telaio mentre, visto in senso di marcia, l’albero a gomiti era disposto a destra, la testata dei cilindri con i due alberi a camme in testa a sinistra. Queste però non erano le uniche innovazioni di questa macchina: la BMW K 100 si presentò sul mercato con iniezione elettronica e 90 CV; l’intero propulsore era sospeso in un telaio tubolare a ponte e con peso ottimizzato. Al modello di base si aggiunsero la Sport-Tourer K 100 RS, con una nuova ma estremamente efficace carenatura, e la Tourer K 100 RT.

Prime mondiali: ABS e catalizzatore a tre vie La BMW fu l’unica casa motociclistica che pensò anche a sviluppare già negli anni 70 un completo equipaggiamento per il motociclista. I caschi con mentoniera ribaltabile posero nuovi standard nel mondo delle due ruote. Una pietra miliare del tutto particolare venne presentata nel 1988 con l’introduzione del primo sistema ABS al mondo per motociclette. Dopo una lunga fase di sperimentazione fu possibile, per la prima volta, evitare il bloccaggio delle ruote e prevenire dunque la conseguente caduta del motociclista. Questo decisivo aspetto di sicurezza ebbe grande risonanza presso la clientela. Lo stesso si può dire per le varie offerte mirate alla riduzione dell’emissione di gas di scarico delle motociclette BMW. A partire dal 1991, queste tecnologie vennero introdotte sull’intera gamma di modelli: nei motori Boxer era disponibile il sistema di postcombustione dei gas di scarico SLS (sistema ad aria secondaria), mentre la K 75 e la K 100 erano già dotate di catalizzatori non regolati. La K 1, come modello di punta dotato di carrozzeria aerodinamica estesa alla ruota anteriore e al codino, fu la prima motocicletta del mondo a essere equipaggiata con un catalizzatore a tre vie regolato. Il suo motore quattrocilindri quattrovalvole con sistema di gestione digitale offriva condizioni praticamente ideali.

Boxer quattrovalvole : la R 1100 RS Il principio fondamentale del Boxer rimase invariato: cilindri infilati a destra e a sinistra nel vento di marcia, cambio a trasmissione diretta, cardano sulla ruota posteriore. Sulla BMW R 1100 RS, presentata nel 1993, tutto il resto era però nuovo: in ogni testata dei cilindri lavoravano quattro valvole, comandate tramite dei corti bilancieri azionati da alberi a camme disposti a mezza altezza. La centralina digitale del motore permetteva di ottenere dai 1.085 cm³ una potenza di 90 CV e, grazie al catalizzatore regolato, dei valori di emissione molto ridotti. Il propulsore formava un elemento portante, per cui si cercava invano un telaio nel vero e proprio senso della parola. La ruota anteriore veniva guidata dal Telelever, un’innovativa combinazione fra braccio oscillante triangolare e forcella telescopica, che poggiava al blocco del motore con grandi vantaggi per il confort e la sicurezza di marcia. La ruota posteriore era montata nel monobraccio oscillante a doppio snodo Paralever, già impiegato sulla K 1 e sulla R 100 GS, e il cui ammortizzatore poggiava contro un servotelaio montato alla coda del veicolo. Il design della carrozzeria di questa nuova Sport-Tourer BMW era parte integrante del nuovo concetto complessivo e metteva in particolare evidenza il motore Boxer.

C1: una concezione innovativa di mobilità I vantaggi di una due ruote motorizzata – maneggevolezza, ingombri contenuti sia nel traffico che per la ricerca di un parcheggio – uniti agli elementi di sicurezza di un’automobile – abitacolo di sicurezza calcolato matematicamente e provvisto di elementi deformanti, proteggispalle laterali e due cinture di sicurezza – diedero vita nel 2000 alla nuovissima concezione della C1. Più che un mero “scooter con tetto”, l’innovativa BMW C1 era un veicolo a due ruote estremamente avanzato e con una tecnica complessa, che permetteva di viaggiare senza casco e senza indumenti protettivi. Essa offriva il più potente motore a quattro tempi nella classe delle 125 cm³ con distribuzione a quattro valvole, gestione elettronica del motore a iniezione e catalizzatore regolato a tre vie, forcella anteriore Telelever e impianto frenante ABS, telaio e carrozzeria con sistema di sicurezza integrato, il tutto accompagnato da un’ampia gamma di equipaggiamenti di serie ed opzionali.

Un anno più tardi, la BMW lancia sul mercato l’ABS di terza generazione. L’Integral ABS della BMW offriva due funzioni supplementari: esso era dotato di un servofreno elettroidraulico di concezione assolutamente innovativa e un sistema frenante integrale, in cui sia la leva che il pedale del freno comandavano contemporaneamente il freno anteriore e quello posteriore, il tutto con distribuzione adattiva della forza frenante, in funzione del carico della motocicletta. Gli aspetti di sicurezza di questa novità mondiale del settore motociclistico erano le basse forze di azionamento e i percorsi di frenata ancor più ridotti.

2004, inizia l’offensiva di prodotto: strategia di espansione della gamma per una maggiore dinamicità del marchio.

Nel 2004 BMW Motorrad inizia un percorso di innovazione della gamma in termini quantitativi e qualitativi, in 3 anni dal 2004 al 2007 la gamma è stata completamente rinnovata al ritmo di 5 o 6 modelli l’anno. Un investimento ed uno sforzo industriale che non ha pari nel panorama motociclistico mondiale. I modelli lanciati ogni anno vanno a sostituire modelli esistenti o ad accrescee la gamma di prodotti, portando la stessa dai 9 modelli ai 21 modelli nel 2007. La strategia di BMW Motorrad è una strategia di forte espansione, sottende a queste operazioni il posizionamento Premium di tutti i suoi prodotti: in ciascun segmento offrirà al proprio cliente o potenziale cliente un prodotto posizionato al top del segmento di riferimento. Tutti i nuovi prodotti seguono la nuova filosofia di BMW Motorrad orientata alla ricerca del maggiore dinamismo che, semplificando, può essere interpretato come meno peso più potenza ma anche un design più attraente anche per clienti più giovani. Una innovazione ma non una rivoluzione, i nuovi prodotti pur osservando questa nuova regola non mancano del carattere, dello stile e delle caratteristiche di sicurezza, confort, affidabilità e personalità che contraddistinguono i prodotti che recano il marchio dell’elica. Alla produzione classica di moto di alto lignaggio per il turismo e per l’enduro si uniscono nuove motociclette che vanno ad inserirsi di diritto in segmenti non presidiati da BMW. Simbolo di questa nuovo corso sono l’R 1200 GS nel 2004, la K 1200 S e l’HP2 nel 2005, la F 800 nel 2006 e le nuove monocilindriche della serie G 650 X, prodotte negli stabilimenti Aprilia grazie ad un rinnovato accordo, nel 2007.

Febbraio 2004 – R 1200 GS

Nel febbraio 2004 viene presentata la nuova R 1200 GS, forte di una cura estetica e sostanziale: ben 30 kg meno della precedente versione ed il rinnovato motore Boxer 1200cc accoppiato ad un nuovo sistema di trasmissione Paralever EVO oltre che ad un sistema elettronico di gestione ereditato dalle esperienze automobilistiche. La R 1200 GS rappresenta la forza di BMW Motorrad, una moto simbolo che negli anni 80 ha creato un nuovo segmento di mercato, e che nel 2004 ha rimesso in discussione gli equilibri sbaragliando definitivamente qualsiasi concorrente, inimitabile e dalla personalità fortissima è diventato un best seller non solo nel mercato Italiano. Nell’arco dei successivi 3 anni, solo in Italia, ne sono state immatricolate circa 25.000, rappresentando la moto ideale per il turismo a breve, medio e lungo viaggio. Nel segmento delle Maxi (oltre 750 cc) è da qualche anno la moto più venduta.

2004: K 1200 S

Nel maggio del 2004, la BMW Motorrad presentò una sport tourer ad alte prestazioni completamente nuova, la K 1200 S. Concepita in maniera radicalmente nuova, concentra in se un enorme numero di innovazioni, ancora uniche nel panorama motociclistico. Il motore a quattro cilindri, dotato di un sistema di comando valvole direttamente derivato dal motore da Formula 1. Il motore è per la prima volta montato trasversalmente con una marcata inclinazione in avanti, questo permette di abbassare il baricentro e trovare la distribuzione ideale del carico sugli assi.

Novità anche per le sospensioni: nuova sospensione anteriore «Duolever» e sospensioni a regolazione elettronica (ESA). Dal punto di vista cinematico, il Duolever è una sistema che sfrutta degli articolati snodi a rombo che permettono una precisa corsa verticale della ruota anteriore. Questo sistema, completamente nuovo, è caratterizzato da un’altissima rigidità, da un peso ridotto e da un andamento della ruota praticamente ideale. L’ESA (Electronic Suspension Adjustment) il sistema ESA (Electronic Suspension Adjustment) è stato creato per la regolazione elettronica completamente automatica delle sospensioni (anteriori e posteriori) in funzione del carico e del tipo di guida tramite un pulsante al manubrio, ed una centralina elettronica. D’avanguardia anche la rete di bordo, che sulla base della cosiddetta tecnologia CAN-Bus permetteva senza eccessivo impegno la realizzazione di numerose funzioni e offriva una possibilità di diagnosi totale.

Settembre 2005 – HP2

Un sogno di molti amanti del boxer diviene realtà: BMW Motorrad presenta una enduro sportiva e incredibilmente leggera, la nuova BMW HP2, una boxer costruita per i motociclisti appassionati di off-road di tutto il mondo e adatta ai tracciati più difficili. Pura, nobile e ricca di dettagli sofisticati: la HP2 ha le doti per garantire prestazioni e divertimento nel fuoristrada agonistico e, allo stesso tempo, per proporsi al mercato come una motocicletta di base per lo sport enduro amatoriale. Grazie al baricentro basso, sui percorsi off-road la HP2 valorizza al massimo i vantaggi del concetto boxer. La sua fantastica maneggevolezza, il peso contenuto e il potente motore offrono lo stesso divertimento alla guida anche sull’asfalto. Un team di ingegneri e meccanici appassionati della guida in fuoristrada ha sviluppato questo nuovo modello di BMW Motorrad al di fuori dei tradizionali processi di serie, secondo il motto: «dagli specialisti per gli specialisti».Tecnicamente, la BMW HP2 si basa sulla R 1200 GS. Ma la HP2 è una motocicletta completamente nuova e straordinaria, studiata fino all’ultimo dettaglio per soddisfare le esigenze del guidatore enduro impegnato sui percorsi più duri. La nuova ciclistica, molto più leggera, è stata concepita sulla base delle esperienze raccolte nei rally-marathon. Per la prima volta su una moto BMW non sono previste borse laterali e non è possibile avere l’ABS, non adatto all’utilizzo estremo su fondi a scarsa aderenza.

Maggio 2006 - F 800 S ed ST

La novità tecnologica più recente nella storia delle innovazioni BMW nel settore delle due ruote vede la luce nel primo semestre del 2006 con la BMW F 800 S: un bicilindrico di 800 cm³, abbinato a un eccellente telaio e alle tipiche caratteristiche di prodotte del marchio bavarese. BMW Motorrad entra nell’importante segmento delle medie cilindrate, segmento che vale circa il 40% dell’intero mercato Motociclistico con un prodotto nuovo in termini di caratteristiche tecniche, con un design affascinante e la cura dei dettagli tipica di ciascuna BMW, andando di fatto ad offrire ai nuovi clienti una facile via l’ingresso d’accesso al mondo BMW Motorrad. L’ingresso chiaramente avviene alla BMW maniera ossia con un posizionamento Premium. Sarà proprio questa la strategia che BMW Motorrad seguirà nell’ingresso nei nuovi segmenti di mercato. Il primo bicilindrico in linea nella storia della BMW viene concepito con distribuzione a quattro valvole. Un alto rapporto di compressione di 12:1 e una speciale camera di combustione che permette consumi ridotti e il controllo delle emissioni di CO2. Il nuovo motore brilla per leggerezza, praticità d’uso, consumi e personalità. Anche il rumore del terminale di scarico è stato studiato per ricordare, grazie alla scelta della fasatura, il sound del bicilindrico Boxer.

2007: la grande famiglia G

Il 2007 si apre con l’introduzione della nuova gamma di modelli monocilindrici. BMW Motorrad sta ampliando la sua offerta con una evidente concentrazione su nuovi target. Partendo dalle stesse fondamenta tecniche, l’Azienda ha creato tre nuove motociclette completamente diverse tra loro in termini di caratteristiche e di carattere: la G 650 Xchallenge Hard Enduro, la G 650 Xmoto Street Moto e la G 650 Xcountry Scrambler. Tutti e tre questi nuovi modelli sono spinti dal motore monocilindrico già montato sui modelli F 650, ma ora ottimizzato per prestazioni ancora migliori e pesi ancora più contenuti: nei modelli G 650 X, il motore potenziato sviluppa ora una potenza massima di 39 kW (53 CV) a 7.000 giri/min. e raggiunge la coppia massima di 60 Nm a 5.250 giri/min. È quasi sottinteso che le ben note virtù del motore, come la sua straordinaria affidabilità, la raffinatezza, l’economia e l’ottimo impatto ambientale sono state ulteriormente migliorate per ottenere uno standard mai raggiunto prima. Il 2007 vede anche l’acquisizione della Husqvarna, storico marchio svedese impegnata anche nelle competizioni.

2008: tante le novità

Il 2008 inizia con le novità nella “famiglia” GS con la rinnovata versione della consolidata R 1200 GS e con l’arrivo delle più piccole F 800 GS e F 650 GS. Con l’arrivo della HP2 Sport, BMW Motorrad festeggia la nascita della moto con motore Boxer di serie più sportiva, più potente e allo stesso tempo più leggera di tutti i tempi. E’ il terzo modello della serie HP concepito per l’utente sportivo, affascina grazie ai suoi numerosi dettagli esclusivi che sino ad oggi si trovavano solo in campo sportivo, e che in gran parte sono stati adottati per la prima volta nella produzione di serie: la carenatura autoportante, costruita completamente in Carbonio CFK e ottimizzata aerodinamicamente, la servoassistenza per il cambio, il cruscotto come quello visto nel Moto-GP, le ruote forgiate in alluminio e l’impianto frenante dotato all’avantreno di 2 pinze radiali. Indipendentemente da dove la si ammiri la nuova HP2 Sport esprime tecnologia in grado di entusiasmare ogni appassionato. Il propulsore, notevolmente modificato rispetto a quello della BMW R 1200 S, eroga oltre 96 kW/130 CV a 8.750 min–1. La coppia massima è di 115 Nm a 6.000 min–1, mentre il numero di giri del motore, con i suoi 9.500 min–1, raggiunge valori in passato neanche immaginabili. Nel corso degli ultimi 80 anni, BMW Motorrad ha ripetutamente scritto capitoli importanti nell storia dell’offroad. Oggi, il marchio, impegnato nello sport fuoristradistico, presenta per la prima volta una enduro sportiva di razza, senza compromessi, nell’attraente classe delle 450: la nuova BMW G 450 X. Una motocicletta sviluppata in maniera esclusiva per lo sport enduristico. Una motocicletta che già da stabilimento è pronta a gareggiare. A fine anno BMW presenta Lo Rider, studio di una Roadster sportiva e pura dal design personalizzabile. La BMW Lo Rider sembra, a prima vista, una Roadster dal look muscoloso, con tanta tecnologia in primo piano e con un motore boxer potente che regala emozioni e il massimo divertimento di guida. Ma in realtà dietro tutto ciò c’è lo studio di un nuovo concetto di “Custom”. A fine stagione muove i primi passi anche la S 1000 RR, la moto con cui BMW parteciperà al Mondiale Superbike del 2009 con Troy Corser e Ruben Xaus. 2009: le K 1300 e la F 800 R

Il 2009 si è aperto all’insegna della nuova famiglia della K 1300, la S, la R e la GT. La K 1300 S è la moto BMW più potente e veloce di sempre. Il nuovo propulsore, cresciuto in termini di cilindrata, eroga 175 CV con una coppia di 140 Nm a 8.500 giri/min., mentre il peso a secco è contenuto in soli 228 kg. La K 1300 S è la moto adatta al pilota che cerca prestazioni assolute, è esigente in termini di dinamica di guida e offre anche un adeguato riparo aerodinamico che la rende utilizzabile anche per trasferimenti a medio e lungo raggio. All’INTERMOT del 2004 BMW Motorrad presentò la K 1200 R, la «Naked Bike più potente e personale di tutti i tempi» superando vecchi concetti motociclistici. Da allora BMW ha continuato ad abbinare potenza estrema e design originale. In occasione dell’INTERMOT 2008 la nuova K 1300 R, grazie ad una ampia rivisitazione, si posiziona come la nuova e più potente Naked Bike finora costruita. Il motore eroga 127 kW (173 CV) e un peso di 243 kg in ordine di marcia, la Power Roadster si posiziona come una delle più potenti naked del segmento, soddisfa le aspettative dei più esigenti in termini di design potenza e personalità. La nuova K 1300 GT identifica un nuovo standard dinamico nei viaggi a lungo raggio, rafforzando al contempo la posizione di leader mondiale nel segmento delle Tourer “dinamiche”. La nuova K 1300 GT offre un motore più potente, un livello qualitativo superiore, una carenatura perfezionata e numerosi optional, elevandosi così al più alto livello di «Gran Turismo». La nuova K 1300 GT ha un motore che eroga 118 kW (160 CV) e una coppia massima di 135 Newtonmetri, anche la nuova K 1300 GT si avvantaggia dall’aumento di cilindrata, posizionandosi tra i modelli più potenti del segmento di appartenenza. Come tutte le BMW anche la K 1300 GT soddisfa i più alti standard a livello di dinamica di guida, di comfort, di sicurezza e di equipaggiamenti. Con l’arrivo della F 800 R BMW Motorrad fa un altro notevole passo nell’allargamento dell’offerta di gamme. La F 800 R è una Roadster sportiva sviluppata per esaltare il divertimento di guida. Si posiziona tra le affermate Naked della famiglia BMW la R1200 R e K 1300 R. Il propulsore della F 800 R è il bicilindrico parallelo con testata a quattro valvole per cilindro e 798 cm3 di cilindrata. Il potente bicilindrico in linea, visto sui precedenti modelli della famiglia F 800, aveva mostrato le sue doti di elasticità, prontezza di risposta e bassi consumi: adesso, grazie alla nuova cinematica delle farfalle, è stata ottimizzata la rapidità di risposta e l’accelerazione.

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