Brasile vincente e convincente, 3-1 alla Costa d’Avorio

SportSudafrica 2010

Li aspettavano tutti al varco dopo la prima prova traballante contro l’ostica Corea del Nord. E i pentacampeones questa volta non lasciano sulle spine i loro supporters: il match contro la Costa d’Avorio è la pratica facile per assicurarsi la qualificazione agli ottavi. Per gli africani volenterosi capitanati dalla stella Didier Drogba, autore del gol della bandiera, un solo punto in due partite è troppo poco, indipendentemente dall’esito odierno del match tra Portogallo e Corea del Nord. I verdeoro già dopo 39” impegnano la porta difesa da Barry con un insidioso bolide da lontano di Luis Fabiano. E’ l’avvisaglia di quello che sarà l’andazzo della partita.
Kaka
Nella splendida cornice del Soccer City Stadium di Johannesburg gli Elefanti d’Africa, stavolta in tenuta verde, non riescono a bissare i ritmi di gioco tenuti nel 2006 e dopo un’ora di gioco la partita è già conclusa con un 3-0 a favore del Brasile.

La prima rete arriva al 25′ del primo tempo. Kakà rispolvera la sua verve di assistman e serve Luis Fabiano che con un gran destro angolato insacca. A inizio ripresa il giocatore del Siviglia si prodiga in un’azione personale, forse condizionata da un controllo non proprio pulito: supera tre giocatori ivoriani e insacca facilmente. O Fabuloso comunque si giustifica, parlando di involontarietà e di “mano di Dio”. La sostanza non cambia: gli uomini di Dunga suonano un’altra musica rispetto all’esordio e non si può imputare al dettaglio la sconfitta africana. A calare il tris ci pensa Elano, centrocampista al suo secondo gol in questo mondiale. Ancora una volta è il ritrovato Kakà a propiziare il piatto vincente del compagno di reparto. E purtroppo, c’è da aggiungere, Kakà ritrovato e subito perso: l’ex milanista, già ammonito per un fallo abbastanza ingenuo, a tre minuti dalla fine allarga leggermente il braccio, il tanto che basta per causare la reazione esagerata del marcatore avversario. La consolazione è che il Brasile è la seconda squadra già qualificata dopo l’Olanda, e la mole di gioco macinata lascia pensare che sia una delle poche squadre, tra le favorite iniziali, a candidarsi per un cammino mondiale sereno. E’ probabile dunque che rivedremo presto gli assist del numero 10 brasiliano.
Bastos e Demel
Cosa dire invece del mondiale ivoriano? Che purtroppo rispecchia il cattivo andamento del calcio africano in questo mondiale, eccezion fatta per il Ghana di Gyan e la possibile sorpresa algerina – entrambe comunque in attesa della terza partita come effettivo banco di prova. Drogba rimane l’indiscussa stella che tutti conosciamo, il gran giocatore che fin all’ultimo minuto richiava di saltare la competizione. Ma è noto che il calcio, per quanto possa essere illuminato dai lampi di genio del singolo, comunque ha bisogno di compattezza tra gli undici in campo (e non solo). Per gli uomini di Sven Goran Eriksson – che tra l’altro ha allenato Dunga nella Fiorentina nella stagione 1987-88 – rimane ancora una partita per sperare, ovviamente con il beneplacito del fato. Per lo meno, lo svedese dovrà dimostrare che i rimpianti nei suoi confronti provenienti dalla terra d’albione sono almeno minimamente motivati.

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