“Io credo che chi ha pagato di più sono stati i cittadini italiani perché, oltre alle vittime sul campo come mio padre, il problema è che Tangentopoli è stata spacciata come una rivoluzione moralizzatrice del Paese e così invece non è stata. Questo perché la corruzione è continuata ed è una cosa odiosa, visti i sacrifici che si chiedono agli italiani. Tangentopoli non ha prodotto una legislazione moralizzatrice e una classe dirigente diversa. E’ importante dividere i concetti di finanziamento illecito ai partiti e arricchimento personale e mio padre lo sottolineò nel suo testamento. Io non ho mai contestato l’azione della magistratura, però nell’esercizio dei suoi poteri ci si poteva comportare diversamente. Io ricordo l’utilizzo violento della carcerazione preventiva”. E’ il racconto in diretta a Tgcom24 di Chiara Moroni (Fli), figlia di Sergio Moroni, suicidatosi nel 1992 dopo la ricezione di un avviso di garanzia. Sull’operato della magistratura milanese aggiunge: “La magistratura di Milano ha svolto un’indagine anche con qualche indirizzo politico più da una parte che dall’altra visto che i grandi partiti come Dc e Psi sono stati sciolti nelle aule dei tribunali. Non c’era un disegno occulto, può essere però che qualcosa sia stato messo insieme in un momento particolare. La certezza è che quell’inchiesta fu grande per l’attenzione che i media le diedero, caricandola di un messaggio demagogico fortissimo. C’era la possibilità di fermare quel massacro, la verità è che invece fu processata in piazza un’intera classe dirigente” .
Chiara Moroni, "Tangentopoli non è stata una rivoluzione moralizzatrice"
“Io credo che chi ha pagato di più sono stati i cittadini italiani perché, oltre alle vittime sul campo come mio padre, il problema è che Tangentopoli è...
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