L'opera prima di Felice Farina, Sembra morto… ma è solo svenuto, torna a nuova vita grazie al restauro curato da Cinecittà e Archivio Luce. A quarant'anni dalla sua uscita, il film viene presentato in versione restaurata alla prossima edizione della Festa del Cinema di Roma, confermandosi un titolo fondamentale nella storia del cinema indipendente italiano.
Felice Farina è stato uno degli autori più originali e autonomi del panorama cinematografico nazionale. Regista, sceneggiatore, attore e artista poliedrico, ha attraversato con curiosità e ironia i generi della commedia, del documentario e dell'indagine sociale, lasciando un segno per la sua indipendenza e capacità di unire intuizioni scientifiche a intuizioni artistiche. "L'anello di congiunzione italiano tra Alain Resnais e Bruno Corbucci", secondo la propria autoironia, Farina incarna un modello creativo ancora oggi imprescindibile soprattutto per le nuove generazioni che aspirano a lavorare nel cinema.
Il film, nato da un soggetto di Sergio Castellitto - anche protagonista al fianco di Marina Confalone -, vede tra gli autori della sceneggiatura Gianni Di Gregorio e lo stesso Farina. Sembra morto… ma è solo svenuto propose, già nel 1986, un mix inedito di commedia all'italiana, thrilling, indagine sociale e momenti intimi. La storia ruota attorno a due fratelli trentenni romani, Romano e Marina Duranti: lui un po' pigro e senza lavoro, lei dattilografa a domicilio. Marina si innamora del vicino Alfio, che la coinvolge suo malgrado in un giro di droga e fughe rocambolesche. Romano, lasciato solo, impara a cavarsela gestendo scommesse clandestine e sequestri di cani da corsa. Il film si chiude con il ritorno di Marina, incinta e senza spiegazioni, mentre Romano la accompagna via con un levriero nel bagagliaio.
Il restauro, promosso da Cinecittà e Archivio Luce, celebra la vitalità di un'opera imprescindibile nel percorso del cinema d'autore indipendente. Il lungometraggio, della durata di 85 minuti, fu prodotto da Alessandro Verdecchi per Tecno Image Production e vanta una squadra di talenti: Sergio Castellitto, Marina Confalone, Mario Prosperi, Claudio Spadaro, Suzanne Rust, Marco Giardina, Anita Zagaria, Enzo Scotto Lavina, Paolo Porto, con fotografia di Renato Tafuri, musiche di Lamberto Macchi e montaggio di Roberto Schiavone. Un'occasione unica per riscoprire un piccolo gioiello rimasto nel tempo esempio di libertà creativa e autoironia.
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