Ad Ekaterinburg l'itinerario della Classe E Parigi-Pechino abbandona la rotta della sua storica antenata del 1907. Lasciando a Nord i vasti terreni paludosi del Bassopiano della Siberia occidentale, il tredicesimo giorno di viaggio attraversa gli affascinanti territori del Kazakistan. Si costeggia l'antica fortezza cosacca di Celjabinsk, che conobbe un enorme boom economico in seguito alla costruzione della Transiberiana. Da allora, questa metropoli con oltre un milione di abitanti è diventata famosa soprattutto come centro dell'industria metallurgica. Proseguendo verso Sud per circa 150 chilometri l'itinerario lascia il villaggio di Troica, territorio ancora soggetto all'autorità russa, ed oltrepassa il confine del Kazakistan, indipendente dal 1991 ed uno dei Paesi più ricchi di materie prime del mondo: petrolio, gas naturale, carbon fossile, stagno, uranio, piombo, zinco, oro e argento. Questa ricchezza mineraria risulta evidente anche nella città di Kostanaj, fortemente influenzata dalla Russia, che dispone di enormi giacimenti di ferro e bauxite.
Durante il quattordicesimo giorno l'itinerario parte da Kostanaj e, attraversando la steppa kazaka, arriva ad Astana, la nuova capitale del Paese dal 1997. In lingua kirgisa Astana significa infatti "capitale". La ex Akmolinsk, la seconda metropoli più fredda al mondo, che registra differenze di temperatura anche di 80 gradi, sta crescendo a ritmi frenetici: le nuove costruzioni in acciaio e vetro aprono la strada alla modernità e diverse opere architettoniche attirano l'attenzione del mondo intero. Fra tutte si ricorda la "piramide della pace" di Astana, alta 62 metri, progettata dall'architetto di fama internazionale Sir Norman Foster. Quest'opera, che sarà ultimata entro la fine del 2006, è un centro culturale e congressuale ed al tempo stesso il simbolo della volontà di realizzare una coesistenza pacifica tra le diverse religioni del mondo.
Nel quindicesimo giorno di viaggio il Paese mostra il suo lato più impressionante. Lungo la catena montuosa delle Alture del Kazakistan l'itinerario corre lungo i vasti territori della cosiddetta Steppa della fame o Betpak-Dala, al cui centro vi è un'area disabitata estesa quanto l'Ungheria. Ancora oggi la "Pianura cattiva", questa la traduzione del termine kazako, è in gran parte impenetrabile. Completamente differente lo scenario che si gode all'arrivo della città di Balhas, località kazaka in cui si estrae il rame, posta sulle rive dell'omonimo lago. Si tratta dell'unico lago al mondo che, grazie ad un restringimento al suo centro, è costituito per metà di acqua dolce e per l'altra metà di acqua salata.
Mentre ad Est del lago Balhas inizia la fertile pianura dei Sette fiumi, che prende il nome dai sette fiumi che vi scorrono, nel sedicesimo giorno la Classe E Experience costeggia la parte occidentale del lago. La meta è la vecchia capitale kazaka di Almaty. Questa metropoli cosmopolita, con oltre un milione di abitanti, è una delle più grandi città dell'ex Unione Sovietica e rimane ancor oggi il centro culturale, scientifico ed economico del Paese. Situata ai piedi della maestosa catena montuosa del Tian-Shan, che rappresenta il confine naturale tra Cina ed Asia centrale, la natura ha qui creato un vero e proprio paradiso terrestre: il clima mite rispetto alle altre zone del Paese ha regalato alla città prati verdeggianti e fioriti, favorendo una tradizione secolare di frutticoltura. Per questo motivo gli abitanti chiamarono la città Alma-Ata, ovvero città della mela. Attorno alla città, si possono ammirare alte montagne popolate da diverse specie di animali, fra cui orsi, linci e leopardi delle nevi, sulle quali è possibile praticare gli sport invernali: nel leggendario stadio di alta montagna Medeo sono stati stabiliti ad oggi più di 120 record mondiali. 50 chilometri a Sud della città, già in territorio kirghiso, si estende per oltre 6.000 metri quadri una meraviglia della natura: nel mezzo dell'alta montagna del Tian Shan si trova l'Yssyk Kul, il "lago caldo" che non gela neppure a temperature ambientali inferiori ai 40 gradi sotto zero.
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