Hashi, il primo fusion restaurant del gruppo italiano CHC City Hotels Company, è quasi pronto all'inaugurazione che avverrà i primi giorni di settembre a Milano.

Situato in posizione strategica tra storici locali e Jazz Club (il Blue Note, la discoteca Alcatraz, l'Eataly new store) ha un comodo accesso da Via C. Farini – angolo Via U. Bassi e gode di un’ottima posizione nel quartiere Isola a due passi da Corso Como e dalla movida milanese e ad un centinaio di metri dalla stazione di Porta Garibaldi .
La location è a tema etnico: il ristorante è accogliente e piacevolmente arredato nei colori chiaro-scuro, sui toni del marrone con lampadari e complementi di design, legno, bronzi e argento, vasi con piante tropicali di diverse specie.
L’apertura del ristorante Hashi è esclusivamente serale, dalle ore 19.30 e si rivolge ad un target di clientela attento alle nuove tendenze, cosmopolita e abituato a viaggiare e a confrontarsi con diverse culture. Il concept innovativo è dato infatti dalla cucina Fusion che combina piatti e ricette di varie tradizioni culinarie in particolare extraeuropee. Punta di diamante del menù il Timballo di riso Thay con ripieno di stufato di carne al cardamomo e salsa malesiana, la Tartare di tonno al lemon grass, zenzero pestato e pepe rosa, il Galletto marinato alla srilankese (curry, paprika) con latte di cocco, miele e peperoncino, oltre alla tipica Tempura giapponese, al dessert Anmitsu composto da piccoli cubetti di gelatina di frutta e ad una serie di zuppe di Ramen e Miso.
La società ha selezionato questa nuova location in una posizione strategica per il business, i trasporti ed il divertimento a Milano al fine di garantire il binomio di eleganza e qualità dei servizi offerti. “Il Gruppo CHC - ha commentato il suo Presidente Roberto Ciapparelli - guarda sempre avanti ed è in continua evoluzione, con tantissime idee che si vogliono tramutare in progetti e concreti risultati. Per il momento siamo presenti nel Nord Italia fino alla Toscana – ha aggiunto – ma non escludiamo nel prossimo futuro di arrivare a coprire anche altre zone del territorio e far conoscere lo stile dell’ospitalità, che ci contraddistingue”.
Adelaide Varricchio
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