Dedicando il suo logo all’inventore dell’esperanto, Google celebra, oggi, Ludwik Lejzer Zamenhof, nel 150 anniversario della sua nascita. Nato a Bialystok, in Polonia, il 15 dicembre 1859, Ludwik Lejzer Zamenhof è stato un medico, linguista e glottoteta polacco, universalmente noto per aver fondato le basi dell'esperanto, una lingua artificiale internazionale, di cui tracciò, già tra il 1875 ed il 1878 un suo primo progetto, chiamato Lingwe Universala. Il Doktoro Esperanto, come verrà ribattezzato in seguito, aveva, infatti, pensato che creando una lingua comune si potessero facilmente superare gli innumerevoli conflitti che dividono i popoli. Per Zamenhof le lingue diverse erano il fondamento di incomprensioni e la causa primaria dell’insorgenza di guerre e ostilità. Un monumento commemorativo in suo onore, riporta una delle sue frasi celebri, che ben sintetizza il suo pensiero: «Quando i popoli potranno liberamente comprendersi, cesseranno di detestarsi.». L’esperanto, nelle intenzioni di Zamenhof, doveva diventare la seconda lingua per tutti. Così non è stato, ma l’esperanto resta oggi la lingua ausiliaria più conosciuta al mondo. Così per ricordare il dottor Zamenhof, solo per oggi la L del logo di Google è stata sostituita dalla bandiera simbolo dell’esperanto.
La bandiera che racchiude in sé i valori della lingua: la stella a cinque punte che rappresenta i cinque continenti abitati, il colore verde simbolo della speranza di un futuro migliore, e per finire il bianco, che simboleggia la neutralità e la pace.
Discussione 13
Questo era nelle intenzioni di Zamenhof e, molto probabilmente, cosi’ sara’; siamo gia’ un bel pezzo avanti e questa lingua senza “protettori potenti†esiste da poco piu’ di cento anni! Non dimentichiamo quanto tempo ha impiegato il latino ad affermarsi (pur essendo imposto dalla potenza romana) e quanto tempo sta impiegando l’inglese “dalle larghe spalle†ad affermarsi fuori dei propri confini.
Storicamente, le lingue sono diventate “dominanti†al seguito di conquiste militari ed economiche; generalmente la “lingua del vincitore†dura finche’ non arriva un nuovo vincitore e ha la caratteristica di sovrapporsi alle lingue locali preesistenti e cancellarle.
L’esperanto e’ di tutti, ma non e’ di nessuno! Non si diffonde nei “territori conquistatiâ€, ma nelle menti di singole persone in tutto il mondo.
Soprattutto, l’esperanto non si propone in sostituzione delle lingue locali che, al contrario, considera patrimonio preziosissimo. La sua funzione e’ molto pratica: “lingua ponteâ€, “seconda lingua†per tutti (per tutti coloro che lo desiderino, ovviamente!).
Scusate se mi sono un po’ dilungato!
Saluton.
Paolo
Si potrebbe fare una proposta all'ONU.
Sarebbe bello!
Quindi, veramente, l'Esperanto dovrebbe entrare nelle scuole. Libera scelta come per le altre lingue.
Cis la revido. Marina
il cuore sara già arrivato da un pezzo
Grazie
Fatto stà che, all'atto pratico, la sua creazione ha superato la prova del tempo ed è ancora viva e vegeta (con buona pace di chi la snobba considerandola morta solo perchè artificiale).
E non dimentichiamo inoltre che gli esperantisti, durante il nazismo, furono perseguitati alla stregua degli ebrei, forse perchè considerati una sorta di traditori..
Marco.
Bisognerebbe essere preoccupati per la gestione dei contatti internazionali. I politici non possono parlare in un modo naturale perché sono dipendenti dagli interpreti. Un errore di traduzione, e questi non sono rari, può provocare conseguenze fatali. Peggio ancora è che la lingua internazionale oggi dominante è l’inglese, una lingua terribilmente difficile da imparare. A causa di motivi di prestigio, molti politici che non hanno l’inglese come lingua madre, vogliono pretendere di conoscerla alla perfezione, mentre di fatto non la conoscono abbastanza bene per partecipare ai dibattiti politici. Questo significa grandi rischi di decisioni difettose perché le decisioni sono prese su traduzioni scorrette e non comprese. Se gli interpreti professionisti traducono scorrettamente, e ciò avviene non di rado, quante volte sbaglieranno i nostri politici?
Per diventare un’unione ben funzionante e democratica, con cui i cittadini dell’UE si sentono solidali, bisogna introdurre una discussione intraeuropea e forse anche sul piano federale, tra i partiti europei. Per realizzare questo c’è bisogno di una lingua comune tra i membri dell’UE come complemento alle diverse lingue nazionali europee. Nel momento in cui esisterà una lingua dell’UE facile da imparare avremo in poco tempo giornali europei e una discussione intraeuropea.
I politici non riusciranno mai a mettersi d’accordo per parlare un’unica lingua nazionale in incontri internazionali, in parte per motivi di prestigio ma anche perché questo darebbe troppi vantaggi psicologici, economici e politici a quei paesi in cui tale lingua è quella madre. È un privilegio enorme poter parlare la propria lingua nelle negoziazioni internazionali. Soltanto una lingua neutrale potrebbe essere accettata in tali situazioni, una lingua che sia anche facile da imparare per tutti.
Dante Chierico 16 12 2009
Se dalle tue parti non c'e' un gruppo esperantista,
ci sono corsi gratuiti in rete
> per chi ha finito gli studi e non vive in una grande città come fa a conoscere e imparare l’esperanto?
Incredibile, ma vero: ecco un corso in rete, con assistenza (entrambi gratuiti!)
Merita.