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Gorizia apre la più grande galleria d’arte digitale d’Europa: nasce la DAG con l’opera “Data Tunnel” di Refik Anadol

A Gorizia è stata inaugurata la DAG – Digital Art Gallery, un nuovo spazio immersivo che trasforma la storica Galleria Bombi in un’installazione digitale monumentale, la più grande d’Europa. Con oltre 300 metri di percorso e 1.000 metri quadrati di superfici LED, la DAG rappresenta un’unione senza precedenti tra arte, tecnologia e architettura, un vero e proprio laboratorio di rigenerazione urbana e innovazione culturale.

Il progetto ha preso vita il 16 dicembre con la mostra inaugurale “Data Tunnel” dell’artista e designer turco Refik Anadol, riconosciuto a livello internazionale come pioniere della digital art e dell’estetica dei dati. La sua opera trasforma il tunnel in un organismo digitale vivo, attraversato da immagini generate da un flusso visivo in continua trasformazione, in cui lo spettatore diventa parte integrante dell’esperienza.

L’installazione si basa su una ricerca condotta da Anadol attraverso il Large Nature Model, un modello di intelligenza artificiale addestrato su milioni di immagini ambientali provenienti da musei e archivi scientifici internazionali. I dati, trattati secondo principi etici e sostenibili, diventano “pigmento digitale” e si trasformano in forme organiche che collegano natura, scienza e creatività algoritmica, offrendo al pubblico un viaggio sensoriale dentro la materia visiva della natura.

“In questi mesi abbiamo lavorato per dare vita a un’opera monumentale dove l’arte digitale diventa parte integrante dell’esperienza quotidiana. Un messaggio potentissimo: arte come ponte e dialogo, oltre le barriere e fili spinati che per tanti anni hanno segnato la storia di Gorizia”, ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. “La trasformazione del tunnel in una ‘scultura di dati’ tridimensionale, alimentata da informazioni naturali e arricchita da suoni e musica, offre un’esperienza immersiva di grande impatto. L’arte digitale si conferma così uno strumento ineguagliabile per leggere la società contemporanea e riflettere sul futuro.”

Anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha espresso grande orgoglio per il progetto: “È a dir poco un onore che, per inaugurare questa infrastruttura all’avanguardia, sia stata scelta l’installazione immersiva di Refik Anadol. La Digital Art Gallery sarà uno dei lasciti più importanti di GO! 2025 per gli anni a venire, facendo di Gorizia una capitale dell’arte digitale e un polo attrattivo per un pubblico internazionale.”

La DAG rappresenta uno dei lasciti più significativi di GO! 2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, simbolo di una rinascita condivisa tra le due città di confine e di un dialogo aperto tra passato e futuro. L’intervento di riqualificazione della Galleria Bombi — finanziato con fondi PNRR e coordinato dal Comune di Gorizia — ha trasformato il tunnel asburgico, un tempo rifugio antiaereo, in uno spazio esperienziale dove luce, suono e architettura dialogano armoniosamente.

Dal punto di vista tecnico, l’opera è un capolavoro di ingegneria: 3.700 cabinet LED, 37 tonnellate di strutture autoportanti, 11.000 metri di rete e 6.000 metri di fibra ottica rivestono le pareti e la volta del tunnel, creando una superficie curva continua che trasforma l’ambiente in un panorama digitale pulsante. Un sistema audio di ultima generazione completa l’esperienza, offrendo una diffusione sonora immersiva che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso.

Data Tunnel occuperà gli spazi della DAG per un anno, con ingresso gratuito e gestione degli accessi a cura di Erpac. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con MEET Digital Culture Center e la sua fondatrice Maria Grazia Mattei, che ha coordinato la curatela artistica e il dialogo con l’artista.

Refik Anadol, nato a Istanbul nel 1985 e oggi attivo a Los Angeles, è tra i più noti interpreti della new media art contemporanea. Le sue opere, presentate in istituzioni come il MoMA di New York, il Centre Pompidou, la Serpentine e Palazzo Strozzi, fondono algoritmi, intelligenza artificiale e architettura. Con Data Tunnel, l’artista ridefinisce il concetto di spazio pubblico trasformandolo in un’esperienza sensoriale e collettiva, in cui il movimento delle persone e dei dati si intreccia in un flusso continuo di luce.

La nascita della DAG segna per Gorizia un nuovo punto di partenza: un ponte tra memoria e innovazione, tra locale e globale, in cui la tecnologia si mette al servizio della cultura e della comunità. Con questo progetto, il Friuli Venezia Giulia si conferma laboratorio d’avanguardia per esperienze immersive che guardano al futuro dell’arte.

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