Gyenes mette tutti in riga, Lavieille in scioltezza

Gyenes mette tutti in riga, Lavieille in scioltezza

Il Total Pharaons 2008 approda con la sua terza tappa a Sitra, con il bivacco in riva al lago nato da una prospezione petrolifera. Nei 382 chilometri...

Il Total Pharaons 2008 approda con la sua terza tappa a Sitra, con il bivacco in riva al lago nato da una prospezione petrolifera. Nei 382 chilometri della prova speciale odierna i più veloci sono il sorprendente rumeno Emanuel Gyenes tra le moto e il « solito », imprendibile Christian Lavieille tra le auto. Matteo Graziani è splendido secondo tra le moto ex-aequo con David Casteu. Tra le quattro ruote il podio è completato da Sireyjol e Pelichet. Domani si arriva nella patria degli Ammoniti, la splendida Siwa. SITRA – Un lago attorniato di canne al bordo del pessimo asfalto che porta da Bahariha a Siwa : questa è Sitra, sede di arrivo della terza tappa del Pharaons. Attorno solo deserto, ma comfort assicurato dal funzionale bivacco, la cittadella itinerante del rally. Non c’è la calura opprimente dei giorni scorsi, ma la tappa è stata tutt’altro che facile soprattutto nelle zone a nord della strada, cordoni di dune altissime e disposte in modo caotico. Una tappa caratterizzata soprattutto da una grossa sorpresa: la vittoria del giovane rumeno Emanuel Gyenes. Partito quinto questa mattina, il ventiquattrenne di Satu Mare al CP 2 aveva già quasi raggiunto il duo di testa, formato dai « soliti » David Casteu e Frans Verhoeven. I tre hanno poi viaggiato assieme, con il francese ad aprire la strada e gli altri impegnati ad apprendere dal « maestro » la nobile arte della navigazione. In questo modo Gyenes, al suo secondo rally africano dopo aver disputato la Dakar 2007, è riuscito a fare il colpaccio, precedendo proprio Casteu e Matteo Graziani, terminati ex-aequo a 5’38’’ dal rumeno. Matteo ha avuto un po’ di problemi con il GPS nei primi ottanta chilometri, poi si è accodato al polacco Przygonski che lo aveva superato come un razzo (ha poi rotto il motore). Verhoeven è quarto e precede le tre 450 di Luca Manca, Alex Zanotti e Jacek Czachor. Sono questi i rivali tra le « piccole » due italiani su moto italiane debuttanti (Aprilia per Zanotti, TM per Manca) e un polacco su KTM. Ottavo posto per Oscar Polli, davanti al rumeno Butuza e all’Aprilia Africa di Angelo Barbiero, il giornalista/pilota che sta prendendo un’ottima confidenza con i percorsi nel deserto. Ancora sfortunatissimo Paolo Ceci: il modenese stava viaggiando a tutta birra, aveva superato molti piloti e al CP2 aveva il miglior tempo intermedio. Poi una pietra sollevata da un’altra moto che era intento a superare gli ha rotto il carter, costringendolo a fermarsi per ripararlo provvisoriamente.

In classifica generale Casteu ha guadagnato su Verhoeven, che ora si trova a oltre cinque minuti. Terzo è Graziani davanti a Gyenes e Manca. Tra le auto prosegue indisturbata la cavalcata solitaria di Christian Lavieille/Jean Michel Polato (Proto Dessoude 05), che a parte il primo giorno, sembra non avere rivali in grado di contrastarlo. Superiorità manifestata anche oggi con un vantaggio di quasi 33 minuti sul secondo classificato, il connazionale Patrick Sireyjol (Bowler Wildcat). Terza l’altra vettura inglese guidata dall’equipaggio Jerome Pelichet/Eugenie Decre. Prosegue la gara regolare dei gemelli Aldo e Dario De Lorenzo (Isuzu D-Max), quarti al traguardo. Se la tappa per i primi non ha presentato grossi problemi, non altrettanto è stato per altri equipaggi: partiti terzi questa mattina, Albert e Marie Michiels (Buggy VW TDI) stavano superando il Bowler di Pelichet quando si sono fatti sorprendere da una duna tagliata. Hanno capottato più volte, fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio, ma con l’ovvio rientro della vettura sul camion balai. Più o meno lo stesso problema accusato oggi da Giorgio Beccaris e Roberto Ferrari. Stavano viaggiando velocissimi visto che questa mattina erano partiti ventitreesimi e al CP5 erano transitati terzi: fortunatamente il « danno » è stata solo una contusione alla spalla di Beccaris.

Marcia solitaria anche tra i camion quella di Matteo Paccani, Attilio Brevi e Luca Baschenis. Il loro Unimog ha vino anche oggi davanti a Bellina/Arici/Nicoli. Domani si arriva a Siwa con una tappa di 378 chilometri.

La Tappa. I primi 70 km si sviluppano per lo più su pista ben visibile, che si dirige con un CAP medio OVEST, a tratti ondulata e piuttosto rapida, fate attenzione. In questo primo tratto il terreno è duro e ondulato, con fondo a tratti pietroso e con ostacoli a volte non facilmente visibili: gradini in discesa presi in velocità possono essere molto insidiosi, fate attenzione perché in alcune ore della giornata la luce può rendere questi ostacoli evidenti solo all’ultimo momento. Al km 71,40, primo incrocio dell’asfalto Baharija – Siwa, che si attraversa mantenendo un CAP medio tra 315° e 330° fino al CP1. Gli oltre 300 km restanti di questa bella tappa sono tutti in fuoripista!

Subito dopo l’attraversamento dell’asfalto, delle belle spianate sabbiose con qualche attraversamento di dune, ma non troppo impegnative. Proseguendo verso il CP1 (km 149,16) con un CAP medio nordovest, dal km 100 circa, è un susseguirsi continuo di dune, in cordoni o in gruppi, alcune semplici e arrotondate, altre complesse. Al CP1 netto cambio di direzione, si va per un CAP tendente a sud, per circa 30 km, fino al punto di assistenza all’incrocio asfalto del km 180,55, rifornimento per le moto. Riguardo al terreno, dal CP1 troviamo dune per i primi 15 km poi il terreno diventa più piatto, e avvicinandosi ancora all’asfalto il fondo diventa meno sabbioso, più duro e a tratti ondulato. Al km 185,81 un bel passaggio tra due belle montagne, per scendere in un’ampia valle dove ci attendono dune e sabbia. Continuando verso il CP3, un susseguirsi di spianate sabbiose a tratti più scure e consistenti, con passaggi di belle dune.

Dopo il punto di assistenza al CP4, terzo incrocio della strada Baharija – Siwa, al km 247 un bel passaggio sabbioso in salita tra le falaises, ma dopo meno di 20 km ricominciano le dune, fino al CP5, in un vero “mare di dune” … Anche dopo il CP5 abbiamo i primi 10 km di dune in rapida successione, mentre il terreno tende a spianarsi man mano che ci si avvicina all’ennesimo incrocio asfalto del km 318,50. Gli ultimi 60 km sono un “festival” di dune bellissime, da affrontare guidando a vista, alcune cassé, altre impegnative ma non pericolose, ma tutte molto piacevoli e inserite in paesaggi indimenticabili. Si ritrova una pista ben tracciata negli ultimi km, costeggiando il lago, prima di vedere l’arrivo.

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