Hans Christian Andersen, Google celebra il 205° anniversario

Hans Christian Andersen, Google celebra il 205° anniversario

Il vento non ha ancora disperso il mucchio di cenere grigia che ha unito il soldatino di piombo e la ballerina. Google ricorda i 205 anni dalla nascita di...

Il vento non ha ancora disperso il mucchio di cenere grigia che ha unito il soldatino di piombo e la ballerina. Google ricorda i 205 anni dalla nascita di Hans Christian Andersen, lo scrittore di fiabe che, assieme a Charles Perrault e ai fratelli Grimm ha contribuito alla crescita e all'educazione di tanti bambini. Oggi l'headliner del motore di ricerca più famoso del mondo è decorato con cinque temi diversi che ricordano le opere dello scrittore danese; cliccando per cinque volte parte la ricerca automatica per la vita e le fiabe di Andersen. Se ancora qualcuno non lo sapesse, la fantasia dello scrittore nato a Odense il 2 aprile del 1805 ha dato i natali a personaggi come la Sirenetta, il Soldatino di Piombo, Mignolina, il Brutto Anatroccolo, la Piccola Fiammiferaia e tanti altri stagliati nella nostra memoria collettiva. La stessa vita di Andersen a ben vedere sembra una fiaba. Nato povero, rimasto presto orfano di padre con una madre alcolista, il piccolo Hans mostrò da subito una predisposizione al fantastico, organizzando teatrini di marionette ispirati alle fiabe raccontategli dalla madre. Leggenda vuole che un'indovina avesse predetto proprio alla madre un futuro roseo per il figlio. Nonostante le difficoltà economiche e familiari, la donna non abbandonò mai questa speranza lieta, anzi sostenne le aspirazioni del figlio, peraltro desideroso di intraprendere anche la vita militare. Trasferitosi a Copenaghen all'età di 14 anni, cominciò a frequentare i palchi con perseveranza fin quando il tenore italiano Giuseppe Siboni non ne rileva il talento, riuscendo ad avviarlo agli studi. Nell'ambito teatrale venne riconosciuta anche la sua vena poetica, tant'è che pur dovendo faticare per entrare all'Università, nello stesso periodo (ultimi anni Venti dell'Ottocento), Andersen cominciò a comporre in maniera ufficiale versi e romanzi con l'esordio "Il bambino morente" (1827) e, dal 1835, si avviarono le stampe delle prime fiabe, che continueranno ad essere create e stampate senza sosta fino al 1872, tre anni prima della sua morte. La composizione fiabesca di Andersen da una parte prende ispirazione dal folklore popolare, dall'altra viene arricchita dalle rivisitazioni del tutto autonome dello scrittore. Non è un caso che elementi e figure come fate e streghe scompaiano del tutto nelle sue narrazioni per aprirsi al contrario a un versante "favolistico", in cui l'essere umano inteso nei suoi vizi e nlle sue virtù non di rado è rappresentato da un animale. Non di meno l'innovazione della fiaba avviene anche tramite un impianto linguistico innovativo - peraltro evidentemente apprezzato al punto di far uscire le raccolte subito anche in lingua inglese.

Se lo stile lirico ha conquistato il pubblico e tutt'oggi rapisce piccoli e grandi, non meno importanti sono i temi che Hans Christian Andersen, che ha conosciuto Dickens, tratta nelle sue fiabe. Da ultimo romantico, come è stato definito da più studiosi, il proprio vissuto non può che confluire nei suoi scritti. Ma se "Il brutto anatroccolo" può riferirsi alla sua figura lunga e dinoccolata o "Il soldatino di piombo" al suo travagliato rapporto sentimentale con Edvard Collins, non significa che la diversità sia un tema granitico, così come il lieto fine si possa considerare alla stregua di un happy end hollywoodiano. La diversità è intesa non tanto come alterità biologica, esitenziale o sociale, quanto invece come instabilità e difficoltà nel trovare una vera e propria collocazione nel mondo. Dunque è il sé innanzitutto che ingenera l'altro così come allo stesso modo è l'autopercezione che si scinde in una dualità tra l'essere e il voler (più che dover) essere. Dunque in nuce, come rilevato dagli studiosi di Andersen, anche nelle fiabe apparentementi più semplici e lineari il doppio è un palinsesto presente e significativo. Così come anche l'idea di morte in toni idilliaci costituisce una sorta di controcanto o quanto meno variazione importante del classico lieto fine. L'esempio è ancora una volta "Il soldatino di piombo", una summa della poetica anderseniana e per chi scrive la sua opera più bella e struggente. Il finale in particolar modoo: apparentemente innanzi tutto c'è la vittoria del diavolo dispettoso che cerca di dividere il soldato e la ballerina, nati diversi e dopo tante peripezie uniti dalla fatalità del fuoco. Le ceneri, ciò che è di quanto più volatile ed effimero in assoluto, si riuniscono per non dividersi mai. E' il ritorno all'Uno, alla complementarità delle parti (femminile e maschile), è il doppio che cessa di essere tale per trovare finalmente, tramite una biblica e quindi implicitamente naturale morte (“Polvere tu sei e in polvere tornerai!" Genesi 3, 19) una sua stabilità dopo la scissione "diabolica". Una fiaba complessa che rende l'idea di quanto gli scritti di questo geniale inventore e poeta costituiscano l'humus di una cultura da riscoprire periodicamente.

Hans Christian Andersen, Google celebra il 205° anniversario

Discussione 7

I commenti vengono moderati prima di essere pubblicati.
GE
GENNARI · 16 anni fa #
che grande scrittore...
CI
Ciao · 16 anni fa #
wao
IR
Irene · 16 anni fa #
bravissimo!
RO
robi · 16 anni fa #
un gran mitoooo!!!!!!!!!!
LO
Lollo · 16 anni fa #
geniale ! :)
GI
Giorgio · 16 anni fa #
la fantasia più fantastica in poche parole un mago delle favole .
CO
coccinella · 16 anni fa #
un grandissimo scrittore,con i suoi libri ho imparato a sognare...e vivere emozioni ricche di fantasia!!!!